It's not easy being a princess – Confessioni di una principessa.


Antidoti.
17 Ottobre 2009, 23:09
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non so, mi trovo in uno di quegli strani sabati sera a casa.
Ero in realtà partita con slancio mondanissimo, cena tutti fritti con il divino Tommy a casa dello scapolo d’oro di Firenze ma poi, durante la serata, una serie di raccomandazioni mi sono venute a galla d’un colpo:

1 – mai frequentare feste in cui tutti fanno lo stesso mestiere o studiano la stessa materia. nella fattispecie, ho avuto interessanti scambi su medicinali e vermi solitari (entrambi gli argomenti – lo ammetto – mi interessano)
2- mai ingozzarsi di fritto senza sincerarsi di avere qualcosa di gasatone accanto. il Martini Bianco sarà chic ma abbinato a un coccolo fritto è solo incompatibile e basta
3- mai mangiare una melanzana che ribolle senza successo nell’unto da venti minuti, specialmente quando hai visto buttare liquidi a caso nella pastella, e subito dopo la melanzana hai visto impanare e friggere una bustina del tè
4- mai avere la presunzione che lo scapolo d’oro sia single in eterno. lui è sempre un pochino fidanzato, non troppo, specialmente con tragiche ragazzine secche avvolte in maxitshirt di jersey
5- mai dimenticare che sei con un essere divino che capisce la tua insofferenza – fisica e mentale – e ti riporta veloce a casa
6 – mai rifare l’errore, per educazione, di lasciare lì la doggy bag di ciambellone che ti offrono ai saluti finali. domani, quando avrò gettato via tutto l’unto dal mio corpo, mi verrà la famona e avrò tanta voglia di qualcosa di spugnoso ed assorbente

Morale della favola: Lunedì in palestra ho l’appuntamento per il wellness check, in cui comunque sarò bocciata perché grassoccia. almeno che ci vada piena di cose unte e fritte :)



pomodori assassini.

venerdì il Comitato (di Magalli) mi ha concesso la grazia e sono tornata a casa.
così, senza pensarci troppo.
ci sono dei giorni in cui la  distanza mi esalta, ed altri in cui mi toglie un pochino il fiato. finché posso, appena qualcuno si distrae scappo via.
venerdì sono andata a una festa ggiovane, di quelle da trentenni che si vogliono divertire ancora….locale dell’infanzia, il mitico Vox, dove ci ho passato concerti e serate sprofondando nel buio più pesto. perché lì dentro, non ho mai capito perché, il buio è più buio.
Ci ho incontrato tre ragazzi, tutti da ricordare:

- uno è davvero bello, e mi fa un effetto dirompente tipo romanzo Harmony o telenovela argentina. Devo averlo, anche solo per portare punti alla mia autostima (anche solo perché Louise in fanciullezza lo rifiutò per lo stesso motivo per cui io lo vorrei)
- uno è davvero interessante, un ragazzo strano, occhi celeste e sguardo furbo. e chissà, che non l’abbia pure convinto millantando eventi fiorentini che forse non esistono neppure (ancora, nel senso che li organizzerò finti a breve)
- uno è davvero dolce, e ogni giorno mi conquista un poco di più. per essere così dolce è incredibilmente scemo, scemo nel senso che piace a Louise e me. Forse non ci ameremo mai, ma saremo fantastici amici assurdi

Sabato, invece, serata strana. bella, in realtà. mi sono divertita senza aspettarmelo, facendo una cosa che non mi andava di fare. ho rivisto una persona importante, a cui un tempo feci male. e forse, meno, gliene faccio ancora. però oggi mi ha scritto grazie, per la nostra intesa. ed è vero, un’intesa strana e dolce c’è sempre. non ci ameremo mai neppure noi, forse, ma di certo mi rimarrai in qualche soffio di cuore.
a lui ho ridato una canzone che portavo dentro da quest’estate, era nata e cresciuta in attesa del momento giusto.

ho chiuso e riaperto il we consolando due amici tristi, entrambi speciali. vorrei che se lo ricordassero sempre, senza che dovessi sussurrarglielo io. non perché io non voglia farlo, attenzione: perché dovrebbero sentirselo dentro, averlo nelle orecchie come il mormorio di pomodoro assassino.

on air, una canzone speciale. il mio amore grande dice che questa gli ricorda me, ed in effetti sono io.
come mi conosci, amore grande. se poi la smettessi pure di essere gay ti amerei ancora di più.

