It's not easy being a princess – Confessioni di una principessa.


It was a stormy night.
9 Novembre 2009, 09:46
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Ieri ho cominciato la giornata sbagliando clamorosamente nel puntare la sveglia, e mettendola a mezzanotte invece che a mezzogiorno. risultato: mi sono svegliata all’una, in stato confusionale, nel pieno di una giornata buia e tempestosa.
Io e il mio amore grande ci ritroviamo da soli, in casa, e decidiamo di improvvisare una gita.
Io, lui, un ipod pieno di canzoni, una guida rossa.
E poi Siena, fantastica, misteriosa. Chiusa per turno, quasi, turisti scoraggiati dal tempo e serrande calate.
Un duomo maestoso, un progetto folle. un cielo tempestato di stelle racchiuso tra le pareti di marmo.
Una mostra elegante, di quelle che mi fanno tornare con una fitta la voglia di studiare ancora.
Di immergermi di nuovo nelle avventure di gatti, santi, madonne.
Camminiamo veloci in un’atmosfera spettrale, quasi vampiresca, e ogni angolo è una sorpresa, una minaccia.
Soprattutto, i maledetti gnomi prillatori colpiscono ancora e ogni stradina è in salita, e riporta alla Piazza del Campo.
Torniamo indietro a notte fonda (le 18), e lì una nuova sorpresa.
Perché i fidanzati gay, purtroppo, sanno sempre come farti impazzire, e sentire una principessa.
Una cena delicata, avvolta in mezzo agli affreschi. Impagabile, anche con Karen McKlusky seduta accanto a noi.
E tante parole, sintonizzate sulla stessa frequenza del mondo.

On air, la mia canzone del giorno.



pomodori assassini.

venerdì il Comitato (di Magalli) mi ha concesso la grazia e sono tornata a casa.
così, senza pensarci troppo.
ci sono dei giorni in cui la  distanza mi esalta, ed altri in cui mi toglie un pochino il fiato. finché posso, appena qualcuno si distrae scappo via.
venerdì sono andata a una festa ggiovane, di quelle da trentenni che si vogliono divertire ancora….locale dell’infanzia, il mitico Vox, dove ci ho passato concerti e serate sprofondando nel buio più pesto. perché lì dentro, non ho mai capito perché, il buio è più buio.
Ci ho incontrato tre ragazzi, tutti da ricordare:

- uno è davvero bello, e mi fa un effetto dirompente tipo romanzo Harmony o telenovela argentina. Devo averlo, anche solo per portare punti alla mia autostima (anche solo perché Louise in fanciullezza lo rifiutò per lo stesso motivo per cui io lo vorrei)
- uno è davvero interessante, un ragazzo strano, occhi celeste e sguardo furbo. e chissà, che non l’abbia pure convinto millantando eventi fiorentini che forse non esistono neppure (ancora, nel senso che li organizzerò finti a breve)
- uno è davvero dolce, e ogni giorno mi conquista un poco di più. per essere così dolce è incredibilmente scemo, scemo nel senso che piace a Louise e me. Forse non ci ameremo mai, ma saremo fantastici amici assurdi

Sabato, invece, serata strana. bella, in realtà. mi sono divertita senza aspettarmelo, facendo una cosa che non mi andava di fare. ho rivisto una persona importante, a cui un tempo feci male. e forse, meno, gliene faccio ancora. però oggi mi ha scritto grazie, per la nostra intesa. ed è vero, un’intesa strana e dolce c’è sempre. non ci ameremo mai neppure noi, forse, ma di certo mi rimarrai in qualche soffio di cuore.
a lui ho ridato una canzone che portavo dentro da quest’estate, era nata e cresciuta in attesa del momento giusto.

ho chiuso e riaperto il we consolando due amici tristi, entrambi speciali. vorrei che se lo ricordassero sempre, senza che dovessi sussurrarglielo io. non perché io non voglia farlo, attenzione: perché dovrebbero sentirselo dentro, averlo nelle orecchie come il mormorio di pomodoro assassino.

on air, una canzone speciale. il mio amore grande dice che questa gli ricorda me, ed in effetti sono io.
come mi conosci, amore grande. se poi la smettessi pure di essere gay ti amerei ancora di più.

è la tua canzone speciale del giorno…te la metto qui, per cambiare un po’.ma so che la troverai. e non sbaglierai mai più un gruppo musicale.



