Archiviato in: Ragazza con la valigia, sentimenti | Tag: amiche vere, canzoni, fatica, flusso di coscienza, lavori in corso, Milano, sentimenti, traslochi, valigie, viaggi, vita
una casa vuota, io seduta con il pc sulle gambette, una distesa di valigie colorate intorno a me.
credo che se un pittore mi dovesse dipingere, mi ritrarrebbe così.
ieri sera, di ritorno da Venezia, una ragazza in metropolitana mi ha chiesto informazioni. soddisfatta penso dalla mia precisione, mi si è attaccata come un cagnolino e mi ha seguito per un pezzo del tragitto verso casa.
tutta carina e profumata, con i vestiti belli che di solito si tengono per le uscite serali, e non per i viaggi in metro, mi ha guardato con gli occhi brillanti e mi ha detto Chissà che bello vivere a Milano, qui se ti fai carina nessuno si stupisce, è una città fatta per essere belli.
strane sensazioni, non ho pianto salutando persone importanti, impronte di questi sei mesi che a lungo lasceranno le loro ombre sulle pareti del cuore, e lei mi ha fatto scendere una lacrima.
nel mio ultimo viaggio in tram, in una sera di incredibile estate,
saluto questi sei mesi con il sorriso, come una persona speciale mi ha espressamente richiesto.
me ne vado sorridendo,
riparto più grande.
ho imparato a non aver paura, ad essere sicura di me.
ho camminato per l’ennesima città sentendomi a casa.
ho bevuto un Cosmopolitan nel locale in cui volevo andare.
ho preso la birra da asporto alle Colonne.
ho visto la Milano scintillante, quella ingrigita di pioggia, quella bagnata da una sole inaspettato.
ho lavorato nel mio posto dei sogni.
ho quasi toccato un Picasso, un Guido Reni.
ho conosciuto amiche speciali.
ho meritato la stima di chi sa molto più di me.
ho toccato qualche cuore, riscaldando un pochino pure il mio.
ora riparto,
con un bacio, tanti abbracci, e nuove canzoni da capire.
Archiviato in: Ragazza con la valigia, sentimenti | Tag: amiche vere, balli lenti, lavori in corso, letterine nascoste, marinai, Milano, partenze, pensieri, sentimenti, Sogni, traslochi, valigie
oggi è iniziata ufficialmente la mia ultima settimana di lavoro.
in questi giorni sto cercando quindi di fare più cose milanesi possibili, vissute con la malinconia di chi sa che questo sarà l’ultimo aperitivo, l’ultima uscita (Anche l’ultima cena, ma mi sembrava un po’ blasfemo scriverlo).
ieri sera una cenetta tra colleghi, pochi, amici…con loro ho condiviso sei mesi di caffè a metà mattina, telefonate isteriche, ansie da prestazione. loro che mi sembravano così lontani ed ora così impossibili da pensare accanto, loro che sono l‘amica in più, il ragazzo in più.
oggi chiusa in un’ascensore troppo stretta, nelle mie solite scenette da Il diavolo veste Prada, la capa mi ha sorriso e mi ha detto con voce bassa una cosa tenerissima, di quelle che la fanno sembrare un po’ più umana, un po’ meno algida.
mi sono concessa uno shopping con un’amica nuova, parlando di quanto in là ci possiamo spingere, a pensare a come sarebbe se fosse ma non è.
e oggi, cancellando sei mesi di mail, mi sono fatta un po’ di forza in più e ho aperto la cartella privato.
e lì ho salvato un po’ di cose, preziose.
le mail di delirio e stupidità di Louise, tante, tantissime, con i titoli già scemi in partenza.
in cui si trovano le peggio cose, le migliori malignità, i pettegolezzi più beceri.
file segreti che se venissero pubblicati ci rovinerebbero.
le letterine della Posse, mezze in inglese sconclusionato,
da una terra lontana in cui pare essersi dimenticata un pezzettino di cuore.
i racconti d’oltremanica della Chiarina, illuminata da un entusiasmo nuovo, mille cose nuove da scoprire, una vita appena sbocciata e che ora affronta con i petali chiari i primi acquazzoni di stagione.
e poi gli uomini, le loro confessioni.
Ale e i suoi flussi di coscienza, le storie tante donne e di una sola, io, che capisco sempre tutto.
Bubi e un suono che si affievolisce sempre di più, una barchetta che vedo allontanarsi e non riesco a riprendere.
il marinaio, i suoi racconti che solcano gli Oceani e arrivano a lambirmi il cuore. poche parole, splendide, da tenere per i giorni bui.
l’uomo misterioso, un peccato che forse un giorno deciderò di concedermi, discorsi divertenti e una sottile malizia.
un ragazzo dolce, sinceramente affezionato, parole cariche di speranze poi recise, una grande voglia di essere mio.
tutte queste cose, tutte,
io le voglio salvare;
me le metto nei miei scatoloni;
e me le porto via.
