Archiviato in: Ragazza con la valigia | Tag: bioritmi, canzone del giorno, flusso di coscienza, lavori in corso, statistiche alla mano, stress, vita
Ho modificato il mio ritmo settimanale in conformità con il nuovo lavoro.
Una serie infinita di venerdì mondani verranno sacrificati causa una giornata intera di lavoro al sabato, ma questo mi permetterà di tornare sabato sera e rimanere a casa fino a lunedì, anzi, volendo esagerare fino a mmartedì mattina.
Magari vi pare una cosa banale, ma a me partire la domenica faceva sempre sentire incompleta.
Le domeniche sono il giorno in cui si resta, ci si ferma. io mi svegliavo al mattino e sapevo già che mi sarei addormentata in un altro letto, in un’altra città. i pomeriggi erano sempre troppo corti, e all’imbrunire mi buttavo su un treno lasciando tutto in sospeso.
Rimanere la domenica a casa, invece, uscire con le amiche, e soprattutto alzarsi il lunedì ed essere ancora lì, mi ha fatto sentire più distesa. è come riprendere un ritmo giusto di vita, di arrivi e partenze.
E poi comincio a lavorare oggi che è già martedì, la giornata dell’aperitivo al Central Perk, non so, ha un sapore più piacevole.
Mi sento come se finalmente mi fossi ripresa indietro la mia ombra, senza lasciarla sempre ad indugiare un passo indietro.
Piesse. in nome di questi ritmi più tranquilli di vita, oggi ho puntato la sveglia un’ora in anticipo. e c’era già il sole, nonostante temessi – oltre alla beffa dell’aver sprecato un’ora – il danno del buione.
Mi è venuto da sorridere, e ho pensato che la mia canzone del giorno sarà questa, che ho cantato da piccina a un concorso “Saranno Famosi” (è inutile che lo neghi, ho recentemente scoperto con orrore che esiste un archivio digitale con video e foto del disastro). Non la sentivo da anni, poi finalmente mi sono ricordata di un discorso circa il fatto che fosse fondamentale ascoltare ed amare il White Album, ed eccola qui, pronta a farmi sorridere.
Archiviato in: stupidity | Tag: Dottoressa Giò, kitsch, mojito, pensieri, principesse, sandra milo, statistiche alla mano
Gentili lettori, è giunto il momento di aggiornarvi sulle statistiche grazie alle quali milioni (?) di lettori come voi (solo immensamente più scemi) sono arrivati al mio blog.
accordo prematrimoniale principessa: beh, sì, in effetti rientra tra i miei progetti. sposare il vecchio sordo padre del mio capo, e farmi intestare galleria e pincher. per il titolo nobiliare ci stiamo lavorando.
dormire nudi: in effetti, ieri mi sono messa in mutande togliendomi i pantaloni mentre mi rotolavo nel lettone con il mio coinquilino. dicendogli, disperata, Così se per caso d’un tratto diventi etero io sono pronta.
natiche rassodarle: in effetti il mio coinquilino mi ha regalato una crema corpo. mentolata. in pratica, l’interno coscia dopo la prima spalmata mi si trasforma in un polaretto Dolphin, e rimane insensibile per 20 minuti. sarà per quello?
sandra milo foto sulla neve: che bello, magari averle. mi darebbe tanto. almeno una polaroid di Barbara d’Urso nuda con solo il camice della Dottoressa Giò, o un fuorionda di Garko mentre percuote Nicole Grimaudo durante una fiction sulla Sicilia.
labbra al sapore di mojito: come dire, un sapore che praticamente non conosco. ma che cavolo cerchi, scemo, una pagina google in cui ti descrivono il sapore della menta col lime? un racconto soft porno ambientato a Copa Cabana?
passerà questa fitta ke ho dentro: Vecchio, onestamente non lo so. però penso tu ti debba far curare, ecco. da Mirabella, mica da me.
Archiviato in: miscellanea, sentimenti | Tag: amichette d'infanzia, mizz rossella, pensieri, sentimenti, statistiche alla mano, via col vento, vita, viva gli sposi!

nelle prossime tre settimane si sposeranno due delle mie amichette d’infanzia.
quelle che ritrovi nelle foto tragiche dei compleanni di quando eravate bambine.
quelle con cui hai condiviso le prime cotte e i primi brufoli (io no perché avevo la pelle di pesca, però ero solidale, ecco).
quelle che ti hanno visto in fuseaux, con i completini da ginnastica dell’ASICS, con le zeppe della Fornarina.
quelle che se non ti chiamavano al compleanno e non ti davano il regalino finale era una tragedia diplomatica.