29 Settembre.

Altro giorno di partenze, per la principessa.
Domani ritorno nella mia dolce Firenze, e il solo pensiero di ritrovare quel divano e quegli amici mi emoziona.
Del resto è tutto un disastro, parto senza aver capito dove lavorerò, cosa farò. Però intanto parto, perché dopo tre giorni la mia resistenza emiliana è già agli sgoccioli.
Oggi la mia piccola Posse ha litigato per passare una giornata intera con me, a fare progetti poco credibili e a discutere circa il suo desiderio di diventare Mara Maionchi. solo più volgare.
Oggi la mia piccola grande Louise è riuscita in un successo circa il quale non avevo il minimo dubbio, lei è un essere tra i più brillanti e luminosi di questo cielo. non potevano rimanere indifferenti di fronte al tuo sorriso intelligente, alle tue frasi meditate, ai tuoi pensieri non banali. non potevano.

Ieri ho avuto un dialogo difficile, ho provato una sensazione strana. un misto tra amarezza e malinconia, per avere ricevuto una risposta che aspettavo da troppo tempo. Forse certe affermazioni sono come gli ortaggi di Farmville, se aspetti troppo a coglierle marciscono. Le guardi e pensi Se solo fosse successo prima, ora raccoglierei felice le messi del nostro amore. Invece sono rimasta lì senza riuscire a comporre frasi intelligenti, con lo sguardo che correva indietro e poi avanti avanti. Ho percepito d’un tratto tutta la mia immensa tranquillità, io ora sono davvero serena, ho il cuore quasi tutto libero, e la parte che è impegnata è suddivisa con cura in pochi, rari, frutti. Poche persone hanno posto nel mio raccolto.

Sono andata a trovare mio nonno, dopo, per portargli una rosa.
Ogni tanto mi piace andare ad aggiornarlo sulle mie avventure, diceva sempre che Nessuno gli raccontava mai niente di me, e lui era curiosissimo. Perciò glielo racconto ora, arrampicata su una scala pericolante. Mentre me ne stavo andando ho incontrato un vecchino, il tipico vecchino logorroico emiliano, di quelli che dopo un primo mezzo saluto ti ha già rovesciato addosso settant’anni di vita.
mi ha detto che lì accanto era sepolto suo nipote, morto a trentadue anni. Trentadue, cazzo. io non sono una dalla retorica facile, e odio i discorsi patetici, però quando sento queste cose mi si gela il cuore. di ghiaccio, come a volersi conservare il più a lungo possibile.
Ha anche aggiunto che avrebbe preferito morire lui, per stare un po’ a dormire lì accanto a sua moglie, sepolta poco lontano. e, nonostante tutto, non ha smesso un istante di sorridere parlando di loro. Mi ha detto che suo nipote era uno che non stava mai fermo nello stesso posto, ma poi si ricordava sempre del caffé della domenica col nonno.

Uscendo, ho sentito il bisogno di condividere un po’ di amore con qualcuno. Perché non c’è mai un momento sbagliato per dire Ti amo a una persona, anche solo per strapparle un sorriso dopo una giornata di lavoro apparentemente buttata al vento.

Stasera me ne andrò in centro, con un fiore in testa ( resistendo al sarcasmo di Louise, che odia il mio cerchietto da hippie). a farmi sfiorare dal vento di settembre, a canticchiare canzoni un po’ fuorimoda.



Io me ne andrei.

una casa vuota, io seduta con il pc sulle gambette, una distesa di valigie colorate intorno a me.
credo che se un pittore mi dovesse dipingere, mi ritrarrebbe così.

ieri sera, di ritorno da Venezia, una ragazza in metropolitana mi ha chiesto informazioni. soddisfatta penso dalla mia precisione, mi si è attaccata come un cagnolino e mi ha seguito per un pezzo del tragitto verso casa.
tutta carina e profumata, con i vestiti belli che di solito si tengono per le uscite serali, e non per i viaggi in metro, mi ha guardato con gli occhi brillanti e mi ha detto Chissà che bello vivere a Milano, qui se ti fai carina nessuno si stupisce, è una città fatta per essere belli.