è la tua canzone speciale del giorno…te la metto qui, per cambiare un po’.ma so che la troverai. e non sbaglierai mai più un gruppo musicale.



L’esercito delle dodici scimmie.

Amici, ci sono, eh.

solo che in questa settimana ho fatto un po’ di cosucce, sapete, due traslochi, cambiato lavoro, ripreso in mano e in cuore una città che aveva abbandonato…ecco, mi ero un attimo persa con gli aggiornamenti. Ma visto che è domenica, c’è un caldo improbabile, e io sono a faticare sul pc per un lavoro che devo ancora cominciare, ho deciso che potevo prendermi una pausa.
caffè, musica, e qualche istantanea per voi.

Venerdì la mia natura schifosamente mondana ha avuto la meglio, sono andata all’inaugurazione del locale della Modena Che Conta.
non ho resistito, ho affrontato sudore, gente, imbarazzo e terrore (e terrone, anche), armata della mia Louise e dello staff di Puttanazze quasi al completo. qui di seguito qualche dettaglio in più.

- delirio organizzativo medio modenese “facciamo il tavolo, facciamo la lista, facciamo una doccia”, una serie di chiamate ai caposquadra della nostra serata improbabile. morale: decido io appoggiata da Louise, tanto lo dicono tutti che sono una maledetta volitiva decisionista, almeno che abbiano un motivo per calunniarmi.
- io e Louise che partiamo ovviamente in orario, e arriviamo ovviamente da sole
- il nostro chic bar da calice di vino, al quale ho telefonato per prenotare un tavolo. il tipo mi ha risposto “oh, bisogna vedere se siamo ancora aperti alle 22″. che non si lavori troppo, mi raccomando.
- fatti tre passi, veniamo coinvolte nella rumba di un tragico addio al celibato CON SPOSA PRESENTE. ma perché ? forse perché lo sposo è vestito come l’Ispettore Callaghan.
- un piastrellista (razza da noi notoriamente amata) ci blocca per offrirci da bere. senza pensarci, decidiamo all’unisono di dargli il danno massimo chiedendo due biberon di champagne.
- dal nulla, un tizio ci chiede Ma voi siete di San Michele? omadonna,no. no abiti verdi, no San Michele, no party.
- attendiamo le nostre amichette per un compleanno dolce e improvvisato
- partenza intelligente per la discoteca circa tre ore prima. risultato: zero fila all’ingresso. peccato che i nostri compagni di tavolo arrivino alle 2, trovandoci terribilmente disidratate.
- tavolo presidenziale, noi ci mimetizziamo come gatte tra i rivestimenti leopardati delle poltrone. lì accanto, il luogo dove nacque l’amore tra Louise e Giuseppe
- la solita fauna demente, Max B., Giorgio, il nazista, gente che fa gli auguri di compleanno a Louise (a caso)
- il nostro Pierre che quando arriva ci guarda sconvolto e in preda ad estasi mistica mi chiede Posso assumervi tutte per l’intera stagione?
-
Chry che in vista del nostro giorno dopo è già lì a bere tantissimo
- MDA che ci incontra e inorridito grida Nuo, Nuo, Nuo, loro non le possiamo fermare!
-
i muri sudati, e noi di più
- i nostri Amici di Serie A, che sono venuti a divertirsi tantissimo. o almeno a fumare, tantissimo
- i Belli belli belli del nostro liceo, inseguiti da noi piccole provinciali per anni e ora al nostro tavolo. insomma, sono sempre piccole soddisfazioni
- lo champagnaccio da inaugurazione, servito in flute rigorosamente caldicce
- la bottigliaccia di Havana, che peggiorerà gli incubi notturni già brutti del venerdì post disco
- l’sms del taxi già preparato in anticipo, per evitare erroracci grammaticali
- noi che usciamo, il taxi che non arriva, il Cuggino di Louise che ne ferma uno a caso, Louise che ci si butta dentro. scene d’azione che neanche Steven Seagal può sostenere.
- il radiotaxi che ascolta gli annunci e la mia vocina registrata che squittisce. il taxista cupo si gira e dice Siete voi vero, queste?
-
un frescone che chiama il taxi dicendo come indirizzo Snoopy. chissà se lo è andato a prendere a casa di Schulz.
- noi che arriviamo a casa mia e colte da famona andiamo a mendicare cibo da Alberga
- il vecchio e sempre fine Alberga che tira gnocchini credo del ‘52 abbandonati in giro per il forno bestemmiando contro gli antichi dei
- la tappa all’Obi e io che ho la buona idea di addentare una piadina con la cipolla (chissà poi perché, a me fa schifo la cipolla)
- la nanna, finalmente, con il pensiero tranquillizzante dell’antiacido di Pharma come colazione per il giorno dopo.

