It's not easy being a princess – Confessioni di una principessa.


The Great Beyond.

Ieri sera le puttanazze hanno festeggiato la loro personalissima Alba dei Morti Dementi. Louise – che vuole sempre primeggiare – si era messa avanti albeggiando già venerdì notte, persa in una macchina profumata di viole e dolci dipendenze. Risultato: un cuore pieno di gioia, una faccia da zombie. bellissima.
In compenso, la Paolita, decisa a vincere il Premio Bricolage 2009 aveva preso sul serio la mia idea di lapidarci, e aveva costruito 4 cippi di gommapiuma, tutti personalizzati con epitaffi demenziali e tragicamente verosimili che le nostre menti diaboliche avevano ideato. Completa lo staff Luigi, giovanissima, che si presenta in pantacollant stampa jeans e alla star lucide da rapper anni Novanta.

Divine.

Ci mettiamo circa un’ora per partire perché ogni cinque secondi veniamo colpite da crisi di riso isterico, io comincio a piangere e mi cola tutto il trucco che la nostra visagiste Silviette tenta ogni volta di ristrutturare. in calce, la Chiarina che senza troppa fatica si veste da vedova inconsolabile, lanciandosi addosso fiumi di lacrime artificiali.

Di tutto ciò che in seguito è successo, credo sarà il milione di foto che ci è stato fatto a parlare per noi. Mi limito a stilare la top ten:

10.  Ci fermiamo in farmacia per prendere del sedativo per l’iperattività di Luigi e un Moment per l’emicrania di Louise. La vedova scende per fare una foto ad una Skoda con quattro lapidi, e le si affianca una macchina. non una macchina qualsiasi, però. una monovolume, la famosa e già citata in avventure passate monovolume con otto negri! delirio di riso e presagio funesto.

9. arriviamo al festone nel tendone da circo, passando per il famoso filare di pioppi in cui una volta venimmo – per sbaglio, purtroppo, condotte da un demente che sosteneva di sapere la strada.

8. Creiamo delirio alla festa, muovendoci in pista come quattro Teletubbies, fermate ogni due minuti da ragazze che vogliono fare foto con noi e ragazzi che si toccano le palle, un po’ per scaramanzia, un po’per eccitazione,credo.

7. Luigi in attesa al bagno si spazientisce, va nella fila degli uomini, guarda i ragazzi e dice loro “Insomma, vedete? c’è scritto Luigi. sono un uomo, passo io!”. mutismo e gente incredula, fa la pipì in due minuti e noi in venticinque.

6. Progettiamo di nasconderci immobili in un campo per poi fare gli attacconi alla gente, in pieno stile cimitero vivente. Poi pensiamo di riproporre la gag anche per Ognissanti, nei cimiteri veri, per vedere se siamo davvero credibili.

5. Come da copione, ci mettiamo due ore per prendere i vodkabenzina, la Vedova nera diventa scorrettissima, passa davanti a tutti, sfruttando la mia lapide come scudo protettivo. questo non ci salva da manette, scomodo personaggio abitante delle biblioteche universitarie, di quelli pesanti che non dovrebbero ricordarsi di te. e invece lo fanno,sempre.

4. al ritorno, fameliche, andiamo ad ucciderci definitivamente da Alberga. Perdiamo l’uso della bocca nel vano tentativo di abboccare una stria rovente, Luigi discute con il vecchio bestemmiatore, la Paolita abborda un minorenne a cui dà lezioni fino a tarda sera.

3. questo punto rimarrà criptico, ma tu, Louise, lo capirai. quello che è successo nella tua Skoda, ieri, ci ha unito tantissimo. non credevo fosse possibile raggiungere un’intimità tale, nella vita. Sono felice che fossi al mio fianco. Ovviamente, parlo di quello che è successo quando eravamo ancora in due, in macchina.

2. sotto casa mia, c’è una macchina in più. una macchina di quelle che vedi e ti scappa un sorriso, mentre conti i cerchioni che mancano. o meglio, quelli che rimangono.

1. l’ultimo punto è una canzone, l’abbiamo ascoltata ieri sera. ha un testo bellissimo, solo ora me ne rendo conto. parla di come sia bello, ogni tanto, chiudere semplicemente gli occhi, e sentirsi con le ali ai piedi.
Perché ciò che fa davvero la differenza, non è il sesso, l’amore piuttosto.

And all this talk of time
Talk is fine
And I don’t want to stay around
Why can’t we pantomime, just close our eyes
And sleep sweet dreams
Me and You with wings on our feet.



Se questo fosse vero amore, tu non mi lasceresti mai.

Allora, per lo scorso matrimonio mi sono distratta un attimo e mi sono dimenticata il resoconto.
ma questo, questo non mi sfugge.

