Archiviato in: stupidity, thelma & Louise | Tag: inaugurazioni, mondanità, non capodanni, party, sciabola per champagne, serate, Thelma e Louise
Amici, ci sono, eh.
solo che in questa settimana ho fatto un po’ di cosucce, sapete, due traslochi, cambiato lavoro, ripreso in mano e in cuore una città che aveva abbandonato…ecco, mi ero un attimo persa con gli aggiornamenti. Ma visto che è domenica, c’è un caldo improbabile, e io sono a faticare sul pc per un lavoro che devo ancora cominciare, ho deciso che potevo prendermi una pausa.
caffè, musica, e qualche istantanea per voi.
Venerdì la mia natura schifosamente mondana ha avuto la meglio, sono andata all’inaugurazione del locale della Modena Che Conta.
non ho resistito, ho affrontato sudore, gente, imbarazzo e terrore (e terrone, anche), armata della mia Louise e dello staff di Puttanazze quasi al completo. qui di seguito qualche dettaglio in più.
- delirio organizzativo medio modenese “facciamo il tavolo, facciamo la lista, facciamo una doccia”, una serie di chiamate ai caposquadra della nostra serata improbabile. morale: decido io appoggiata da Louise, tanto lo dicono tutti che sono una maledetta volitiva decisionista, almeno che abbiano un motivo per calunniarmi.
- io e Louise che partiamo ovviamente in orario, e arriviamo ovviamente da sole
- il nostro chic bar da calice di vino, al quale ho telefonato per prenotare un tavolo. il tipo mi ha risposto “oh, bisogna vedere se siamo ancora aperti alle 22″. che non si lavori troppo, mi raccomando.
- fatti tre passi, veniamo coinvolte nella rumba di un tragico addio al celibato CON SPOSA PRESENTE. ma perché ? forse perché lo sposo è vestito come l’Ispettore Callaghan.
- un piastrellista (razza da noi notoriamente amata) ci blocca per offrirci da bere. senza pensarci, decidiamo all’unisono di dargli il danno massimo chiedendo due biberon di champagne.
- dal nulla, un tizio ci chiede Ma voi siete di San Michele? omadonna,no. no abiti verdi, no San Michele, no party.
- attendiamo le nostre amichette per un compleanno dolce e improvvisato
- partenza intelligente per la discoteca circa tre ore prima. risultato: zero fila all’ingresso. peccato che i nostri compagni di tavolo arrivino alle 2, trovandoci terribilmente disidratate.
- tavolo presidenziale, noi ci mimetizziamo come gatte tra i rivestimenti leopardati delle poltrone. lì accanto, il luogo dove nacque l’amore tra Louise e Giuseppe
- la solita fauna demente, Max B., Giorgio, il nazista, gente che fa gli auguri di compleanno a Louise (a caso)
- il nostro Pierre che quando arriva ci guarda sconvolto e in preda ad estasi mistica mi chiede Posso assumervi tutte per l’intera stagione?
- Chry che in vista del nostro giorno dopo è già lì a bere tantissimo
- MDA che ci incontra e inorridito grida Nuo, Nuo, Nuo, loro non le possiamo fermare!
- i muri sudati, e noi di più
- i nostri Amici di Serie A, che sono venuti a divertirsi tantissimo. o almeno a fumare, tantissimo
- i Belli belli belli del nostro liceo, inseguiti da noi piccole provinciali per anni e ora al nostro tavolo. insomma, sono sempre piccole soddisfazioni
- lo champagnaccio da inaugurazione, servito in flute rigorosamente caldicce
- la bottigliaccia di Havana, che peggiorerà gli incubi notturni già brutti del venerdì post disco
- l’sms del taxi già preparato in anticipo, per evitare erroracci grammaticali
- noi che usciamo, il taxi che non arriva, il Cuggino di Louise che ne ferma uno a caso, Louise che ci si butta dentro. scene d’azione che neanche Steven Seagal può sostenere.
- il radiotaxi che ascolta gli annunci e la mia vocina registrata che squittisce. il taxista cupo si gira e dice Siete voi vero, queste?
- un frescone che chiama il taxi dicendo come indirizzo Snoopy. chissà se lo è andato a prendere a casa di Schulz.
- noi che arriviamo a casa mia e colte da famona andiamo a mendicare cibo da Alberga
- il vecchio e sempre fine Alberga che tira gnocchini credo del ‘52 abbandonati in giro per il forno bestemmiando contro gli antichi dei
- la tappa all’Obi e io che ho la buona idea di addentare una piadina con la cipolla (chissà poi perché, a me fa schifo la cipolla)
- la nanna, finalmente, con il pensiero tranquillizzante dell’antiacido di Pharma come colazione per il giorno dopo.
è iniziata la stagione, ragazzi.
Piesse. ora che ho finito, vado a risvegliare le dodici scimmiette
che dormono beate sul tappeto di camera mia, ancora da venerdì.
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oggi sono di ottimo umore.
al lavoro non c’è nulla da fare, ci siamo ordinate dell’ottimo cibo take away e abbiamo pure improvvisato un non compleanno con due bottiglie di vino trafugate dalla riserva Grandi Occasioni (nella fattispecie, uno spumantaccio e un Moscato che mi ricordava i Capodanni delle medie). però è bello, ormai siamo tutti amici. e questo vela di malinconia ogni giorno che cancello sul calendario, e lo mischia a quella ormai nota sensazione di dubbi sul domani, sul futuro, sulle scelte, e sui sogni.
stasera salirà la mia Louise, in una fuga d’amore estemporanea e brillante…e sarà bellissima, per cui la porterò a risplendere in qualche locale della Grande Mela Meneghina. ho voglia di una serata Io&Lei, lontane dai luoghi comuni, in un mondo di gente che non conosciamo (ancora).
domani mi dedicherò due ore di bagno turco, ho bisogno di due ore lente, trascorse ad inebriarmi del profumo di rosa, facendomi spegnere il cervello ed accendere la pelle.
e domani sera, un corso di cucina con uno dei cuochi più belli del mondo, a cui spero tanto che segua una cena (con lui!).
e domenica, passate le feste, penserò ad una nuova, diversa, valigia da fare.
perché sì. è arrivato Il vento dell’Ovest e io devo spostarmi ancora.
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mercoledì sera cena di natale in casa.
direi di citare solo tre punti chiave:
1)Io che mi affogo con un pezzo di pompelmo e Simone che dice: “Insomma, datele due colpi“. e lo dice a tre gay.
2)la sciabolata allo champagne sul balcone. risultato:mezzo champagne sul balcone della vecchia sorda sotto casa, ma il mio amore grande taaanto felice.
3)la serata finita con il mio roomie che ritrova la sua bici rubata nell’androne del palazzo e la trascina su per cinque piani di scale. silenziosamente, come solo lui sa fare. lui e il circo degli elefanti.