strane sensazioni, non ho pianto salutando persone importanti, impronte di questi sei mesi che a lungo lasceranno le loro ombre sulle pareti del cuore, e lei mi ha fatto scendere una lacrima.
nel mio ultimo viaggio in tram, in una sera di incredibile estate,
saluto questi sei mesi con il sorriso, come una persona speciale mi ha espressamente richiesto.
me ne vado sorridendo,
riparto più grande.
ho imparato a non aver paura, ad essere sicura di me.
ho camminato per l’ennesima città sentendomi a casa.
ho bevuto un Cosmopolitan nel locale in cui volevo andare.
ho preso la birra da asporto alle Colonne.
ho visto la Milano scintillante, quella ingrigita di pioggia, quella bagnata da una sole inaspettato.
ho lavorato nel mio posto dei sogni.
ho quasi toccato un Picasso, un Guido Reni.
ho conosciuto amiche speciali.
ho meritato la stima di chi sa molto più di me.
ho toccato qualche cuore, riscaldando un pochino pure il mio.

ora riparto,
con un bacio, tanti abbracci, e nuove canzoni da capire.



disfacendo le valigie.

amati lettori,
come vedete potete alfine tirare un sospiro di sollievo, io e Louise siamo ritornate dalle vacanze, con una nuova stagione di avventure diversamente serie da raccontarvi.

scrivere un post su queste vacanze sarebbe impossibile, troppi eventi, troppi istanti.
perciò vi farò solo una brevissima, incompleta, disordinata lista di ciò che ho ritrovato  oggi disfacendo le valigie pugliesi.