Colazione con l’antiacido (ne avete menzione nelle scorse puntate), doccina rigenerante, cura del corpo, Louise che si improvvisa splendida addetta al Trucco & Parrucco ( condendolo con cazzate di varia natura e racconti incrociati per ricostruire esattamente il venerdì sera), insomma, il risultato è decisamente hollywoodiano. peccato dovessi andare a un bucolico matrimonio di provincia, ma vabbè.
Questi due matrimoni sono stati proprio strani, ho ritrovato i miei amichetti di piccolezza…ieri sera tenevo stranamente banco a tavola con i racconti delle mie ultime migrazioni lavorative e abitative, e ci pensavo su. quanto tempo è passato, quanta strada fatta. loro sono lì e un po’ mi ascoltano, un po’ forse mi invidiano. soprattutto, penso che si chiedano chi me lo faccia fare, tutto questo sbattimento.
Tornando a noi, il matrimonio aveva un pubblico che forse giusto all’aperitivo latino della domenica pomeriggio è vestito così. le donne avevano optato per un pezzo di sotto dimenticato, gli uomini per una versione cravatta lenta. ma porcaputtena, la cravatta lenta te la concedo solo se sei un neo papà dopo 15 ore di travaglio, mica per un matrimonio. e poi, diamine, una della lunghezza giusta no eh? c’erano almeno tre sosia di Steve Arkel. alla fine della celebrazione è partito un pezzo dei Coldplay, al posto del canto finale. bah, sarà che sono una romanticona tradizionalista, ma a me pareva più un’esterna della Defilippi.
in tutto questo la mia acidità mi ha punito e mi è venuta una congestione da pizzette, sono stata malissimo e ho dovuto rinunciare al tripudio di fritti in antipasto per due bicchieroni di acqua cassata sgranando in silenzio un rosario per non vomitare.
ho persino assistito al simpatico rito del bicchiere calpestato, mi faceva tanto sex and the city. solo che non ero a NY ma nel comprensorio ceramico, nel locale in cui credo abbiano girato Saturday night fever.
in tutto questo, ho ovviamente riso tantissimo, ho stipulato un accordo prematrimoniale proforma con uno dei miei amici diversamente etero (nozze da Armani in Manzoni, quadrilatero transennato con red carpet, cena da Nobu e post serata all’Armani Privé – tutto all’insegna della sobrietà, celebra la messa Re Giorgio o la di lui statua di cera), ho sbattuto forte i sottopiatti con la forchetta come il pubblico della Corrida, ho ballato lanciando petali di rosa per aria.

detto questo, sono amabilmente fuggita nella notte e ho raccattato una Chiarina decisamente gggiovane, e lì un tripudio di buone idee. una tripletta festa nerd – disco figa – festa nerd again, di cui voglio citare solo pochi, magici, istanti.
… Zio Marty che ci parcheggia l’Alfa da Carabbiniere nel parcheggio per interrogarci
…il Feo e il suo amicone che si lancia in complimenti spassionati (ah, ma prima o poi io un controllo qualità lo farò, giù di lì)
…la festa del terrore e il giro preventivo del parcheggio alla ricerca di macchine nemiche
…io vestita da notte degli Oscar in un circolo ARCI
… i timbri a ragnaccio e quelli fluorescenti
…la chiari che nel parcheggio della festona incontra due persone da schivare. purtroppo, veniamo braccate dalla terza, il fisico nerd competitor della mia amichetta.
… il barista più spettinato del mondo. semplicemente perfetto, aggiungerei.
…Louise che ha l’ideona di bissare nella disco figa. io che entro e capisco che un tubino di broccato in una discoteca ipertermica non andranno mai e poi mai d’accordo.
…il nuovo futuro fidanzato di Louise, di una scemenza più unica che rara. meraviglioso, lo amo tantissimo ma lo lascerò amare meglio a lei.
…il tavolaccio proprio proprio accanto ai Carabbinieri. e poi non ditemi che non c’è una talpa, tra noi. e non è Angela Melillo.
…la Chiarina che prende accordi notturni e proibiti. l’inibizione e la curiosità. e un dolciotto che sta per guadagnarsi la Medaglia alla perseveranza. noi siamo tutte con te, ragazzo.
…cercare due occhi e vedere che si specchiano così bene nei tuoi.
…la mia socia che scappa fuori a telefonare e far pipì (tutto insieme, temo) e io che mi trasferisco dietro al bancone. che ci volete fare, quando una è un animale da bancone, lo è per sempre.
… uno spagnolo che mi dice che ho occhi bellissimi. e che vuole un vodka-lémon, veloce.
… io che abbandono Louise in mezzo a quel pericolo. e me ne pento. lei delira. e io vado a letto caricando la lupara. ma mi fido di lei, e faccio bene.
…due amiche diverse e meravigliose, che amo tanto. e loro amano me (e in questi casi si vede proprio!).

