It's not easy being a princess – Confessioni di una principessa.


Nuove professioni: il Circo.
5 Ottobre 2009, 19:03
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solo per aggiornarvi sulle mie ultime novità.
ho cominciato a lavorare nella nuova galleria, e ci terrei ad elencarvi brevemente lo staff:

- il mio titolare ha vent’anni, e un’idea decisamente vaga(le) dell’arte
- la sua fidanzata, aka Justine Mattera, aka una texana dagli occhi di ghiaccio, laureata in borsette temo
- il padre del capo, sordo come una campana. potrei raccontargli i peggiori segreti, non percepisce neppure i miei ultrasuoni
-  il pincherino del capo, che ama fuggire per strada in modo da favorirmi l’attività motoria
- la stagista spagnola, poverella, è arrivata nel posto sbagliato e lo pagherà con la vita

ma, sopra a tutto:
- la mamma del capo, aka Loredana Bertè, disfatta da rum & cocaina, oggi è entrata gridando come un’ossessa perché le avevano rubato il Folletto. e non parlo di quel piccolo esserino portafortuna, eh.

partiamo alla grandissima, direi.



If God was one of us.

che amarezza, stasera, mi scorre nelle vene.
un veleno più silenzioso al posto del sangue.
trovarmi in mezzo a una serata a cui non riesco proprio a fare parte, mi ci trascino perché voglio bene ad un’amica, e perché accanto ho Louise che mi dà la carica per fare qualsiasi demenza. però non ci riesco proprio, io mi sento diversa da tutto quell’urlare, quel tirarsi il ghiaccio addosso, quelle frasi ormai scritte sulle pietre delle strade di provincia.
guardo con malinconia un mio spasimante del tempo che fu, che ora giustamente preferisce a me una ragazzina più giovane, vestita peggio, di certo meno principessa. ma più a suo agio, più raggiungibile.

Incontro qualche vecchio compagno delle medie, una coppia mai realizzata che si guarda negli occhi per scrutare nell’altro in cerca delle fiamme di un antico desiderio mai spento. e io me ne sto lì, con quello che fu il più carino, a ricordarci di come eravamo piccoli ed antipatici.
quando gli chiedo cosa faccia, mi dice che si è appena laureato, poi mi prende una mano e mi sussurra Vedi, Elena, siamo diventati ciò che è giusto che siamo. tu hai fatto carriera e lavori in un mondo di ricchi, io ci ho messo 7 anni per finirne 3 di università, lui fa il meccanico e cerca di non pensare a quando era in prigione. non ci siamo sbagliati più di tanto.
Ecco, a me questo finale già scritto fa tanta paura.
Pensare che per lui, per loro, non potevamo che essere altro che questo.

ps. e poi, io lo so perché sono così.
Perché è uno di quei momenti in cui sono felice di non aver condiviso con altri un piccolo progetto folle e fallimentare.
perché mio nonno è morto da un mese e io piango ancora guardando il suo orto.



cattive influenze.

Sono decisamente preoccupata per Louise, impegnata in una missione umanitaria nel Regno Unito. Pare che non me la vogliano lasciare a casa perché la suina (non lei, l’influenza) si sta propagando troppo velocemente tra i turisti.
posto che io – da brava ipocondriaca – ritengo che i suoi sintomi inlfuenzali siano da attribuire alle gavettonate notturne piuttosto che a un virus, in ogni caso oggi in una telefonata l’ho sentita davvero abbattuta, e ha concluso dicendomi: Prendi informazioni, per favore.

Ovviamente per vederci chiaro ho telefonato al Ministero della Salute, e dopo essere stata in attesa a ballare una musichina fastidiosa circa mezz’ora, l’illuminante consiglio è stato: “Viaggia con Alitalia? no, vabbè, figurati se fanno i controlli”.

Ora mi sento davvero più tranquilla.
Morale della favola: Louise, mia amata, vedrai che torni e non sei neppure malata, solo scema se vuoi.
se ti fanno problemi con la suina, fai così: travestiti.

porco cane



progetto Mata Hari.
27 Luglio 2009, 16:04
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oggi presa da noia indicibile mi sono iscritta a Twitter. non serve veramente a niente se non a colmare istanti di noia, quel sito.
però ho scoperto che posso linkarlo qui sul blog e l’avevo pure fatto (superando le mie barriere da nerd, mi sono pure messa a leggere un forum per capire come si facesse).

poi ci ho pensato…non posso.
cioè, su quel sito appaiono i miei dati veri. che riportano a questo blog.
e io lo so che i miei lettori sanno chi sono, ma altri lettori è decisamente meglio che non se lo immaginino pure. :)



nightmare.
26 Luglio 2009, 09:56
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niente, dopo due settimane continuo a fare sogni stranissimi.
Forse dovrei prendere provvedimenti, in effetti.
c’è da dire che ieri dopo un aperitivo tra principesse con il Club delle Prime Mogli (fiorentine), una birra diversamente eterosessuale in centro, una gita in stazione a raccattare Luigi più nevrotica che mai per la partenza, un lieve inconveniente con il gatto che ha pensato di segnare il territorio nella valigia del mio amico, l’incubo di un taxi prenotato per le 5:40 e di un’amica incompetente che doveva intraprendere un viaggio quasi mitologico, gli estremi per non stare bene c’erano proprio tutti. Dimenticavo, a Milano c’erano 45 gradi al buio.

