Archiviato in: Ragazza con la valigia, sentimenti | Tag: amiche vere, balli lenti, lavori in corso, letterine nascoste, marinai, Milano, partenze, pensieri, sentimenti, Sogni, traslochi, valigie
oggi è iniziata ufficialmente la mia ultima settimana di lavoro.
in questi giorni sto cercando quindi di fare più cose milanesi possibili, vissute con la malinconia di chi sa che questo sarà l’ultimo aperitivo, l’ultima uscita (Anche l’ultima cena, ma mi sembrava un po’ blasfemo scriverlo).
ieri sera una cenetta tra colleghi, pochi, amici…con loro ho condiviso sei mesi di caffè a metà mattina, telefonate isteriche, ansie da prestazione. loro che mi sembravano così lontani ed ora così impossibili da pensare accanto, loro che sono l‘amica in più, il ragazzo in più.
oggi chiusa in un’ascensore troppo stretta, nelle mie solite scenette da Il diavolo veste Prada, la capa mi ha sorriso e mi ha detto con voce bassa una cosa tenerissima, di quelle che la fanno sembrare un po’ più umana, un po’ meno algida.
mi sono concessa uno shopping con un’amica nuova, parlando di quanto in là ci possiamo spingere, a pensare a come sarebbe se fosse ma non è.
e oggi, cancellando sei mesi di mail, mi sono fatta un po’ di forza in più e ho aperto la cartella privato.
e lì ho salvato un po’ di cose, preziose.
le mail di delirio e stupidità di Louise, tante, tantissime, con i titoli già scemi in partenza.
in cui si trovano le peggio cose, le migliori malignità, i pettegolezzi più beceri.
file segreti che se venissero pubblicati ci rovinerebbero.
le letterine della Posse, mezze in inglese sconclusionato,
da una terra lontana in cui pare essersi dimenticata un pezzettino di cuore.
i racconti d’oltremanica della Chiarina, illuminata da un entusiasmo nuovo, mille cose nuove da scoprire, una vita appena sbocciata e che ora affronta con i petali chiari i primi acquazzoni di stagione.
e poi gli uomini, le loro confessioni.
Ale e i suoi flussi di coscienza, le storie tante donne e di una sola, io, che capisco sempre tutto.
Bubi e un suono che si affievolisce sempre di più, una barchetta che vedo allontanarsi e non riesco a riprendere.
il marinaio, i suoi racconti che solcano gli Oceani e arrivano a lambirmi il cuore. poche parole, splendide, da tenere per i giorni bui.
l’uomo misterioso, un peccato che forse un giorno deciderò di concedermi, discorsi divertenti e una sottile malizia.
un ragazzo dolce, sinceramente affezionato, parole cariche di speranze poi recise, una grande voglia di essere mio.
tutte queste cose, tutte,
io le voglio salvare;
me le metto nei miei scatoloni;
e me le porto via.
Archiviato in: sentimenti | Tag: balli lenti, ex mariti perfetti, nuova emozione, pensieri, principesse, sentimenti, Sogni
Ieri sera sono uscita con il mio ex marito e la sua nuova frequentazione.
visto che sue ultime ragazze mi avevano veramente regalato racconti esilaranti, ma non sono mai durate abbastanza per conoscerle, con questa abbiamo colto la palla al balzo e l’abbiamo portata subito fuori per una valutazione preliminare.
dunque, premessa: uscire con me e lui insieme, credo sia un’esperienza terribile. noi ci amiamo profondamente e a prescindere, siamo gelosissimi uno nei confronti dell’altra, tutto il mondo continua a designarci come coppia perfetta. ognuno sa esattamente calcolare la reazione esplicita e intima dell’altro, per ogni singola frase. inoltre, abbiamo passato due anni insieme che hanno una percentuale di eventi pari a due vite umane, più o meno, o quantomeno così pare dai nostri racconti.
detto questo, la candidata non è neppure male. è carina, profumata, ha degli occhi belli. poi vabbè, voleva entrare in un ristorante per chiedere al cameriere di guardarci la macchina, ed ha ammesso candidamente di non aver mai fatto spesa nè alcun tipo di pulizia domestica in vita sua. ma questo glielo possiamo pure perdonare, tanto lui è la reincarnazione di una filippina.
non ha neppure un vizio evidente, e questo mi ha ovviamente fatto sentire piacevolmente viziosa e sregolata (oltre che grassa, alcolizzata, e malsana), insomma, è davvero una ragazza da sposare.