…una rosa rossa, profumatissima,
che ti colori il mondo al risveglio.

Beh, io sono del segno del Leone
e tra voi ci ho visto proprio amore.

(poche cose sono più spassose di un fisico che ti regala sentenze di vita).



L’esercito delle dodici scimmie.

Amici, ci sono, eh.

solo che in questa settimana ho fatto un po’ di cosucce, sapete, due traslochi, cambiato lavoro, ripreso in mano e in cuore una città che aveva abbandonato…ecco, mi ero un attimo persa con gli aggiornamenti. Ma visto che è domenica, c’è un caldo improbabile, e io sono a faticare sul pc per un lavoro che devo ancora cominciare, ho deciso che potevo prendermi una pausa.
caffè, musica, e qualche istantanea per voi.

Venerdì la mia natura schifosamente mondana ha avuto la meglio, sono andata all’inaugurazione del locale della Modena Che Conta.
non ho resistito, ho affrontato sudore, gente, imbarazzo e terrore (e terrone, anche), armata della mia Louise e dello staff di Puttanazze quasi al completo. qui di seguito qualche dettaglio in più.

- delirio organizzativo medio modenese “facciamo il tavolo, facciamo la lista, facciamo una doccia”, una serie di chiamate ai caposquadra della nostra serata improbabile. morale: decido io appoggiata da Louise, tanto lo dicono tutti che sono una maledetta volitiva decisionista, almeno che abbiano un motivo per calunniarmi.
- io e Louise che partiamo ovviamente in orario, e arriviamo ovviamente da sole
- il nostro chic bar da calice di vino, al quale ho telefonato per prenotare un tavolo. il tipo mi ha risposto “oh, bisogna vedere se siamo ancora aperti alle 22″. che non si lavori troppo, mi raccomando.
- fatti tre passi, veniamo coinvolte nella rumba di un tragico addio al celibato CON SPOSA PRESENTE. ma perché ? forse perché lo sposo è vestito come l’Ispettore Callaghan.
- un piastrellista (razza da noi notoriamente amata) ci blocca per offrirci da bere. senza pensarci, decidiamo all’unisono di dargli il danno massimo chiedendo due biberon di champagne.
- dal nulla, un tizio ci chiede Ma voi siete di San Michele? omadonna,no. no abiti verdi, no San Michele, no party.
- attendiamo le nostre amichette per un compleanno dolce e improvvisato
- partenza intelligente per la discoteca circa tre ore prima. risultato: zero fila all’ingresso. peccato che i nostri compagni di tavolo arrivino alle 2, trovandoci terribilmente disidratate.
- tavolo presidenziale, noi ci mimetizziamo come gatte tra i rivestimenti leopardati delle poltrone. lì accanto, il luogo dove nacque l’amore tra Louise e Giuseppe
- la solita fauna demente, Max B., Giorgio, il nazista, gente che fa gli auguri di compleanno a Louise (a caso)
- il nostro Pierre che quando arriva ci guarda sconvolto e in preda ad estasi mistica mi chiede Posso assumervi tutte per l’intera stagione?
-
Chry che in vista del nostro giorno dopo è già lì a bere tantissimo
- MDA che ci incontra e inorridito grida Nuo, Nuo, Nuo, loro non le possiamo fermare!
-
i muri sudati, e noi di più
- i nostri Amici di Serie A, che sono venuti a divertirsi tantissimo. o almeno a fumare, tantissimo
- i Belli belli belli del nostro liceo, inseguiti da noi piccole provinciali per anni e ora al nostro tavolo. insomma, sono sempre piccole soddisfazioni
- lo champagnaccio da inaugurazione, servito in flute rigorosamente caldicce
- la bottigliaccia di Havana, che peggiorerà gli incubi notturni già brutti del venerdì post disco
- l’sms del taxi già preparato in anticipo, per evitare erroracci grammaticali
- noi che usciamo, il taxi che non arriva, il Cuggino di Louise che ne ferma uno a caso, Louise che ci si butta dentro. scene d’azione che neanche Steven Seagal può sostenere.
- il radiotaxi che ascolta gli annunci e la mia vocina registrata che squittisce. il taxista cupo si gira e dice Siete voi vero, queste?
-
un frescone che chiama il taxi dicendo come indirizzo Snoopy. chissà se lo è andato a prendere a casa di Schulz.
- noi che arriviamo a casa mia e colte da famona andiamo a mendicare cibo da Alberga
- il vecchio e sempre fine Alberga che tira gnocchini credo del ‘52 abbandonati in giro per il forno bestemmiando contro gli antichi dei
- la tappa all’Obi e io che ho la buona idea di addentare una piadina con la cipolla (chissà poi perché, a me fa schifo la cipolla)
- la nanna, finalmente, con il pensiero tranquillizzante dell’antiacido di Pharma come colazione per il giorno dopo.