detto questo, mi sono sognata una Luigi 1.0, di quelle che hanno le notti d’amore con i vecchi bavosi; eravamo sulla sua Clio in un posto di collina, pieno di curve, e lei parcheggiava a un certo punto e mi lasciava in macchina come uno di quei cagnolini negli autogrill, un dito di finestrino tirato giù, freno a mano tirato, e se ne andava col vecchio.
io rimanevo lì e ben presto mi rendevo conto che il freno a mano poteva ben poco con la pendenza del terreno, e che il mio lento declino per la pianura era inesorabile. ovviamente, Luigi non mi aveva lasciato le chiavi, quindi ideona: faccio scendere in folle la macchina fino al primo spiazzo e la fermo rischiando un testacoda col freno a mano. roba che Mcgayver mi fa ‘na sega.
dopo tempo x, torna Luigi, mi racconta che l’uscita non le è piaciuta, e il vecchio l’ha portata a bere champagne in un night club; ripartiamo e incontriamo Chiarina e Silviette in macchina (casi della vita, chi incontri in una strada di collina di notte se non le tue amiche?), le quali si fermano in mezzo alla strada per avere un resoconto in direttissima della serata.
finiamo il sogno cianciando amabilmente come delle giostraie in mezzo al nulla.

dopo questo sogno, ho preferito passare il resto della notte in bianco.



ecco, con un inizio così ho già paura.
17 Luglio 2009, 07:29
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Ginevra: pecore si uccidono per un temporale

Un centinaio di ovini sono precipitati nel vuoto sull’Alpe Lumpegna, nel cantone est dei Grigioni. Colti dal panico dopo un fulmine, sono caduti in un burrone di oltre 40 metri. I corpi sono stati recuperati con un elicottero.

City, 17 luglio

 



big fish.
14 Luglio 2009, 15:53
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non scriverò post su mio nonno, non penso.
perchè oggi, gli ho già detto tutto.
però sono felice, davvero.
è stata una festa meravigliosa, lui si sarebbe divertito tanto.
era pieno di gente assiepata ovunque, incuranti del caldo, pronti a fare un brindisi insieme a lui.
e io, stretta nelle mie meravigliose amiche, sono sicura di aver intravisto, tra tutta quella gente, persino le tue gemelle siamesi coreane, il gigante e la bambina che rubava le scarpe.

ciao, nonno.



per ora, solo questo.
11 Luglio 2009, 20:22
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Stop all the clocks, cut off the telephone,
Prevent he dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.
Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling on the sky the message He Is Dead,
Put crêpe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.
He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last for ever: I was wrong.
The stars are not wanted now: put out every one;
Pack up the moon and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood;
For nothing now can ever come to any good.

W.H.Auden, Funeral blues



Amused to death.

oggi è uno di quesi giorni in cui vorrei buttare via tutto.
in cui non so se valga la pena pagare questo prezzo per i sogni.
uno di quei giorni in cui tutto è maledettamente difficile.

Le gallerie del treno MilanoFirenze mi inghiottiscono per poi risputarmi fuori.
Lampi di luce resi vani da blocchi di buio.

E il pensiero di dover cambiare tutto di nuovo.
Di trovarti d’un tratto, a ventisei anni, a dire addio al lavoro dei tuoi sogni.
Perché sei la persona giusta, ma al momento sbagliato.
E questo fa terribilmente male, come quando succede con le storie d’amore.
Oggi è un giorno in cui vorrei un fidanzato che mi dicesse Resta qui.
E invece non ho nessuno, nessuno che mi fermi.
Ho due genitori speciali che mi dicono Qualsiasi cosa farai, sarà la cosa giusta.
Ho amici fantastici che oggi sono rimasti senza fiato davanti ad una mia sorpresa.
Ho un ragazzo carino che potrebbe essere il ragazzo che oggi al telefono mi ha detto Sono felice, se torni, un altro che mi ha chiesto dolcemente di rimanere.

Oggi, soprattutto, ho voglia di scrivere una vita nuova.

Ps. tra i tuoi ruoli, di certo c’è quello di avermi consigliato alcune tra le canzoni più giuste che conosco.
Oggi mi è tornata in mente questa.
Non mi piaceva, ti dissi, tu mi risposi di ascoltarla quando non ne potevo più.
Ora la capisco.



talkin’bout revolution.

ieri notte ho parlato a lungo di rivoluzione.
di rivoluzioni del cuore.
e a un certo punto, ho finito le domande.
ma non le risposte, perché le risposte quelle sono pronte a sorprenderti, quando ti soffermi un po’ su di esse.

e in realtà, ecco,
poche parole solo per dirti: il tuo ruolo è questo.
questo che sta nascosto dietro ai miei post un po’ amari, un po’ dolci, un po’ cinematografici.

il mio ruolo invece, è di ballare sotto le stelle, stanotte,
ascoltando una musica un po’ più lontana di quella che sentono gli altri.
ballando come se fossi da sola al mondo, lì io sarò serena.
e di camminare tra i sogni, inseguendo il mio streben.



All we got is tonight that is right till first light.