è iniziata la stagione, ragazzi.

Piesse. ora che ho finito, vado a risvegliare le dodici scimmiette
che dormono beate sul tappeto di camera mia, ancora da venerdì.



Mid summer party.

Carri lettori,

vi scrivo ancora un po’assonnata, con il sedere bello tonico dalla biciclettata di ieri notte, una tazzina di caffè nel tentativo di farmi risalire la pressione.
Lo so, lo so, vi sto un po’ trascurando, ma abbiate pietà. sudo. sono un po’ fiacca. mi sono presa una settimana di vacanza mediatica, da martedì prossimo sarò di nuovo per una settimana al lavoro a divertirmi tantissimo, e vi aggiornerò sui miei ultimi fatti.
per ora vi dico solo: mi preparo ad un weekend davvero difficilissimo. Mi trasferisco con Louise due giorni dalla Posse, nel tentativo di organizzare l’ennesima festa del secolo. e tutto mi dice che ci riusciremo.
è tutto davvero perfetto. ci siamo dimenticati solo un piccolo particolare relativamente alla listga invitati (vero socia?), ma, come si dice, faremo come si può.

Buona mezza estate, lettori.

Ps. I Love You.



Welcome to the jungle.
3 Agosto 2009, 11:59
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dopo un venerdì carino ma un po’ sottotono causa improvvisa quarantena di Louise, sabato vengo riportata in vita da una proposta delirante: una festa a tema.
chi mi conosce ben sa quanto questo genere di attività mi piaccia, risvegliando in me la parte più demente e fanciullesca; tale effetto però non funziona su nessuna delle altre mie amiche (a parte la già citata Louise, che purtroppo voleva venire vestita da maiale, ma dopo aver scoperto che i maiali nella savana non ci sono è stata esclusa dall’evento). perciò vengo scaricata da tutte le mie compagne di giochi e parto con due uomini rispettabili destinazione festa safari.
qui di seguito i miei appunti di viaggio:
- io entro subito nella parte e vado a comperare un cappello da esploratore, una pistola a pallini e tre serpenti di gomma
- esco con la spiacevole sensazione di essere come al solito l’unica en travesti
- Frank capisce benissimo il tema della serata e si veste da Jack Sparrow
- Alle non viene avvertito del tema della serata e si veste da uno che doveva andare da un’altra parte
- partiamo carichissimi e senza sapere bene dove dobbiamo andare
- durante il viaggio, ricevo in anteprima i Racconti del terrore greco relativi alla loro vacanza a Mykonos. sento cose che noi umani non vorremmo mai sentire, e ricevo minacce di future serate col tavolaccio.
- arriviamo a Faenza e vediamo gente vestita da Dr. Livingstone in giro in bicicletta
- la festa in questione è in una villa fantastica! e sono tutti travestiti. mi innamoro subito di un Masai con il mascherone di legno e di un generale di ventura napoleonico.
- io e Alle spariamo felici sulla folla i nostri pallini: unico momento di tensione, quando io sparo ad un arabo – che probabilmente è un arabo vero – e lui si guarda intorno cattivissimo pronto a farsi esplodere.
- i miei due accompagnatori entrano subito nella pericolosa spirale del VodkaBirra. ragazzi, non è buono, diamine! è il tipico cocktail che rovina due cose buone.
- scatta il goal della serata: entrare in villa e rompere un vaso Ming.
- Alle ha una visione premonitrice e si immagina una vecchia assassina su di una sedia a dondolo, che lo apostrofa dicendo Ti aspettavo, Alessandro.
- Jack Sparrow perde il fegato ma soprattutto la testa e comincia a molestare qualsiasi cosa gli capiti a tiro.
- conosco due francesi che lavorano per Chanel, scopro che non hanno sconti sulle borsette, li scarico con freddezza.
- passo il resto della serata ad inseguire i miei amici entrati in un mood O mi accoppio o muoio. non è facile, credetemi, soprattutto quando finisci le munizioni nella pistola. alla prossima festa mi porterò tre caricatori.
- alle 4 decido che è proprio ora di andare, prevedendo ore difficilissime sulla via del ritorno. minaccio gli altri e sbattendo forte forte gli occhioni convinco Alle. Frank lo convinciamo con una verga di bamboo.
- ovviamente, sono la più sobria e quindi la guidatrice ad interim. buttiamo Frank nel baule e mi metto alla guida, felice di poter prendere in allegria tutti gli autovelox dell’autostrada senza sentirmi troppo in colpa.
- mettiamo 20 € di benzina e subito dopo capiamo di essere stati troppo generosi. decidiamo quindi che come minimo dovremo continuare fino a Parma, per poi tornare indietro col serbatoio vuoto.
- facciamo pausa in autogrill per fare colazione. un cappuccino, un panino allo speck e taaaanta acqua cassata. Frank continua a essere chiuso in macchina privo di vita, temiamo che i vecchini di fianco ai quali abbiamo parcheggiato ci denuncino per sequestro di persona o abbandono di cane.
- continuo a chiedermi perché ci fosse una famiglia con tanto di bambini e suocera in autogrill alle 5.30 e perchè il cane della pubblicità contro l’abbandono sia così brutto e poco simpatico.
- scopro che esistono persone quasi più ciniche e cattive di me, e me ne compiaccio
- ritorno a casa con la ferma decisione di preparare le pesche al limone per il giorno dopo Così mi metto avanti.

per concludere, dialogo delle 5.45.
io: “ma c’è l’alba, Alle!”
lui: “che bello!”
io: “è la nostra prima alba insieme, pensa”
lui: “che romantica…sai già però cosa ti succederà alla prossima alba insieme”.

(per sapere cosa mi succederà, contattatemi privatamente. no perditempo). 

safari



Sorbara Witch Project.
19 Luglio 2009, 16:14
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Mia dolce Louise,
dal momento che tu sei lontana, e il solo pensiero mi offusca la mente e mi riempie gli occhi di lacrime, vorrei almeno in queste pagine lasciarti qualche sorridente istantanea della serata di ieri sera, in cui ti assicuro ho sentito forte il peso della tua mancanza.