è iniziata la stagione, ragazzi.

Piesse. ora che ho finito, vado a risvegliare le dodici scimmiette
che dormono beate sul tappeto di camera mia, ancora da venerdì.



Gemelli diversi.

ieri sera, dopo una domenica strana, in cui mi hanno inventato un’uscita a quattro, dolce e un po’ spaventosa, in cui ho visto The Holy Father mano nella mano con una finta lesbica (a noi piace pensare che lo sia, se dopo una vacanza con due dei greci e Padre Maronno lei ha scelto lui), un caffè mancato, una cena con gli amici d’infanzia, una spirale di cattiverie prenuziali, Louise e io ci siamo date appuntamento sotto casa. Come nelle migliori notti in cui ho atteso un amante, mi sono messa a giocare distrattamente con il pc, cercando interlocutori notturni da ammorbare, ho teso l’orecchio in attesa di quello squillo che significa Scendi, baby, sono scappata fuori chiudendo in silenzio la porta, lasciando il cancelletto accostato.

ci siamo rifugiate in uno dei miei Luoghi dell’amore, trucido parcheggio che ha visto notti meravigliose, altre solo sceme e basta. e lì, dopo un po’ di imbarazzo iniziale ( con un uomo è facile, cominci a baciarlo, ma con Louise ecco, non mi veniva), abbiamo radunato la più alta concentrazione di cazzate e cattiverie credo dopo il Manifesto del Terzo Reich.

ci aspettano giorni memorabili, sorella.
volevo dirtelo.

gemelliUno per uno.



Quarto di luna.

non è che sia proprio in vena scrittoria, oggi.
è la tipica domenica slow motion, in cui mi sento sessantenne, non mi va di fare nulla, mi trascino lamentando pesantezza ai lombi, prendo il treno con l’ipod terribilmente scarico e una vecchia barese che parla e mangia panini ripieni di porco al mio fianco, arrivo a Milano e c’è un temporale alle porte, arrivo a casa sperando di trovarla vuota e invece la trovo tragicamente piena di vita, rifiuto tutti gli inviti possibili e mi chiudo in camera con una Coca Zero.

però.
però, ecco.
mentre pulivo un fornello nascondendomi nella tuta, mi è venuto un flash.
Domani sarà il terzultimo giorno di lavoro.
avrò la mia sostituta al mio fianco e non potrò cazzeggiare al pc.
avrò l’ultimo lunedì, l’ultimo martedì.
carpe diem, quindi, almeno utilizzo le ultime forze per scrivervi tutte le cose che salvo di questo we.

Salvo la mia Chiarina, gadget fondamentale  che ha animato per tre giorni la mia vita.
che bella sei, quando sorridi.
un po’ meno quando ti dimentichi di metterti il reggiseno e ti lanci il mascara sulla camicina bianca, però a me fai ridere lo stesso.

Salvo Louise e la Paolita, che mi cambiano i programmi all’ultimo e mi portano al cinema.
Io che di film ne guardo, ma al cinema non ci vado mai.
mi portano in uno di quei non luoghi che dovrebbero piacermi e invece odio, a vedere però un Woody Allen stre-pi-to-so.
La storia assurda di un vecchio misantropo ipocondriaco che è la summa dei difetti miei e di Louise.

Salvo gli amici di Serie A, che incontriamo per caso scambiandoli per quattro drogati su di una panchina. loro che ci fanno sempre tanto ridere, con loro programmiamo eventi di una demenza colossale, destinati al successo. nell’attesa di vedere arrivare, alla Tombolata di Natale, Marci con un falcone addestrato sul braccio.

Salvo il Capitano Logan, che ha finalmente dato un nome alla sua barca. un nome bellissimo, Quarto di luna, che cambia a seconda del verso in cui la guardi. perché alla fine, come dice Hemingway in uno dei suoi finali migliori, è solo una questione di punti di vista. Per lui una buona navigazione, che duri almeno un anno e mezzo, in cui avrà le migliori canzoni da ascoltare, una per ogni notte in mare. Sperando che possa attaccare una grossa, grossa lisca di pesce (cane) alla parete.

Salvo i miei genitori, uno perché mi aspetta per farmi trovare una cena fumante e non si arrabbia – troppo – per l’entropia che riesco a generare ogni volta, l’altra perché fa con nonchalance l’acquisto del secolo e mi regala il pezzo mancante che mi serviva per essere la più bella della festa.

Salvo i miei amici d’infanzia, tutti riuniti per il primo dei due matrimoni che si susseguono in queste settimane. Li salvo più o meno tutti, qualche delusione a parte, perché comunque, stretti nei banchi della chiesa, a cantare le canzoni che intonavamo nei sabato pomeriggio da bambini, ci commuoviamo un po’ tutti, al pensiero di Lei si sta sposando davvero.

