It's not easy being a princess – Confessioni di una principessa.


The Great Beyond.

Ieri sera le puttanazze hanno festeggiato la loro personalissima Alba dei Morti Dementi. Louise – che vuole sempre primeggiare – si era messa avanti albeggiando già venerdì notte, persa in una macchina profumata di viole e dolci dipendenze. Risultato: un cuore pieno di gioia, una faccia da zombie. bellissima.
In compenso, la Paolita, decisa a vincere il Premio Bricolage 2009 aveva preso sul serio la mia idea di lapidarci, e aveva costruito 4 cippi di gommapiuma, tutti personalizzati con epitaffi demenziali e tragicamente verosimili che le nostre menti diaboliche avevano ideato. Completa lo staff Luigi, giovanissima, che si presenta in pantacollant stampa jeans e alla star lucide da rapper anni Novanta.

Divine.

Ci mettiamo circa un’ora per partire perché ogni cinque secondi veniamo colpite da crisi di riso isterico, io comincio a piangere e mi cola tutto il trucco che la nostra visagiste Silviette tenta ogni volta di ristrutturare. in calce, la Chiarina che senza troppa fatica si veste da vedova inconsolabile, lanciandosi addosso fiumi di lacrime artificiali.

Di tutto ciò che in seguito è successo, credo sarà il milione di foto che ci è stato fatto a parlare per noi. Mi limito a stilare la top ten:

10.  Ci fermiamo in farmacia per prendere del sedativo per l’iperattività di Luigi e un Moment per l’emicrania di Louise. La vedova scende per fare una foto ad una Skoda con quattro lapidi, e le si affianca una macchina. non una macchina qualsiasi, però. una monovolume, la famosa e già citata in avventure passate monovolume con otto negri! delirio di riso e presagio funesto.

9. arriviamo al festone nel tendone da circo, passando per il famoso filare di pioppi in cui una volta venimmo – per sbaglio, purtroppo, condotte da un demente che sosteneva di sapere la strada.

8. Creiamo delirio alla festa, muovendoci in pista come quattro Teletubbies, fermate ogni due minuti da ragazze che vogliono fare foto con noi e ragazzi che si toccano le palle, un po’ per scaramanzia, un po’per eccitazione,credo.

7. Luigi in attesa al bagno si spazientisce, va nella fila degli uomini, guarda i ragazzi e dice loro “Insomma, vedete? c’è scritto Luigi. sono un uomo, passo io!”. mutismo e gente incredula, fa la pipì in due minuti e noi in venticinque.

6. Progettiamo di nasconderci immobili in un campo per poi fare gli attacconi alla gente, in pieno stile cimitero vivente. Poi pensiamo di riproporre la gag anche per Ognissanti, nei cimiteri veri, per vedere se siamo davvero credibili.

5. Come da copione, ci mettiamo due ore per prendere i vodkabenzina, la Vedova nera diventa scorrettissima, passa davanti a tutti, sfruttando la mia lapide come scudo protettivo. questo non ci salva da manette, scomodo personaggio abitante delle biblioteche universitarie, di quelli pesanti che non dovrebbero ricordarsi di te. e invece lo fanno,sempre.

4. al ritorno, fameliche, andiamo ad ucciderci definitivamente da Alberga. Perdiamo l’uso della bocca nel vano tentativo di abboccare una stria rovente, Luigi discute con il vecchio bestemmiatore, la Paolita abborda un minorenne a cui dà lezioni fino a tarda sera.

3. questo punto rimarrà criptico, ma tu, Louise, lo capirai. quello che è successo nella tua Skoda, ieri, ci ha unito tantissimo. non credevo fosse possibile raggiungere un’intimità tale, nella vita. Sono felice che fossi al mio fianco. Ovviamente, parlo di quello che è successo quando eravamo ancora in due, in macchina.

2. sotto casa mia, c’è una macchina in più. una macchina di quelle che vedi e ti scappa un sorriso, mentre conti i cerchioni che mancano. o meglio, quelli che rimangono.

1. l’ultimo punto è una canzone, l’abbiamo ascoltata ieri sera. ha un testo bellissimo, solo ora me ne rendo conto. parla di come sia bello, ogni tanto, chiudere semplicemente gli occhi, e sentirsi con le ali ai piedi.
Perché ciò che fa davvero la differenza, non è il sesso, l’amore piuttosto.

And all this talk of time
Talk is fine
And I don’t want to stay around
Why can’t we pantomime, just close our eyes
And sleep sweet dreams
Me and You with wings on our feet.



Cruciverbone.

