Archiviato in: fashion, stupidity | Tag: commesse acide, fashion, Firenze, mondanità, oggetti del desiderio, principesse, privacy, regali
Ieri sono andata da Vuitton per comperare un regalo divino di laurea.
Conoscendo la scontrosità verso le donne etero dei commessi, mi sono portata dietro uno dei miei amori diversamente etero per rabbonire la servitù. Niente, questa frociona è stata cattiva lo stesso, dicendo al mio amore grande che No, non può portare una 44, stizzito perché la stessa cintura al mio amore era larga, e a lui stretta. nano truccato che non sei altro!
Finito l’aquisto, mi chiede se voglio inserire i miei dati nella newsletter.
compilo tutto il modulino da brava scolaretta, glielo consegno, inserisce i dati e si blocca.
“Tu ci sei già, schedata“.
ohibò, penso. forse che anche il portamonete finto comprato in Egitto desse questo diritto?
“Ehm, boh”. Simulando l’espressione di una che non può ricordarsi di tutti i posti in cui ha comprato qualcosa.
“Sì sì. non ci possono essere due con il tuo nome, cognome, indirizzo. hai comperato a Bologna!”
Mi sovviene che sì, una volta comprai per commissione una borsetta per un’amica. mi avevano schedato allora.
“Hai comperato una neverfull!”
OMMIODIO.
Lei.
Questa è una crudeltà che non mi merito.
Trattengo una lacrima mentre afferro il pacchetto e corro via.
Piesse.
Per chi non lo sapesse, quella borsa mi fu regalata da uno spasimante, un paio di anni fa.
Dopo una settimana mi disse che accettandola avevo d’ufficio accettato di essere la sua fidanzata.
Io, che non ero interessata ad essere acquistata per così poco (non è neppure pelle vera, diavolo!), rifeci il pacchetto e gliela riconsegnai.
La sogno ancora, nelle notti di luna piena.
Girl power.
Sob.

Archiviato in: di passaggio, sentimenti | Tag: canzoni del giorno, flusso di coscienza, lavori in corso, marinai, pensieri, regali, sentimenti, stelline, Thelma e Louise
non è che sia proprio in vena scrittoria, oggi.
è la tipica domenica slow motion, in cui mi sento sessantenne, non mi va di fare nulla, mi trascino lamentando pesantezza ai lombi, prendo il treno con l’ipod terribilmente scarico e una vecchia barese che parla e mangia panini ripieni di porco al mio fianco, arrivo a Milano e c’è un temporale alle porte, arrivo a casa sperando di trovarla vuota e invece la trovo tragicamente piena di vita, rifiuto tutti gli inviti possibili e mi chiudo in camera con una Coca Zero.
però.
però, ecco.
mentre pulivo un fornello nascondendomi nella tuta, mi è venuto un flash.
Domani sarà il terzultimo giorno di lavoro.
avrò la mia sostituta al mio fianco e non potrò cazzeggiare al pc.
avrò l’ultimo lunedì, l’ultimo martedì.
carpe diem, quindi, almeno utilizzo le ultime forze per scrivervi tutte le cose che salvo di questo we.
Salvo la mia Chiarina, gadget fondamentale che ha animato per tre giorni la mia vita.
che bella sei, quando sorridi.
un po’ meno quando ti dimentichi di metterti il reggiseno e ti lanci il mascara sulla camicina bianca, però a me fai ridere lo stesso.
Salvo Louise e la Paolita, che mi cambiano i programmi all’ultimo e mi portano al cinema.
Io che di film ne guardo, ma al cinema non ci vado mai.
mi portano in uno di quei non luoghi che dovrebbero piacermi e invece odio, a vedere però un Woody Allen stre-pi-to-so.
La storia assurda di un vecchio misantropo ipocondriaco che è la summa dei difetti miei e di Louise.
Salvo gli amici di Serie A, che incontriamo per caso scambiandoli per quattro drogati su di una panchina. loro che ci fanno sempre tanto ridere, con loro programmiamo eventi di una demenza colossale, destinati al successo. nell’attesa di vedere arrivare, alla Tombolata di Natale, Marci con un falcone addestrato sul braccio.
Salvo il Capitano Logan, che ha finalmente dato un nome alla sua barca. un nome bellissimo, Quarto di luna, che cambia a seconda del verso in cui la guardi. perché alla fine, come dice Hemingway in uno dei suoi finali migliori, è solo una questione di punti di vista. Per lui una buona navigazione, che duri almeno un anno e mezzo, in cui avrà le migliori canzoni da ascoltare, una per ogni notte in mare. Sperando che possa attaccare una grossa, grossa lisca di pesce (cane) alla parete.
Salvo i miei genitori, uno perché mi aspetta per farmi trovare una cena fumante e non si arrabbia – troppo – per l’entropia che riesco a generare ogni volta, l’altra perché fa con nonchalance l’acquisto del secolo e mi regala il pezzo mancante che mi serviva per essere la più bella della festa.