vorrei che tu sapessi che…
…ieri pomeriggio siamo stati a fare un aperitivo tranquillo ingozzandoci in uno dei nostri luoghi del peccato, e come sempre mi sono innamorata del barista.
…giovedì ci siamo probabilmente persi la festa del secolo, il CapoDario, ossia una di quelle serate in cui Dario decide di divertirsi tantissimo e si sbronza clamorosamente. ho sentito racconti di esibizionisti, di una cravatta accartocciata, di una gomma dell’acqua usata come nei campi di concentramento. e Dario me lo raccontava bevendo una Fanta, per darti un’idea. qualche ora dopo l’ho ovviamente visto tittare del rum di periferia alla festa.
…non sono stata io ad avere la Buona idea della serata, bensì Bo. ha parlato con noncuranza di una festa a Sorbara, senza darci troppo peso. ma io, io di quella festa più tardi me ne sarei ricordata. e questo avrebbe segnato l’inizio della fine.
…dopo una pizzata liceale, sono ripartita alla volta della città e sono passata ai Giardini a prendere Marty. non mi chiedere cosa c’entri Marty con Alle e Marci, secondo me il Pernilla non ce l’ha neppure, la CocaCola senza Bacardi dentro. comunque, era lì con il solito amico canuto, che per l’occasione aveva comperato una fidanzata sorrentina con la gonna a sbuffo e le perle finte legate come un cappio da impiccato al collo.
…ho rivisto Ali di Gabbiano. per un attimo mi è presa la malinconia di quel garage buio tutto pieno di pois, e quel bagno in cui mai facemmo la pipì sobrie. altri tempi, vecchia mia.
…preso Marty (a cui presto arriverà il regalo più bello del mondo), andiamo alle Piscine. e c’è pure la fila. insomma, in una piazza di spacciatori puoi scegliere se fare la fila con minorenni sbronze o con cassiere della Conad sovraetà. ovviamente scegliamo la prima. non ci fanno entrare perchè siamo anziane, però, ma fortunatamente uno di noi ha l’aggancio minorenne dentro il locale e saltiamo amabilmente la fila. passiamo per la cassa “categorie protette”, anziani  donne incinta.
…Ricky arriva su un’audi fiammante. e penso. mondo ingiusto, quando gli abbiamo chiesto di essere solo amiche? esci da questa amicizia.
…dentro la piscina di sono venti minorenni, il tuo compagno di demenze di Fb che finge di fare il dj, due in piscina che giocano a Giochi senza Frontiere, della birra calda.
…capendo che la situazione degenera quando Dario al grido di Per un po’ mi sa che non bevo ordina un Vodkatonic, mi sovviene la Buona Idea: quella festa a Sorbara.  Cano accetta a patto che dopo ci si fermi Al forno di Bomporto, ti prego di non dimenticare neppure questo particolare perché tornerà fuori.
…organizzazione macchine: Io, Dario e Marty vs Cano Orny e Bo. siamo una squadra fortissimi.
…arriviamo in mezzo al NULLA e troviamo solo una serie di filari di peri e meli con macchine parcheggiate e nessuno in giro. ovviamente, il pensiero corre veloce… sarà mica il famoso Luna Park dell’amore?
una ragazza sola e scellerata si avvicina dicendoci: “Anche voi qui per la festa? a me hanno detto di scendere e seguire la musica”. sì, bella, però la festa poi te la fanno loro.