Archiviato in: Ragazza con la valigia, di passaggio | Tag: Firenze, flusso di coscienza, lavori in corso, partenze, paure, pensieri, sentimenti, traslochi, vita
oggi è uno di quesi giorni in cui vorrei buttare via tutto.
in cui non so se valga la pena pagare questo prezzo per i sogni.
uno di quei giorni in cui tutto è maledettamente difficile.
Le gallerie del treno MilanoFirenze mi inghiottiscono per poi risputarmi fuori.
Lampi di luce resi vani da blocchi di buio.
E il pensiero di dover cambiare tutto di nuovo.
Di trovarti d’un tratto, a ventisei anni, a dire addio al lavoro dei tuoi sogni.
Perché sei la persona giusta, ma al momento sbagliato.
E questo fa terribilmente male, come quando succede con le storie d’amore.
Oggi è un giorno in cui vorrei un fidanzato che mi dicesse Resta qui.
E invece non ho nessuno, nessuno che mi fermi.
Ho due genitori speciali che mi dicono Qualsiasi cosa farai, sarà la cosa giusta.
Ho amici fantastici che oggi sono rimasti senza fiato davanti ad una mia sorpresa.
Ho un ragazzo carino che potrebbe essere il ragazzo che oggi al telefono mi ha detto Sono felice, se torni, un altro che mi ha chiesto dolcemente di rimanere.
Oggi, soprattutto, ho voglia di scrivere una vita nuova.
Ps. tra i tuoi ruoli, di certo c’è quello di avermi consigliato alcune tra le canzoni più giuste che conosco.
Oggi mi è tornata in mente questa.
Non mi piaceva, ti dissi, tu mi risposi di ascoltarla quando non ne potevo più.
Ora la capisco.
Archiviato in: Uncategorized | Tag: lavori in corso, Milano, premonizioni, traslochi, valigie, vento dell'Ovest
la vostra principessa trasloca.
essì, non è che possa stare poi tanto ferma, un’inquieta come lei.
grazie ad una serie di fortuite (e fortunate) coincidenze, va a stare in un appartamento davvero fa – vo – lo – so vicino a casa del signor FabioFazio e della signora Miuccia P.
ieri ho organizzato un trasloco lampo invadendo la macchina della principessa Matte, che mi ha guardato con sconforto chiedendomi Dove fosse nascosta tutta quella roba. eh non lo so, ma tutte le volte che trasloco (e credetemi, cominciano ad essere parecchie) sottostimo la quantità di roba ed inutilità che mi porto dietro considerandole il minimo indispensabile per vivere.
mentre arranco sulle scale della nuova reggia, dopo aver schivato uno degli undici gatti della vicina (io ne ho sempre visto solo uno, quindi o ha avuto un parto gemellare di undici siamesi – gatti, non gemelli – oppure è sempre lo stesso gatto che ogni tanto si traveste), incontro un rubicondo signore in cravatta e ventiquattrore che dà ordini a due schiavi messicani sudatissimi. guardo meglio e per poco non vengo colpita a morte dalla pesantissima lastra di marmo nero che stanno tentando miseramente di infilare in ascensore.
il signore vede il mio sguardo smarrito ( e preoccupato) e si affretta a darmi spiegazioni No signorina, è che mi metto avanti. è la mia lastra tombale. sa, non si sa mai…
mi parte una risata isterica che muore a metà nel momento in cui capisco che sta parlando seriamente.
ussignur, evviva i condomini posh
Archiviato in: miscellanea | Tag: lavori in corso, Milano, traslochi, vita, voglia di tenerezza
Giorno due a Milano.
o meglio, primo risveglio metropolitano.
ieri una serie di disgrazie si è abbattuta sulla vostra beniamina, le chiavi non aprivano la porta del suo castello quindi si è improvvisata in una domenica meneghina all by herself.
mi sono guardata una mostra, comperato un libro e soprattutto, mi sono dedicata a una delle mie passioni nerd, il planetario. e mi sono emozionata davanti a tutte quelle stelle, anche se finte.
oggi la mia casina ha ricevuto i primi due visitatori, un’amica lontana e un amico vicino…primo aperitivo, prima cena fuori. ho scoperto di abitare nel centro del mondo, e mi piace camminare per queste stradine…sono silenziose, eleganti, per nulla frenetiche. ho fatto spesa e ho curato le piante del mio balcone, mi sono un po’ coccolata e ho tentato di curarmi il fisico. insomma, ho cominciato a chiamarla casa.
poi, alla sera, in un letto così grande, mi sento un po’ sola. mi rigiro nella speranza di avere qualcuno da abbracciare. e sublimo con un cuscino fatto a panda.
Good Morning, Milan.