camminando lenti per una discesa di stelle, ho volutamente affrettato il passo, perché non avevo nessuno che mi cingesse la vita aiutandomi a non cadere. tutto questo tempo da sola mi ha insegnato a camminare bene anche sui sentieri più scoscesi, senza bisogno di una guida.d’un tratto, mi è tornato in mente un discorso fatto a pranzo, con un amico dallo sguardo profondo, nascosta all’ombra di Santo Spirito.mi raccontava di una sbandata, finita in niente, ma Almeno mi aveva emozionato di nuovo, ecco. E una fitta di dolcissima amarezza mi ha colpito, in quell’istante. perché in effetti anche io ne avrei voglia, di un’emozione nuova. di un ragazzo che mi porti fuori a cena. di qualcuno che mi scelga il pezzo di carne migliore, si ricordi di versarmi il vino. o anche che faccia tintinnare una birra guardandomi a fondo negli occhi, che mi inviti ad uscire. ho voglia di una di quelle corse tra l’armadio e lo specchio, indecisa e sempre scontenta. ho voglia di prepararmi 15 minuti prima e rimanere nervosamente in attesa davanti alla tv, chiedendomi se sarò abbastanza carina, se tornerò con un sapore di labbra diverso dal mio. ho voglia di una macchina sotto casa con della musica dentro. ho voglia di parlare a qualcuno di me, dei miei progetti, della mia vita. di racconti riservati a pochi.
detto questo, un appunto: tranquillo, tesoro, non dovrai aspettare sei mesi. quello che ho detto ieri non l’ho detto per venderti, io non ti venderei a nessuna, perché nessuna mi sembra abbastanza per te. l’ho detto perché è vero, non riesco a mentire su questo. e dopo quello che ho detto, lei già ti ama.
Archiviato in: miscellanea | Tag: fatica, follia, gente che non sta bene, incubo & succubo, interpretazione dei sogni, pensieri, Sogni
sono ricominciati i sogni assurdi, mannaggia.
l’altro giorno ero in mezzo a un’emergenza terremoto, correvo in giro per una citta sconosciuta, il tutto per andare a raccattare mia madre che era placidamente in fila in autostrada con i gitanti dell’esodo estivo. alzarsi il giorno dopo e vedere che c’è stato un terremoto proprio dove è in vacanza una persona che ti è molto cara non è mai simpatico, ma è ancora meno simpatico non vincere all’Enalotto con dei numeri così chiari.
ieri notte invece ero a una festa in una casa di campagna, d’un tratto, mentre ero sul lato di questa casa, arriva di corsa un mio vecchio compagno delle medie (non so neppure se sia ancora in prigione, ora), mi corre in contro, mi lecca la faccia e scappa via. romantico.
scena successiva: il Paese è funestato da una vespa gigante, ma grande come una mantide religiosa e più brava a stare su due zampe di mia cugina di un anno e mezzo. anche stavolta, io cerco di combatterla meglio che un Cavaliere dello Zodiaco (maledetto padre Maronno che l’altro giorno mi hai raccontato vita morte e miracoli di quel cartone animato), e vedo di nuovo mia madre con sta bestiaccia assassina alle calcagna, che cammina fischiettando tranquillamente (mia madre, mica la vespa).
poi c’è qualcuno all’ospedale ma probabilmente sono io dopo un esaurimento nervoso.interpretazione dei sogni della Dott.sa Patonzina
terremoto: devo smetterla di muovere ritmicamente le natiche per rassodarle mentre sono a letto che leggo.
esodo estivo: devo smetterla di inventarmi sabato estivi al mare per poi rimanere imbottigliata nelle partenze intelligenti.
madre in fila, tranquilla: dovevo tranquillizzarmi all’istante, era evidentemente un sogno. neanche in caso di pandemia mia madre se ne starebbe in autostrada, in fila, sorridente.
casa in campagna: devo smetterla di frequentare feste del peccato con tanto verde e sognarmi le camporelle proibite.
amico d’infanzia: devo smetterla di usare fb e farmi i fatti degli altri, anche di quelli che non mi interessano. dopo poi vengono loro a farsi i fatti miei nei sogni.
leccata in faccia: devo smetterla di farmi dare i bacini in faccia dalla micia (vi aspettavate qualcosa di più erotico, lo so. l’ho omesso apposta).
vespa gigante: probabilmente era una zanzara. una delle mille che mi stanno torturando e credo siano un esercito geneticamente modificato insediatosi nei Navigli.
mantide religiosa: devo smetterla di essere leggermente volitiva nelle mie relazioni.quantomeno, devo smettere di staccare la testa agli uomini dopo averli amati.
mamma tranquilla, di nuovo: devo smetterla di preoccuparmi a caso delle persone che amo. il più delle volte, si difendono benissimo da sole.
ospedale: confermo la diagnosi di prima. se non smetto di affaticarmi così tanto con questi sogni, penso di farmi ricoverare al più presto. anzi, di farmi mettere in letargo.
oppure, di trasferirmi là dove almeno queste cose accadono davvero.
Non credere mai di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eri o avresti potuto essere non fosse altro che ciò che sei stata che sarebbe sembrato loro essere altro. (la Duchessa)
Archiviato in: miscellanea | Tag: Club delle Prime Mogli, fatica, follia, paure, premonizioni, Sogni, stress
niente, dopo due settimane continuo a fare sogni stranissimi.