…la partenza intelligente alle 2, fortissimo, dopo essere state a salutare i nostri fan
…il guaranà di contrabbando di Pharma che ci ha tenuto sveglie peggio che 10 redbull; ricordarsi di ordinarne un pallet
…io in versione guidatrice concentrata che mi trasformo in una impiegata dell’anagrafe
…la telecamera da gitanti, che ha registrato 48 minuti di urletti isterici da pollo
…la borsa frigo da meridionale, con dentro le peggio cose
…il vino del benvenuto e dell’arrivederci
…il Sam(S)ara Beach, bagno super cool dove scopriamo di avere una convenzione, l’ennesima, da Puttanazze
…l’aria condizionata a 10° che Louise ci impone giorno e notte. torniamo a casa più giovani di Michael J
…il set da parrucchiere in camera, e le mie due amiche che si fanno taglio piega colore ad ogni doccia
…il Sasà di Gallipoland, tatuato e iperdotato, strizzato in un morboso perizoma. imperdonabile non averne fatto foto.
…l’aperitivo narcotizzante della domenica. ci ammazziamo di mojito felici e sveniamo nel letto alle 21 cariche per una seratona che in realtà non faremo mai. ci risvegliamo a notte inoltrata cercando nel buio l’antiacido di Pharma.
…il riposone della bellezza altrimenti detto “mi appoggio un attimo ma poi esco”
… i sensi unici sul lungomare, se li sbagli fai 15 Km di penalità in tangenziale
…le ciabatte, vere grandi protagoniste della vacanza. gadget immancabile di ogni pugliese maschio che si rispetti ognuna di noi ha intimamente sperato di ricevere la tanto ambita ciabattata sul sedere.
…la discoteca Praja, dove con orrore capimmo una volta per tutte che a settembre a Gallipoland non ci sono forme di vita giovani (o quantomeno decenti). escluso i 10 pugliesi che ballavano insieme in cerchio in mezzo alla pista
…la mitica spiaggia di Punta della suina, neppure da spiegare perché rappresenti per noi luogo di devoto pellegrinaggio
…la luce di Lecce, scaldata dal tramonto, romantica e passionale. la voglia di ballare con un uomo e sentire frusciare il mio scialle nella piazza assolata.
… le stradine di Otranto, fitte e strette, che si rincorrono come bambini che giocano a nascondino.
… il sottopassaggio della morte, apparizione del terrore in mezzo a una stradina del centro, pendenza 85%, neppure Prezzemolo che si fa la foto con te dopo il rischio.
…la rotonda allagata, prova numero due subito dopo essere sopravvissute alle montagne russe. in mezzo alla rotonda, un vecchio con un braccio solo ci lancia una maledizione in salentino.
…le sovvenzioni alla regione Puglia per muretti e cancelli, costruiti con la magnificenza dei castelli della Loira. in realtà nascondono dei container, ma è l’apparenza che conta.
…le strade alternative, che piacciono tanto al mio navigatore e tanto poco a Louise.
…il perfido testacoda, e noi che rischiamo di diventare le Grace Kelly di Otranto volando giù da un dirupo
…i sogni probiti al castello di Otranto, noi dame in fuga di notte, e un vigoroso falconiere che ci dà la caccia
…gli scheletri dei martiri e i ricordi di una Venezia di tanti anni fa, con due amici lontani che ho finalmente ritrovato
… Louise che diventa negra e si mette a vendere le colane rubando il lavoro al nostro pusher senegalese con cui io mi metto a parlare (senza farmi capire) di Biennale dell’Arte di Dakar.
…il fidanzato romeno di Paolita ribattezzato porcaputtana a causa di una graziosa maglietta che lui indossa per corteggiarla a colpi di insalatone in spiaggia
… la grande protagonista femminile della vacanza, la Mafalda, posizionata birichina su di un seno di Paolita, e divenuta in breve metafora del fiore proibito di ogni ragazza (da leggersi come corrispettivo femminile della ciabatta)
…le ore dedicate al fitness,e io che in vacanza mi trasformo inspiegabilmente in Fiona May e non riesco a star ferma
…i salutari insalatoni tonno pomodoro olive, mangiati in loop tutti i giorni o intervallati da pasta tonno pomodoro olive
…la burrata e i palloni giganti, i due grandi assenti che io e Paolita non siamo riuscite a raccattare. si prega chiunque ne trovi uno per tipo di consegnarceli in cambio di lauta ricompensa.
…due ragazzi giovani che ci abbordano a un aperitivo dicendo Modena? e diventiamo subito amicissimi. come dire, credo che difficilmente due più scemi fossero disponibili in catalogo. dovrei scrivere un post a parte con tutte le demenzialità che ho udito. vi dico solo che per arrivare si è rotta loro la macchina nelle Marche, sono tornati in treno a casa, ne hanno presa un’altra e sono ripartiti. nel mentre hanno conosciuto i Giostrai di Manfredonia e Mr Nicola Wolf.
…la magnazza ingorda del venerdì sera, che paghiamo digerendola circa la domenica mattina. ma è valsa la pena solo per sedersi a un tavolo e dire la parola Trentino.
…un terribile prurito alle orecchie che avrei tanto voluto lasciare al mare. diagnosi: una qualche otite del menga, delle gocce da darmi nelle orecchie e divieto assoluto di grattarmi. posto che è impossibile darsi delle gocce per le orecchie da sola, ho capito perche la Darjia ci graffiava quando le mettevamo l’antipulci nell’orecchio.
…la skoda, impeccabile, ci ha portato nel nostro Giro d’Italia con classe e precisione. voglio un patentino di guida da Louise.
…le cinquecento pipì in autogrill e il divieto a Paolita di bere acqua più di due sorsi a regione
…il buonumore di Louise, centellinato ma di qualità. unita nota: mai parlarle appena sveglia. da considerare anche i cinque pisolini al giorno (dai amore che scherso ma dovevo metterlo in lista!).
…i drammi amorosi di Paolita e i discorsi notturni in autostrada al suono degli amati Savage Garden
…il nuovo significato assunto dal termine dolciotto, atto a denotare un ragazzo taaanto tenero che però solitamente viene scaricato a favore di uno comunque tenero ma pure figo.
…gli infiniti ciddì musicali, che spaziavano dalla depressione alla stupidità con una facilità imbarazzante.
…le tabelle excel, ignobilmente vuote alla fine della settimana. penso truccheremo i rislutati per salvare il nostro onore.
…i simpatici minchiareddu (detto di un tipo di pastasciutta ma anche di vari tipi di ragazzi).

amiche, che bello. che benessere.

Passerà quest’anno,
Passerà il venturo,
Ma a noi non smetterà mai di piacerci la
Passerà quest’anno.

(Paolo Rossi e i C’è quel che C’è).



Shoe stealing.
22 Agosto 2009, 09:03
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a volte le notizie del mattino ti colgono con un’inaspettata dolcezza.

Come leggere di questo sito, in cui sono raccolte le foto di scarpette misteriose appese sui fili di tutto il mondo.
e a me viene tanta voglia di scappare a Spectre.

big_fish



slow motion.
18 Luglio 2009, 13:45
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ho passato la notte in bianco, ieri.
sono andata a letto troppo presto, senza dare un senso alla mia serata.
una cena tra amiche, ma avevo bisogno di qualcosa in più. mi rendo conto che il rumore dei bicchieri del servizio buono che tintinnano felici non mi fa più sorridere come un tempo.
non so, avevo bisogno di sporcarmi un po’.
di avere almeno un pensiero demente che mi facesse sorridere la mattina dopo, con la testa ancora piena di vino e la pelle bianca e lunare.

poi non so, questo sfiorarsi senza toccarsi.
qualche notte mi fa male.
ma poi torno ad accelerare e a guidare nel buio, ed alzo il volume per non sentire.