L’altra sera, dopo aver passato sei ore ripeto SEI all’Ikea con Justine Mattera, guidando una Panda Van che sembrava quella dello Sceriffo di Dallas, sono tornata a casa e volevo soltanto morire. in questa settimana, ho fatto davvero di tutto tranne il mio lavoro, mi sono improvvisata grafica, barman, ho montato gli scopini da cesso. insomma, un’artista completaa, se facessi Amici sarei di certo per il serale.
Comunque, torno a casa e gli altri mi trascinano a un tragico compleanno casual di una nostra amica, una cosa anche carina, piena di gente, le tipiche feste universitarie in casa.
Ecco, io però l’università l’ho finita due anni fa.
Stare a queste feste – benché i miei coinquilini abbiano tutti la mia età – mi fa sentire leggermente fuoriluogo, insomma, loro parlano di esami (e poi cavolo, tutti della stessa facoltà, potrei impazzire!), e io parlo con le patatine e i salatini.
Ma in realtà, quando ormai il peggio pensavamo fosse il fatto che il fidanzato della mia coinquilina fa l’assistente e alla festa c’erano dei suoi studenti, d’un tratto la tragedia ci ha tolto il fiato.
c’era un cruciverbone, lì in mezzo alla sala.
E lì, ho sperato con tutta me stessa due cose.
La prima
Che fosse un ricopiatissimo Bartezzaghi da Settimana Nimmistica, e non una prova di originalità delle padrone di casa (ovviamente, speranze svanite in nulla)
La seconda
Che qualcuno gridasse Ethernit, arrivasse la Bonaccorsi e l’Elia scoppiasse a piangere.

E probabilmente nessuno dei presenti era abbastanza anziano per ricordarsi di tutto ciò :)

piesse. tornando a casa, stretti in macchina, tra una dama (alcolica) e una principessa (vera), niente è più bello, attraversando l’Arno luccicante, di una canzone tra amici.



L’esercito delle dodici scimmie.

Amici, ci sono, eh.

solo che in questa settimana ho fatto un po’ di cosucce, sapete, due traslochi, cambiato lavoro, ripreso in mano e in cuore una città che aveva abbandonato…ecco, mi ero un attimo persa con gli aggiornamenti. Ma visto che è domenica, c’è un caldo improbabile, e io sono a faticare sul pc per un lavoro che devo ancora cominciare, ho deciso che potevo prendermi una pausa.
caffè, musica, e qualche istantanea per voi.

Venerdì la mia natura schifosamente mondana ha avuto la meglio, sono andata all’inaugurazione del locale della Modena Che Conta.
non ho resistito, ho affrontato sudore, gente, imbarazzo e terrore (e terrone, anche), armata della mia Louise e dello staff di Puttanazze quasi al completo. qui di seguito qualche dettaglio in più.

- delirio organizzativo medio modenese “facciamo il tavolo, facciamo la lista, facciamo una doccia”, una serie di chiamate ai caposquadra della nostra serata improbabile. morale: decido io appoggiata da Louise, tanto lo dicono tutti che sono una maledetta volitiva decisionista, almeno che abbiano un motivo per calunniarmi.
- io e Louise che partiamo ovviamente in orario, e arriviamo ovviamente da sole
- il nostro chic bar da calice di vino, al quale ho telefonato per prenotare un tavolo. il tipo mi ha risposto “oh, bisogna vedere se siamo ancora aperti alle 22″. che non si lavori troppo, mi raccomando.
- fatti tre passi, veniamo coinvolte nella rumba di un tragico addio al celibato CON SPOSA PRESENTE. ma perché ? forse perché lo sposo è vestito come l’Ispettore Callaghan.
- un piastrellista (razza da noi notoriamente amata) ci blocca per offrirci da bere. senza pensarci, decidiamo all’unisono di dargli il danno massimo chiedendo due biberon di champagne.
- dal nulla, un tizio ci chiede Ma voi siete di San Michele? omadonna,no. no abiti verdi, no San Michele, no party.
- attendiamo le nostre amichette per un compleanno dolce e improvvisato
- partenza intelligente per la discoteca circa tre ore prima. risultato: zero fila all’ingresso. peccato che i nostri compagni di tavolo arrivino alle 2, trovandoci terribilmente disidratate.
- tavolo presidenziale, noi ci mimetizziamo come gatte tra i rivestimenti leopardati delle poltrone. lì accanto, il luogo dove nacque l’amore tra Louise e Giuseppe
- la solita fauna demente, Max B., Giorgio, il nazista, gente che fa gli auguri di compleanno a Louise (a caso)
- il nostro Pierre che quando arriva ci guarda sconvolto e in preda ad estasi mistica mi chiede Posso assumervi tutte per l’intera stagione?
-
Chry che in vista del nostro giorno dopo è già lì a bere tantissimo
- MDA che ci incontra e inorridito grida Nuo, Nuo, Nuo, loro non le possiamo fermare!
-
i muri sudati, e noi di più
- i nostri Amici di Serie A, che sono venuti a divertirsi tantissimo. o almeno a fumare, tantissimo
- i Belli belli belli del nostro liceo, inseguiti da noi piccole provinciali per anni e ora al nostro tavolo. insomma, sono sempre piccole soddisfazioni
- lo champagnaccio da inaugurazione, servito in flute rigorosamente caldicce
- la bottigliaccia di Havana, che peggiorerà gli incubi notturni già brutti del venerdì post disco
- l’sms del taxi già preparato in anticipo, per evitare erroracci grammaticali
- noi che usciamo, il taxi che non arriva, il Cuggino di Louise che ne ferma uno a caso, Louise che ci si butta dentro. scene d’azione che neanche Steven Seagal può sostenere.
- il radiotaxi che ascolta gli annunci e la mia vocina registrata che squittisce. il taxista cupo si gira e dice Siete voi vero, queste?
-
un frescone che chiama il taxi dicendo come indirizzo Snoopy. chissà se lo è andato a prendere a casa di Schulz.
- noi che arriviamo a casa mia e colte da famona andiamo a mendicare cibo da Alberga
- il vecchio e sempre fine Alberga che tira gnocchini credo del ‘52 abbandonati in giro per il forno bestemmiando contro gli antichi dei
- la tappa all’Obi e io che ho la buona idea di addentare una piadina con la cipolla (chissà poi perché, a me fa schifo la cipolla)
- la nanna, finalmente, con il pensiero tranquillizzante dell’antiacido di Pharma come colazione per il giorno dopo.