Bo si tuffa dall’altra parte di un canale rischiando di pestare una nutria.
…attraversiamo un campo di alberi mostruosi in cui pesto cose buie e bagnaticce, stretta a Marty e bestemmiando in silenzio. d’un tratto, ci appare La Casa.
il luogo della festa era una rimessa per trattori e botti d’aceto. come dire, Bo stesso ha avuto paura.
…c’era gente travestita da Halloween. chissà perché. sono stata calpestata da un marinaio con una ciambella salvagente. però è giusto che tu sappia: c’era Lollo vestito con un mix tra un’hawaiana e Jack Sparrow, più la matita agli occhi che da quella festa Anni Ottanta gli è sempre rimasta nel cuore. mi ha baciato e ho avuto un’impronta di un fiore disegnato col rimmel sulla guancia tutta sera.
…non avevano più bicchieri. ho bevuto tre shots di bira dentro i bicchierini da caffè.
…nel bagno ho visto un pennello da barba e del borotalco Roberts. sarà per quel brutto problema di cosce appiccicate?
…c’era un distributore di fumo finto che faceva tanto discoteca. credo poi ci fossero anche distributori di fumo vero con fattezze umane.
…ci siamo divertiti tantissimo finchè la situazione non è degenerata e Dario ha cominciato a mordermi la schiena parlando come Terminator e dicendo “Dario ha bisogno di…”. non era un kleenex, eh.
…usciamo dopo aver visto un ciccione con le braccia corte che sembrava Lucio Dalla mentre balla Attenti al lupo e torniamo a guadare la macchia per arrivare alla momo.
…vedo una stella cadente mentre marty vede una che sta facendo sesso orale in macchina.
…Marty sostiene che la suddetta fosse rumena o nera perché Certe cose le fanno solo loro. Lo smentisco troppo in fretta e me ne pento amaramente quando vedo Dario che tenta di mangiarmi di nuovo la schiena.
…decidiamo di avere l’ultima, grande buona idea e di andare a cercare un forno a Bomporto dove erano stati una notte (lucidi, di sicuro).
…sbagliamo strada e finiamo a fare scuola guida nella zona industriale di Bastiglia.
…arriviamo seguendo fiduciosi l’altro autista, perfettamente padrone della situazione e della strada, finchè lui non entra in una stradina e dice, accostando: “Voi lo sapete dov’è, vero?”
chiediamo informazioni. a chi, alle 3.40 di mattina?! a uno che stava svuotando un baule di una macchina, quasi sicuramente non la sua. ci dà indicazioni che solo Cano ascolta. ovviamente, Cano non ascolta mai davvero le indicazioni stradali, lo scopriamo con orrore quando ci ritroviamo a Modena.
…andiamo a fae una colazione da sedicenni nella pasticceria dei tamarri.
…in tutto questo, io e Marty balliamo al ritmo del Lambada party, mentre Dario borbottando contro un inspiegabile bruciore di stomaco si tiene calda la pancia con la mia paperina di peluche chiamandola il suo panzerotto.
…dopo una serie indefinita di pizzette unte, mi trascino a casa. prima di rientrare guardo i miei sandalini sudici e penso che forse già che ci siamo potrei direttamente buttare via i piedi.