Salvo i miei amici d’infanzia, tutti riuniti per il primo dei due matrimoni che si susseguono in queste settimane. Li salvo più o meno tutti, qualche delusione a parte, perché comunque, stretti nei banchi della chiesa, a cantare le canzoni che intonavamo nei sabato pomeriggio da bambini, ci commuoviamo un po’ tutti, al pensiero di Lei si sta sposando davvero.
Avevo voglia di anticiparvi la canzone del buonumore per domani mattina…buon risveglio.
Archiviato in: stupidity | Tag: ho vinto quacchecossa?, occhiomodella, regali, the winning look
amici della patonzina, aiutatela a vincere!
la vostra beniamina si è iscritta a un concorso di bellezza…non essendo lei propriamente una fotomodella, tenterà almeno di essere una occhiomodella.
ciò che dovete fare è semplice:
www.winning-look.it
1) vi registrate, è aggratis e a parte lo sbattimento di inserire i vostri dati non dovete caricare foto (saltate quel passaggio), ma semplicemente vi permette di loggarvi per votare.
2) ogni giorno, inserite nella To Do List dopo il lavaggio dei denti e prima del bidet di andare sul sito e votare il vostro occhio preferito. lo riconoscerete tra mille, è quello macchiato in cui si specchia un aereoporto (per quelli meno poetici, è quello che si chiama patonzina.
3) basta un click al giorno, e oltre a levarvi il dottore dalle vicinanze, mi permettete di vincere e diventare testimonial delle lenti a contatto per il 2010 (fortunone!) soprattutto di entrare in possesso di una carta di credito per 2,000 € di siopping!
vi regalo un fazzolettino di stoffa come premio.
Archiviato in: stupidity | Tag: difesa personale, Milano, principesse, regali, spray al peperoncino
Prima ho chiamato mio padre per programmarlo e consegnare i miei preziosi sandali gioiello a Louise, nel caso che lei domani salga da me.
lui, tutto felice, mi dice: “Tutto pronto….c’è anche un regalino per te“.
evvai, la pochette in pendant che mi mancava!
“No, è un regalino utile“.
beh, posto che le pochette sono utilissime, il regalo in questione è uno spray al peperoncino.
Perché se sono vere almeno la metà delle storie che vi racconto su questo blog, di certo può tornarmi utile.
“Mi raccomando, però, usalo con estrema cautela. Sì, insomma, è fastidioso e pericoloso. Magari usalo tra una violenza e l’altra, così da essere sicura che ti stia proprio importunando, e non semplicemente corteggiando”.
come mi conosce, il mio babbo
Archiviato in: music, sentimenti | Tag: canzoni, folder, marinai, musica, regali, sentimenti, stelline
come promesso,
è stata la prima canzone di stamattina.
e mi ha messo, come sempre, di ottimo umore.
mi ricordava un po’ un sogno strano,
di una ragazza che si agita inquieta in una notte troppo calda,
rotolandosi in pensieri troppo afosi per lei.
e poi la camera si illumina e le pare quasi che il telefono voglia attirare la sua attenzione
e lì, in un rumore di viaggio confuso, cadenzato dalla pioggia d’estate,
qualcuno che la pensa e ha capito qual è il ruolo per lei.
spengo il pc, finisco i dolcetti del mattino, continuo a fischiettare la canzone.
poi la metto nel raccoglitore di pensieri profondi ed esco, sorridendo.
Archiviato in: sentimenti | Tag: amiche vere, pagelle, regali, sentimenti, Thelma e Louise
partiamo dalla fine.
perché poi ripenso a questi giorni e recupero i file mancanti, danneggiati probabilmente dalle scemenze e dalla tequila.
oggi mi sono alzata inebriata dal profumo dei fiori.
sommersa dagli auguri, e da un cielo sempre più blu.
pranzo con i parenti e due vestiti, da vamp e da zarina.
e poi.
e poi..
le pagelle.
voto 10 : Louise, che mi ha regalato una giornata per me. più radiosa di un sole di giugno, abbiamo passato una splendida serata da fidanzate. niente da capire, lei c’è e sorride sempre. e questo è impagabile.
voto 9: Bubi. che mi ha lanciato un regalo bellissimo nel mio giardino, ed è fuggito in silenzio spavaldo . poi però è tornato, e ha sopportato un giro all’argine con servizio fotografico. e una mascherina con le piume.
voto 8: mio babbo. che diligentemente si è segnato la targa di quello psicopatico che aveva lanciato un regalo nel mio giardino.
voto 10: al nonno, che comunque ci prova. a guarire, a riprendersi.
voto 8: alla mamma. che mi fa ancora le torte da minorenne. e io ne sono felicissima.
voto 10: allo zio produci vestiti e al suo fido topolino.
voto 2: alla pizzeriaccia in cui ci hanno dato 9 euro di moneta di resto. e tre mimose.
voto 1/2: alla cameriera ispanica che guardandoci stupita ci chiede: “Carmen? tu eres Carmen?” No, vecchia, non mi chiamo come la protagonista di una soap messicana. tranquilla.
voto 1: ai tifosi che ci hanno impedito un aperitivo tranquillo blocando il traffico modenese.
voto 10 e lode: semplicemente, a me.