Avevo voglia di anticiparvi la canzone del buonumore per domani mattina…buon risveglio.



The Devil wears Prada.

Oggi giornata di delirio lavorativo.
Venerdì ero fuggita dall’ufficio per gettarmi a capofitto su di un treno, con lo spettro di una prenotazione da fare per alcuni boss esteri che devono venire “per lavoro” (scoperto poi: casualmente il luogo del lavoro ospita una prestigiosa regata, guarda te la fortuna a volte) sul Lago, già conscia che essendo io una maledetta perfettina sarei rimasta con l’ansia da organizzazione per tutto il w-e.

La sera pizzaccia di resoconto Varie ed Eventuali a casa mia, chiacchiere scomposte che vanno dalle autopsie ai correttori, io che mi depilo, la Flavia che mangia i piedini di Louise, Luigi che arriva in mutande e ci ammorba con l’incubo delle valigie per la Chicconia.
Non paghe, il Gruppo Vacanze Pujia 2009 va felice a gettarsi a capofitto verso l’ennesima serata sbagliata: risultato, una discoteca che sembra una capanna di cacca africana, sudore e imbarazzo sparsi, ciappi di plastica in testa, Bella Vita, il nazista, il nostro amico scemo del mare, il Feone e il gruppo Sunny Beach (tra cui vorrei che Louise si ricordasse del mitico Giuseppe, che tornerà fuori a breve), il cameriere imbarazzante che mi ferma per dirmi Ma tu mica lavoravi al Puro?, i Carabbinieri fortunatamente non in schieramento pieno che ci avvistano ed impazziscono, io che mi dimentico di Aver avuto un ragazzo splendido, i messaggi della provocazione, le sonate notturne e gli arpeggi di consolazione.

Sabato serata di decompressione, serata da bambine, piena di risate sincere, con un’amica che non si muoverà mai dal posto che si conquistò tanto tanto tempo fa. e sabato, insieme, saremo bellissime e crudeli. relegate nel tavolaccio.

Domenica l’addio al nubilato, poco giovanile ma liberatorio, una giornata intera a coccolarsi, io che mi addormento felice sul letto ad acqua (è da quando ho visto Edward mani di forbice che lo bramo!), le altre che in preda alle allucinazioni alimentari lamentano l’assenza, nel fantastico buffet di frutta e yogurt, di una sana padella di lasagne, il ritorno a casa, le perplessità sulle coppie, Noemi Letizia che non c’è ma lascia spiacevoli segni del suo passaggio.

Oggi risolvo il problema regata sul lago (che, come temevo, mi aveva molestato per tutto il tempo), bevo diciotto caffè, alle 15 in preda al delirio decido che mi merito pure una focaccina. Poi in questi giorni sono diventata l’assistente alle rogne del boss, che mi chiama in continuazione per cose simpaticissime tipo Crea un’etichetta oppure costruisci una busta. Mi sembra di essere ad Art Attack, più che in una Galleria d’asta (come mi ha scritto oggi un cliente illuminato su di una busta).

infine, rilassata per aver avvistato il filippino delle pulizie (quando lo vedo significa che la giornata sta finendo), arriva la collega alle 17.50 con sguardo sgomento e dice Buttati tu un taxi. veloce.
Missione: recuperare la busta con i documenti fondamentali credo allo scoppio della Terza Guerra Mondiale, chiama il boss, fatti spiegare dov’è, trovalo, consegnala, sorridi. tutto questo senza perdere di vista il tuo taxi, a Milano alle 18 trovarne uno è un dramma, figuriamoci perderlo. ero disposta persino a promettergli un bacio in bocca per trovarlo lì fuori al ritorno.

Mentre sfrecciava (ai 2 km/h, visto il traffico) per le vie ancora brillanti, pensavo che sì, mi sento un po’ Andy Sachs, subissata da compiti impossibili per una capa seriosa e algida. Solo che, essendo io non la protagonista di un film americano, bensì di una commedia dei Vanzina, ovviamente il mio autista ascoltava una compilation con Lisa dagli occhi blu e La spada nel cuore, aveva uno schermo da pc con tre finestre di Msn aperte, la webcam accesa, e mentre guidava scriveva cose da camionista a tre ragazze contemporaneamente. e io nell’entrare nello studio del notaio ovviamente ho confuso Tirare e Spingere e mi sono schiantata contro la porta a vetri.

Eh vabbè.

La pioggia
ancora col sole
tu vedi
chi nasce e chi muore per te.



disfacendo le valigie.

amati lettori,
come vedete potete alfine tirare un sospiro di sollievo, io e Louise siamo ritornate dalle vacanze, con una nuova stagione di avventure diversamente serie da raccontarvi.

scrivere un post su queste vacanze sarebbe impossibile, troppi eventi, troppi istanti.
perciò vi farò solo una brevissima, incompleta, disordinata lista di ciò che ho ritrovato  oggi disfacendo le valigie pugliesi.