Beh, ecco, loro sono diventate grandi e stanno per realizzare il loro film d’amore.
io me ne starò al tavolo con la mia compagna di cattiveria a nascondere le lacrime dietro commenti sarcastici, relegata nel terribile tavolaccio dei single che è l’incubo principale di questo genere di eventi.
a ripetere con orgoglio Francamente me ne infischio.
Ps. Se fra due e quattro sabati non avete proprio niente niente da fare, mi venite a fare da fidanzato occasionale?
Archiviato in: stupidity | Tag: casalinghe disperate, Milano, polvere d'oro, sembra talco ma non è, statistiche alla mano, traffico di ragù
ieri dopo un leggerissimo brunch in pieno stile OktoberFest (solo con 50° all’ombra, morti sull’asfalto che ci si scioglieva sotto i piedi), al ritorno mi sono fermata alla Pam con i miei due fidanzatini.
Spesa mirata: un ananas (per sgrassare l’unto), la cocacola (per digerire l’unto), il tè freddo (perché fa estate). e poi, li ho coinvolti nella ricerca dell’anno: lo zafferano.
dovete sapere che è almeno due mesi che lo cerco e non lo trovo.
ora, gentili massaie, ragionate con me: dove si trova lo zafferano, di solito, al supermarket?
1) vicino alle spezie
2)vicino al riso in busta
3)vicino alla roba secca tipo orzo farro bla bla
4)vicino agli assorbenti (lo so che non si trova lì, ma esasperati non nego che un’occhiata ce l’abbiamo data)
stremati dopo questa fallimentare caccia al tesoro, uno dei fidanzatini decide di prendere coraggio e chiedere al pescivendolo (che, vorrei ricordare, non è quel pescivendolo, ma un ciccione sudato nonostante viva in mezzo al ghiaccio tritato).
“Scusi ma lo zafferano?”
“Beh, ovviamente alla cassa“.
ohibò, questa è nuova.
convintissima che ci stesse prendendo in giro, andiamo a pagare la nostra spesa e chiedo alla commessa ingrigita, sottovoce, con fare un po’ circospetto:
” Scusi Sciura ma per lo zafferano a chi chiedo?”
e lei, guardandomi come se le avessi chiesto quanto fa 2+2, si china sotto la cassa e mi guarda torvo.
“Zafferano per cosa, signorina?e quale vuole?”
ma che te ne frega, insomma, saran poi fatti miei! e poi, razza di deficiente, secondo te, mi serve dello zafferano per tingere delle stoffe? per fare body painting?devo forse superare delle prove di valore per dimostrare di essere nobile abbastanza per meritarmi la polvere dorata?
sempre più perplessa, rispondo al suo interrogatorio e accennando un mezzo sorriso le dico: “Scusi ma perché tenete lo zafferano nascosto?”
e lei, guardandomi malissimo, biascica: ” perché la gente lo rubbba! signorina ma s’immagina? basta un attimo, e zac!l’hanno messo in tasca. in tutti i supermarket del mondo lo zafferano è nascosto, non so dove lei facesse la spesa!”.
molto bene. ho capito perchè il riso allo zafferano è il piatto più diffuso di Milano. nasconde un terribile racket, dietro. a questo punto, mi immagino che a Modena il Conad dovrebbe tenere il macinato misto sotto le casse, per evitare un traffico di ragù.
i nostri piccoli eroi con il loro prezioso tesoro.
Archiviato in: stupidity | Tag: diogreco dimensioni, mata hari, papi, perplessità, statistiche alla mano
solo per aggiornarvi.
tra le ricerche di oggi per arrivare al mio blog, vi segnalo:
papi che fa il trenino con le bonazze: come dire, non sono mica il lettone di Putin, io. non ne so niente, se c’ero dormivo. ma, per sicurezza, ho registrato tutto. e poi povero Papi, ha beccato una escort più astuta di Mata Hari e più bastarda di uno spigolo che ti colpisce una coscia con la cellulite.
diogreco dimensioni: a parte che diogreco è la tipica esclamazione che potremmo fare io o louise in un venerdì sera di delirio, dimensioni di cosa? del dio? della Grecia? forse si è sparsa la voce e in giro si sa che ho informazioni su dimensioni che potrebbero essere considerate divine