Perché essere felici, per una vita intera
sarebbe quasi insopportabile.
Mario Venuti e Carmen Consoli, Mai come ieri
Archiviato in: miscellanea, sentimenti | Tag: amiche vere, brindisi, Buon Natale, libri, marmotte, panda, regali
ieri ho ricevuto cinque libri, in regalo.
e almeno uno non lo capirò mai, non credo.
però chi me l’ha regalato mi ha detto che posso decidere io cosa c’è scritto, lì dentro.
e allora lo deciderò…si chiamerà “La piccola storia della rondine incastrata nella pece”. il disegno è l’unica cosa di cui capisco la forma.
e dentro parlerà di cose fantastiche…
di quanto è bello quando la tua Amica arriva a casa tua e ti butta le braccia al collo.
di amiche che devono chiedere il permesso, per divertirsi.
di amici che ti chiedono di lavorare con loro, perché sei brava e divertente.
di una mamma piena di regali e di amore.
di un padre che ti viene a recuperare dopo un lungo viaggio e ti aiuta a impacchettare gli ultimi regali.
di un cd di canzoni stupide da cantare per non morire dal freddo.
di uno scambio di regali dentro cartoni immensi.
di un’amica triste che coccola ciò che non c’è più.
di chi deve fare i conti col dolore, quello vero.
di quando hai freddo e ti congeli ma vuoi stare in piazza con gli amici.
degli auguri di Natale.
di chi ti cerca.
di brindisi fatti ai futuri che possono coesistere.
di amiche felici diventate finalmente grandi.
di chi di consegna una marmotta canadese tirata fuori dal borsello.
degli amici delle cene dei compleanni anni ‘80.
delle canzoni stupide che per la Vigilia diventano divertenti.
delle amiche di cui sostieni i progetti assurdi.
di chi crede la purezza.
di chi ti stupisce sempre un pochino.
di un gatto di porcellana, e di un panda. anzi, una panda.
degli amori a distanza.
di capelli spettinati e cappelli troppo grandi.
di profumi buoni, sulla pelle.
di me.
Buon Natale,
a tutti i protagonisti di questo libro.
on air,
tre volte di fila,
Archiviato in: miscellanea, sentimenti | Tag: Firenze, postini indiani, regali, vita
stamattina sono rotolata giù dal letto ore 6.02.
freddissimo, porco cane.
e buissimo.
male.
ho prenotato un taxi ed ho scoperto con gioia non solo che i taxi prenotati arrivano (avevo paura mi facessero uno scherzo), ma che nel taxi buissimo di stamattina c’era un tassista giovane, carino, e senza il sigaro in bocca.
che mi ha pure fatto uno sconto ed offerto un caffè.
bene.
congratulandomi con la mia perfetta puntualità, dopo il mio caffè omaggio vado dagli ospiti che in pigiama mi dicono: “ops…potresti tornare tra 45 minuti? siamo un po’ in ritardo”
malissimo.
i miei 45 minuti li ho passati sulle fredde scale di marmo, lì fuori dal loro appartamento, perché sai, alle sette e cinque non c’è molto da fare, in giro. sia benedetto il puzzle bubble del cellulare aziendale.
malissimo ma almeno albeggia.
ritorno dagli ospiti, saluti e baci, mi regalano pure un panettone!teneri. me ne vado a lavorare con un sole inaspettato, il solito freddo cane ma Firenze è piena di gente che sorride per il sereno.
meglio.
apro la posta al secondo lavoro. c’è una mail che parla di auguri, felicità e spedizioni speranzose. aspetto speranzosa un postino indiano…che indiano non sarà, ma mi porta due regali magici. uno è una cosa che volevo, l’altra una cosa che non avrei mai creduto di ricevere. benedetto amico assurdo, stavolta mi lasci proprio senza parole.
molto bene.
giornata tranquilla, si parla di vestiti da sera per la serata di gala, di opere e pittori…passa il signore che dice che sembro uscita da un Correggio, pranzo in fuga, terzo lavoro.
bene.
e stasera una cena dolce e triste, in cui cercheremo di non pensare a quando me ne andrò via,e al mio dolce roomie che va via ora per troppissimo tempo. mi mancheranno i cruciverba e le chiacchierate notturne, i buonanotte e i buongiorno. mi mancheranno le tue magliette sul termosifone e le briciole sul tavolo.
buonagiornata, qualsiasi essa sia.