…la partenza intelligente alle 2, fortissimo, dopo essere state a salutare i nostri fan
…il guaranà di contrabbando di Pharma che ci ha tenuto sveglie peggio che 10 redbull; ricordarsi di ordinarne un pallet
…io in versione guidatrice concentrata che mi trasformo in una impiegata dell’anagrafe
…la telecamera da gitanti, che ha registrato 48 minuti di urletti isterici da pollo
…la borsa frigo da meridionale, con dentro le peggio cose
…il vino del benvenuto e dell’arrivederci
…il Sam(S)ara Beach, bagno super cool dove scopriamo di avere una convenzione, l’ennesima, da Puttanazze
…l’aria condizionata a 10° che Louise ci impone giorno e notte. torniamo a casa più giovani di Michael J
…il set da parrucchiere in camera, e le mie due amiche che si fanno taglio piega colore ad ogni doccia
…il Sasà di Gallipoland, tatuato e iperdotato, strizzato in un morboso perizoma. imperdonabile non averne fatto foto.
…l’aperitivo narcotizzante della domenica. ci ammazziamo di mojito felici e sveniamo nel letto alle 21 cariche per una seratona che in realtà non faremo mai. ci risvegliamo a notte inoltrata cercando nel buio l’antiacido di Pharma.
…il riposone della bellezza altrimenti detto “mi appoggio un attimo ma poi esco”
… i sensi unici sul lungomare, se li sbagli fai 15 Km di penalità in tangenziale
…le ciabatte, vere grandi protagoniste della vacanza. gadget immancabile di ogni pugliese maschio che si rispetti ognuna di noi ha intimamente sperato di ricevere la tanto ambita ciabattata sul sedere.
…la discoteca Praja, dove con orrore capimmo una volta per tutte che a settembre a Gallipoland non ci sono forme di vita giovani (o quantomeno decenti). escluso i 10 pugliesi che ballavano insieme in cerchio in mezzo alla pista
…la mitica spiaggia di Punta della suina, neppure da spiegare perché rappresenti per noi luogo di devoto pellegrinaggio
…la luce di Lecce, scaldata dal tramonto, romantica e passionale. la voglia di ballare con un uomo e sentire frusciare il mio scialle nella piazza assolata.
… le stradine di Otranto, fitte e strette, che si rincorrono come bambini che giocano a nascondino.
… il sottopassaggio della morte, apparizione del terrore in mezzo a una stradina del centro, pendenza 85%, neppure Prezzemolo che si fa la foto con te dopo il rischio.
…la rotonda allagata, prova numero due subito dopo essere sopravvissute alle montagne russe. in mezzo alla rotonda, un vecchio con un braccio solo ci lancia una maledizione in salentino.
…le sovvenzioni alla regione Puglia per muretti e cancelli, costruiti con la magnificenza dei castelli della Loira. in realtà nascondono dei container, ma è l’apparenza che conta.
…le strade alternative, che piacciono tanto al mio navigatore e tanto poco a Louise.
…il perfido testacoda, e noi che rischiamo di diventare le Grace Kelly di Otranto volando giù da un dirupo
…i sogni probiti al castello di Otranto, noi dame in fuga di notte, e un vigoroso falconiere che ci dà la caccia
…gli scheletri dei martiri e i ricordi di una Venezia di tanti anni fa, con due amici lontani che ho finalmente ritrovato
… Louise che diventa negra e si mette a vendere le colane rubando il lavoro al nostro pusher senegalese con cui io mi metto a parlare (senza farmi capire) di Biennale dell’Arte di Dakar.
…il fidanzato romeno di Paolita ribattezzato porcaputtana a causa di una graziosa maglietta che lui indossa per corteggiarla a colpi di insalatone in spiaggia
… la grande protagonista femminile della vacanza, la Mafalda, posizionata birichina su di un seno di Paolita, e divenuta in breve metafora del fiore proibito di ogni ragazza (da leggersi come corrispettivo femminile della ciabatta)
…le ore dedicate al fitness,e io che in vacanza mi trasformo inspiegabilmente in Fiona May e non riesco a star ferma
…i salutari insalatoni tonno pomodoro olive, mangiati in loop tutti i giorni o intervallati da pasta tonno pomodoro olive
…la burrata e i palloni giganti, i due grandi assenti che io e Paolita non siamo riuscite a raccattare. si prega chiunque ne trovi uno per tipo di consegnarceli in cambio di lauta ricompensa.
…due ragazzi giovani che ci abbordano a un aperitivo dicendo Modena? e diventiamo subito amicissimi. come dire, credo che difficilmente due più scemi fossero disponibili in catalogo. dovrei scrivere un post a parte con tutte le demenzialità che ho udito. vi dico solo che per arrivare si è rotta loro la macchina nelle Marche, sono tornati in treno a casa, ne hanno presa un’altra e sono ripartiti. nel mentre hanno conosciuto i Giostrai di Manfredonia e Mr Nicola Wolf.
…la magnazza ingorda del venerdì sera, che paghiamo digerendola circa la domenica mattina. ma è valsa la pena solo per sedersi a un tavolo e dire la parola Trentino.
…un terribile prurito alle orecchie che avrei tanto voluto lasciare al mare. diagnosi: una qualche otite del menga, delle gocce da darmi nelle orecchie e divieto assoluto di grattarmi. posto che è impossibile darsi delle gocce per le orecchie da sola, ho capito perche la Darjia ci graffiava quando le mettevamo l’antipulci nell’orecchio.
…la skoda, impeccabile, ci ha portato nel nostro Giro d’Italia con classe e precisione. voglio un patentino di guida da Louise.
…le cinquecento pipì in autogrill e il divieto a Paolita di bere acqua più di due sorsi a regione
…il buonumore di Louise, centellinato ma di qualità. unita nota: mai parlarle appena sveglia. da considerare anche i cinque pisolini al giorno (dai amore che scherso ma dovevo metterlo in lista!).
…i drammi amorosi di Paolita e i discorsi notturni in autostrada al suono degli amati Savage Garden
…il nuovo significato assunto dal termine dolciotto, atto a denotare un ragazzo taaanto tenero che però solitamente viene scaricato a favore di uno comunque tenero ma pure figo.
…gli infiniti ciddì musicali, che spaziavano dalla depressione alla stupidità con una facilità imbarazzante.
…le tabelle excel, ignobilmente vuote alla fine della settimana. penso truccheremo i rislutati per salvare il nostro onore.
…i simpatici minchiareddu (detto di un tipo di pastasciutta ma anche di vari tipi di ragazzi).