You got a fast car
But is it fast enough so we can fly away
We gotta make a decision
We leave tonight or live and die this way.



primo, secondo, contorno, dessert.

Primo : Rane Fritte (dalla bocca larga)
venerdì sono arrivata di corsa, come al solito, e ho avuto ben cinque minuti per prepararmi…ho trascinato la mia fidanzata a una cena pittoresca in un ristorantino à coté du Mercatone Uno, in cui abbiamo amabilmente conversato togliendoci le gambine mollicce di una rana fritta dagli incisivi.
a seguire compleanno della nostra piccola figlia, tavolaccio mignon (e mignott) con la compagnia dei biciclettari cocainomani, che sono arrivati al volo canticchiando Sotto questo sole, bello pedalare. Memorabilia: La Silviette che arriva in Ferrari e uno che le chiede Scusa posso metterti incinta?, Leo modena che muore di invidia e le porta a parcheggiare di fronte a una telecamera montata da lui, Louise colpita da una funesta doccia di vodkaredbull e da un ancora più funesto massaggio plantare, un giovin ragazzo che viene DA SOLO per stare un po’ in compagnia, due miei antichi amori che vogliono portarmi contemporaneamente sulla canna della bici.

Secondo : Ostriche e  Champagne
sabato le nostre eroine, abbandonate da una serie di amicizie piene di vitalità, partono in modalità gita (set completo telepass, navigatore, cartina, borraccia di acqua cassata) direzione Compleanno Amore Grande. Memorabilia: Le Sacerdotesse di fronte alla stazione che paiono due zingare, Thelma che citofona al Signor Telepass, il caffè nell’autogrill in cui Louise rischiò uno stupro, una serata da Beautiful, l’inferno fatto ad harem di uomini splendidi e gay, Louise che getta le sue ovaie contro Santa Maria Novella, io che non me ne voglio più andare. il ritorno, e discorsi profondi come la notte e splendenti come le stelle. e un pezzo di luna tutto per me.

Dessert: Torta di Compleanno
oggi è il compleanno del mio Nonno Big Fish. e nessuno pareva ricordarsene, io sì. e quando gli ho chiesto se sapesse che giorno era oggi, mi ha risposto Lo so da ieri, che giorno è oggi.
Dai, nonno, che forse forse ce la fai. ci freghi anche stavolta e l’anno prossimo raccogliamo le albicocche insieme.

Contorno: chissà…



colpi di scena.
21 Giugno 2009, 20:23
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Capitano Logan,
io ti amo.
amo un po’ te e un po’ nessuno, per la precisione.
o, se preferisci, ti amo in un modo tutto mio.

attendo con ansia un tuo manoscritto, recante notizia dei tuoi viaggi per mare, e delle tue imprese ai confini del tuo folle mondo.

sempre tua,
Betelgeuse



Vento dell’Ovest.

oggi sono di ottimo umore.

al lavoro non c’è nulla da fare, ci siamo ordinate dell’ottimo cibo take away e abbiamo pure improvvisato un non compleanno con due bottiglie di vino trafugate dalla riserva Grandi Occasioni (nella fattispecie, uno spumantaccio e un Moscato che mi ricordava i Capodanni delle medie). però è bello, ormai siamo tutti amici. e questo vela di malinconia ogni giorno che cancello sul calendario, e lo mischia a quella ormai nota sensazione di dubbi sul domani, sul futuro, sulle scelte, e sui sogni.

stasera salirà la mia Louise, in una fuga d’amore estemporanea e brillante…e sarà bellissima, per cui la porterò a risplendere in qualche locale della Grande Mela Meneghina. ho voglia di una serata Io&Lei, lontane dai luoghi comuni, in un mondo di gente che non conosciamo (ancora).

domani mi dedicherò due ore di bagno turco, ho bisogno di due ore lente, trascorse ad inebriarmi del profumo di rosa, facendomi spegnere il cervello ed accendere la pelle.

e domani sera, un corso di cucina con uno dei cuochi più belli del mondo, a cui spero tanto che segua una cena (con lui!).

e domenica, passate le feste, penserò ad una nuova, diversa, valigia da fare.
perché sì. è arrivato Il vento dell’Ovest e io devo spostarmi ancora.