so che tu, Louise, capirai tutto.
e ti divertirai tantissimo a distanza.
Buon CapoDario, baby.




giochi preziosi.
11 Luglio 2009, 17:51
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Sono uscita con lui, l’altra sera. Un po’ per caso, ci siamo trovati a pensare quante cose erano passate dalla nostra ultima (unica?) uscita.
noi che siamo compagni di blog, noi che siamo menti particolari, a raccontarci dei nostri amori impossibili, delle nostre vite cinematografiche.
poi, al ritorno, mentre le nostre strade prendevano direzioni opposte, salutandoci con una promessa di un autunno da passare insieme, ci penso su. A volte hai davvero voglia di uscire con qualcuno che ti conosce poco, per poter essere come sei. Libera, sbruffona, dolce, imperfetta.
hai voglia di sentire che suono fa una canzone che ti piace, cantata da una voce nuova.



lui, lei, l’altra, l’altro, e gli altri due.
1 Maggio 2009, 17:14
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dopo una giornata di lavoro, di corsa su un treno, ritardi e voglia di spegnersi e basta, vengo ritirata dalla mia fidanzata Louise che mi aspetta scodinzolando e ci dirigiamo verso uno dei nostri covi preferiti, a condire le risate con il profumo del fritto e a farci sporcare le labbra dalla schiuma della birra.

fresche come due adolescenti, tentiamo di continuare la serata in un locale effettivamente da adolescenti fallendo miseramente. guardiamo perplesse le minorenni che sgambettano frettolose su tacchi poco appropriati, alla serata e all’età, e capiamo che è giusto lasciare a loro tutto il posto possibile per compiere degli sbagli.

e qui, il magico sipario di una serata che sembrava non avere direzione.