amiche, che bello. che benessere.

Passerà quest’anno,
Passerà il venturo,
Ma a noi non smetterà mai di piacerci la
Passerà quest’anno.

(Paolo Rossi e i C’è quel che C’è).



Un Buon Non Ferragosto per Te.

Cari lettori,
dopo forse troppo tempo a grande richiesta tornano le serate delle buone idee di Thelma e Louise!
ieri sera, schiacciate dall’afa e innervosite da un temporale, le vostre amate hanno abbandonato sogni marittimi e se ne sono rimaste a vedere, come dice Vasco, Cosa succede in città.

Qui di seguito uno stringato resoconto degli eventi che furono:
- Louise arriva con le pizze a Villa Pierino, avendo il buon gusto di comprarle là dove lavora una a cui ha rubato il fidanzato che ci prepara delle gustose pizze cotto e diossina
- io e mio padre abbiamo l’ideona di apparecchiare in giardino. risultato: una nuvola nera carica di bestemmie (di mia nonna) ci inzuppa le pizze.
- io vengo assalita da perfidi mosquitos e chiedo di andare nella cueva ed essere nominata o mandata sull’ultima spiaggia
- dopo aver implorato invano le nostre cosce di smettere di sudare, ci rinunciamo ed usciamo lamentando il caldazzo e i piedi gonfi che stringono nelle ballerine moda
- dopo una breve ricognizione, constatiamo il vuoto siderale in città, e ci rifugiamo nel locale di un amante di Louise per rifocillarci un po’
-litigo col cameriere partenopeo che è renitente a farci accomodare nel divano presidenziale dicendo che “in queste sere così non sai mai quanta gente possa arrivare”. Vecchio, dai, al massimo si ferma un pullman di vecchie di ritorno dalla tombola o di pellegrini di Santiago.
- ordiniamo un gasatone per cominciare in maniera sana la serata
- veniamo subito accusate da un amico di essere Un po’ acide. noi? solo perché siamo sedute come due Cerberi all’entrata del locale e freddiamo con una sentenza tutte le coppiette che entrano? naaaa.
- vista la fauna del locale, salutiamo e ce ne andiamo nel nostro posto di malaffare preferito. Lì almeno io ho il mio cameriere che mi molesta e Louise si appassiona a un barista nuovo con una situazione sentimentale ” a puzzle” ( ama pezzi di donne diverse, forse?).
- arrivano le nostre amiche nel pieno della loro voglia di vivere e, venute a conoscenza dei nostri programmi, si defilano in minuti due
- colpita dalla setona, bevo una bottiglia di acqua cassata alla goccia e faccio i rutti per due ore
- un mio fidanzato mi dice che non si può presentare perché è a una sagra, e io sento di amarlo tantissimo. passeremo la vecchiaia a vincere delle piante al gioco dei tappi
- ci  dirigiamo verso il sancta sanctorum del trash cittadino: la discoteca in serata Anni 80
- nell’ordine: il Nazista, il Cameriere Montanaro e un sacco di paura di incontrare i Carrabbibieri, terzi nella triade delle apparizioni più temute
- vengo impezzata da un libraio di provincia, che mi dice che venerdì al concerto mi bacerà (paura). tale uomo ci ferma imponendo su di noi le mani come Giucas Casella e gridando Vi Copro con il mio corpo! peccato che noi capiamo Vi compro con il mio corpo! e gli ridiamo in faccia per dieci minuti
- Louise viene interrogata da un assistente di filosofia a tradimento
- il nostro ultimo (ora ex) desiderio sessuale che balla con Un Treno per Yuma e il Velino, tutti in cerchio, YMCA
- gli uomini con le ciabatte, quelli che non si capacitano della nostra bellezza, Guido e i suoi amici direttamente from Montecchio
- la pioggia e l’effetto serra
- i vodkabenzina
- la necessità di andare a bere l’ultimo da Bob
- noi che inseguiamo Marmotta con il barista figo, e lui che nell’unica occasione in cui dovrebbe impezzarci, ci snobba
- le birracce gelate nella notte e i discorsi sul perché siamo così strane