Forse dovrei prendere provvedimenti, in effetti.
c’è da dire che ieri dopo un aperitivo tra principesse con il Club delle Prime Mogli (fiorentine), una birra diversamente eterosessuale in centro, una gita in stazione a raccattare Luigi più nevrotica che mai per la partenza, un lieve inconveniente con il gatto che ha pensato di segnare il territorio nella valigia del mio amico, l’incubo di un taxi prenotato per le 5:40 e di un’amica incompetente che doveva intraprendere un viaggio quasi mitologico, gli estremi per non stare bene c’erano proprio tutti. Dimenticavo, a Milano c’erano 45 gradi al buio.
detto questo, mi sono sognata una Luigi 1.0, di quelle che hanno le notti d’amore con i vecchi bavosi; eravamo sulla sua Clio in un posto di collina, pieno di curve, e lei parcheggiava a un certo punto e mi lasciava in macchina come uno di quei cagnolini negli autogrill, un dito di finestrino tirato giù, freno a mano tirato, e se ne andava col vecchio.
io rimanevo lì e ben presto mi rendevo conto che il freno a mano poteva ben poco con la pendenza del terreno, e che il mio lento declino per la pianura era inesorabile. ovviamente, Luigi non mi aveva lasciato le chiavi, quindi ideona: faccio scendere in folle la macchina fino al primo spiazzo e la fermo rischiando un testacoda col freno a mano. roba che Mcgayver mi fa ‘na sega.
dopo tempo x, torna Luigi, mi racconta che l’uscita non le è piaciuta, e il vecchio l’ha portata a bere champagne in un night club; ripartiamo e incontriamo Chiarina e Silviette in macchina (casi della vita, chi incontri in una strada di collina di notte se non le tue amiche?), le quali si fermano in mezzo alla strada per avere un resoconto in direttissima della serata.
finiamo il sogno cianciando amabilmente come delle giostraie in mezzo al nulla.
dopo questo sogno, ho preferito passare il resto della notte in bianco.
Archiviato in: di passaggio, sentimenti | Tag: marinai, flusso di coscienza, lavori in corso, pensieri, Sogni, paure, stelline, io ballo da sola
ieri notte ho parlato a lungo di rivoluzione.
di rivoluzioni del cuore.
e a un certo punto, ho finito le domande.
ma non le risposte, perché le risposte quelle sono pronte a sorprenderti, quando ti soffermi un po’ su di esse.
e in realtà, ecco,
poche parole solo per dirti: il tuo ruolo è questo.
questo che sta nascosto dietro ai miei post un po’ amari, un po’ dolci, un po’ cinematografici.
il mio ruolo invece, è di ballare sotto le stelle, stanotte,
ascoltando una musica un po’ più lontana di quella che sentono gli altri.
ballando come se fossi da sola al mondo, lì io sarò serena.
e di camminare tra i sogni, inseguendo il mio streben.
All we got is tonight that is right till first light.
Archiviato in: sentimenti | Tag: saldi di fine stagione, Sogni, Thelma e Louise
Io e Louise in questi giorni abbiamo più volte convenuto circa l’aumento massiccio di un fenomeno stagionale: i Saldi di fine stagione.
e, ovviamente, mi riferisco agli uomini. nella fattispecie, gli ex uomini.
Quelli per cui hai già perso le speranze, quelli che ricordi ancora sogghignando con le amiche…e poi quelli che hai amato, quelli per cui hai pianto lacrime amare. quelli che ti ricordi ancora nelle notti di luna, quelli a cui ancora oggi mandi messaggi nelle notti di alcool, sapendo che non ti risponderanno mai. quelli per cui dici no, sono serena ormai, e poi ti trovi ad emozionarti per uno sguardo un po’speciale.
a tutti loro, vorrei dire: Noi non siamo in svendita, ci dispiace. Non ci sono sconti speciali per tornare una notte e spezzarci il cuore, non ci sono amplessi a metà prezzo. noi siamo un articolo continuativo, che dire, noi rimaniamo sempre e comunque speciali.
non ci avrete con un incontro strappato da un casuale Buon anno!, non vi concederemo di nuovo i nostri occhi. il nostro corpo, forse, quello sì, ma mai il nostro cuore.
Perchè noi dei morti viventi delle stagioni passate non ce ne facciamo di niente. Non ci vanno più bene, ecco.
ci stanno forse un po’stretti, o forse è il colore. o il modo di portarli.
Noi vogliamo un anticipo del campionario nuovo. Vogliamo sorridere vedendo i colori timidi della primavera, fremere davanti alle spettacolari provocazioni dell’estate.
Noi non ci vogliamo guardare indietro,mai.
Per riportarmi in riga, servirà un miracolo.