Lei radiosa nei suoi vestiti ridicoli, dopo una giornata a fare la ragazza per bene non resiste e si infila le scarpe da ragazzaccia, cambiandosi in macchina come le bambine. muove leggera la testa facendo tintinnare il caschetto, i suoi occhi multicolore scorrono con finta indifferenza la folla. se glielo avessero raccontato, qualche tempo fa, che si sarebbe trovata seduta su una poltrona in quel pub, forse non ci avrebbe nemmeno creduto.

Lui di mestiere fa l’ingegnere, di animo il marinaio, anche se l’altra sostiene come in realtà lui sia un supereroe sotto mentite spoglie. lui è quello nato per scombinare i piani di lei, la sconvolge come i tornado e la lascia in un deserto di parole, sola con le sue emozioni. lui si muove sicuro nella folla, con una rosa in una bottiglia di sakè. improbabile, dolcissimo.

L’altra è l’anima gemella di lei, l’unica che la capisce perché le loro anime sono state registrate sulla medesima, perfetta sequenza. lei è quella che sopporta le serate assurde, e alla fine quando meno te l’aspetti ti guarda e ti dice Io adoro le nostre vite, amore. esattamente così. Lei tira fuori dalla borsa valigia un giornaletto da signorine, e ti guarda torvo quando le rovesci la bira sulla Luisa (non Louise, Luisa, la sua amica). Lei è capace di sostenere conversazioni con l’essere più strano del mondo e farlo col sorriso, solo per te. ma intanto risponde contemporaneamente anche a una domanda su di lei che viene fatta da un terzo.

L’altro, che da ieri chiameremo Thelmo (anche se per me continua ad essere il nome di un gioco sessuale) è veramente il ragazzo più scemo del mondo, scemo buono, di quegli scemi come siamo sceme noi. Lui baratta una bira con degli albanesi per paura che lo picchino, e va in cerca di bagni privati nei locali. lui con candore parla con l’altra di amenità poi d’un tratto si fa serio e le chiede Scusa ma poi il tuo osso sacro? che ti successe?

Gli altri due sono una coppia bellissima, di quelle che ti piacciono proprio. lei è la tua amica di sempre, quella con cui sei cresciuta, lei è la tua metà mela razionale. lei che ora è partita e ha la mente in viaggio, anche se con il corpo è tornata qui. lei che ora forse ti capisce davvero, tu e il tuo nomadismo d’animo, e per questo ora la amo anche di più.

ecco, è proprio vero.
io questa vita la amo tantissimo. e mi dò pure un bel dieci, per tutto questo.



dialoghi dell’assurdo.
7 Febbraio 2009, 10:57
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allora, il post di ieri sera lo lascerò a Louise. se mai sopravviverà alla lunga giornata di lavoro, infatti, è giusto che sia lei la voce narrante di quella luuuunga serata.

come da promesse (deliranti, come al solito), ecco però riportato il dialogo chiave della serata.

ballando scomposti. Io, Louise, occhiali da nerd, bretelle viola.
bretelle viola: “Ehhhhhhhhhhhhhh!”
occhiali da nerd: “Ma ehhhhhh cosa?”
bretelle viola: “No, è che mi piace dire Ehhhhhh mentre ballo”.

ah ah.
urge intervenire.
oggi passerò nei dintorni della discoteca a vedere se trovo qualche cadavere (speriamo di barista).



Circo Nero!
7 Dicembre 2008, 14:09
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Babba Bia.

Stamattina mi sono svegliata e ho trovato sulla scrivania delle lucine di natale, del glitter argento, delle piume nere.

cosa sarà mai successo?

Niente, mica ci siamo divertite poi così tanto. insomma, una serata carina…vero Lu’? :D

Divertimenti.

ps. gli amici, dei cioccolatini, della musica, delle piume. Cosa di più?