top three.
al terzo posto, una mia ex collega di pub che si avvicina a me, mi tocca la pancia, mi guarda sorridendo e mi dice Ah non sei incinta.
No, però con un solo sguardo posso garantirti la sterilità, tua e delle tue prossime tre generazioni.
al secondo posto, io e Louise ferme alle 3 di mattina a un semaforo.
lei “vecchia, non ti affianchi a quella macchina di tamarri perché hai paura?”
io, provocata, mi affianco a una terribile Peugeout da cui sporge un braccio tatuato.
nella macchina piena di uomini imbarazzanti, il guidatore ci guarda ed emette un unico suono “Vale?”.
ingrano la marcia in velocità, e Louise riconosce in quel tatuaggio un suo vecchio flirt. ottimo.
infine, al primo posto, uno scambio di sms atto ad assicurarci una sana dose di bevute gratis il prossimo inverno.
in cui, in un colpo solo, riesco a sentire le seguenti frasi:

ci sono i controlli.
la mia casa è impraticabile.
la macchina è calda.

alle quali affermazioni segue, per addolcire, questo pensiero della buonanotte:

però ci voleva un piacevole diversivo.

Secondo me ci voleva più che altro un detersivo, per pulire la casa e controllare che la macchina fosse a posto :)

Buon Non Ferragosto, sorella.




Girls just want to have fun.

oppressa nell’afa del mezzo giorno,
ho voglia di scrivere poche cose casuali.

ho passato due giorni con le mie amiche migliori, a giocare a fare ancora le bambine….senza pensarci troppo su, soltanto noi, lo champagne e un sole abbacinante.
ho nuotato in una piscina di mille colori, in una notte illuminata solo da candele e fuochi d’artificio. e, in qualche istante, mi sono sentita un po’ sola, punzecchiata da un desiderio di innamorarmi di un’idea nuova.

in tutto questo, ho fatto anche cose molto più assurde, tipo avvolgere Louise sbronza miagolante e fradicia in una cerata come Laura Palmer e portarla a casa con il nostro Zio Marty, del quale siamo gli Angeli un po’ sgarruppati, vedere la trasformazione di Luigi da lampada alogena a aragosta, tentare di salvare dall’alcolismo un ragazzo rimbambendolo di Fagolosi, acqua Guizza gassata e chiacchiere, tentare di rimbambirne un altro a suon di mojito per poi commettere su di lui violenza, scavare un intero cocomero per farne una deliziosa bomba di sangria.

e in tutto questo, ho voglia di chiudere con una piccola perla.

Posse (in una camera): “ragazze io prima di dormire leggo un po’”.
Louise (nell’altra): “Leggi? ma ti sei portata un libro?”
Posse: “no no, prima di dormire leggo gli sms“.




Mid summer party.

Carri lettori,

vi scrivo ancora un po’assonnata, con il sedere bello tonico dalla biciclettata di ieri notte, una tazzina di caffè nel tentativo di farmi risalire la pressione.
Lo so, lo so, vi sto un po’ trascurando, ma abbiate pietà. sudo. sono un po’ fiacca. mi sono presa una settimana di vacanza mediatica, da martedì prossimo sarò di nuovo per una settimana al lavoro a divertirmi tantissimo, e vi aggiornerò sui miei ultimi fatti.
per ora vi dico solo: mi preparo ad un weekend davvero difficilissimo. Mi trasferisco con Louise due giorni dalla Posse, nel tentativo di organizzare l’ennesima festa del secolo. e tutto mi dice che ci riusciremo.
è tutto davvero perfetto. ci siamo dimenticati solo un piccolo particolare relativamente alla listga invitati (vero socia?), ma, come si dice, faremo come si può.

Buona mezza estate, lettori.

Ps. I Love You.