è iniziata la stagione, ragazzi.

Piesse. ora che ho finito, vado a risvegliare le dodici scimmiette
che dormono beate sul tappeto di camera mia, ancora da venerdì.



Gemelli diversi.

ieri sera, dopo una domenica strana, in cui mi hanno inventato un’uscita a quattro, dolce e un po’ spaventosa, in cui ho visto The Holy Father mano nella mano con una finta lesbica (a noi piace pensare che lo sia, se dopo una vacanza con due dei greci e Padre Maronno lei ha scelto lui), un caffè mancato, una cena con gli amici d’infanzia, una spirale di cattiverie prenuziali, Louise e io ci siamo date appuntamento sotto casa. Come nelle migliori notti in cui ho atteso un amante, mi sono messa a giocare distrattamente con il pc, cercando interlocutori notturni da ammorbare, ho teso l’orecchio in attesa di quello squillo che significa Scendi, baby, sono scappata fuori chiudendo in silenzio la porta, lasciando il cancelletto accostato.

ci siamo rifugiate in uno dei miei Luoghi dell’amore, trucido parcheggio che ha visto notti meravigliose, altre solo sceme e basta. e lì, dopo un po’ di imbarazzo iniziale ( con un uomo è facile, cominci a baciarlo, ma con Louise ecco, non mi veniva), abbiamo radunato la più alta concentrazione di cazzate e cattiverie credo dopo il Manifesto del Terzo Reich.

ci aspettano giorni memorabili, sorella.
volevo dirtelo.

gemelliUno per uno.



All’improvviso uno sconosciuto.
11 Settembre 2009, 09:20
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Ieri sera sono stata ad uno degli eventi più divini dell’ultimo secolo, la Milano Vogue Night. il paradiso della mondanità, altrimenti detto: un red carpet nel Quadrilatero della Moda, i negozi con djset e deliri di champagne e cocktails per tutti.
torno a casa ebbra e fiera di aver incontrato Massimo Boldi vestito da Sceriffo del West e una Anna Molinari ormai ahimé mummificata, mi corico dopo aver fatto una valigia casuale senza che la mia coinquilina sia ancora ritornata a casa.

Mi alzo stamattina dopo una serie di incubi terribili (io che prendevo un tram su di un ponte in una Londra piovosa, cinque studentesse delle medie a cui facevo lezioni di vita con Cioè come libro di testo),vado in bagno, mi vesto, vedo la porta della coinquilina chiusa (quindi presente), entro in cucina per dedicarmi al solito rito fette biscottate-marmellata-tg5-pc del mattino e in mezzo ad una confusione da accampati senza tetto (scarpe, borse, valigie, sembrava Malpensa), noto un piccolo particolare in più.
 

Un brutto uomo in (brutte) mutandine che dorme sul mio divano.

Ecco, io ieri di certo non ero lucidissima, però:
1 – io non ce l’ho messo, quello
2 – ieri non c’era, quello
3 – ha delle mutande imbarazzanti e dorme rannicchiato come una mummia di gatto, quello.
4 – temo che sia Rhys Ifans, quello. direttamente da Notting Hill.

Morale della favola: sono fuggita lasciando delle mutandine grigie lise su di un brutto corpo a dormire nella mia casina.

nudo



Un Buon Non Ferragosto per Te.

Cari lettori,
dopo forse troppo tempo a grande richiesta tornano le serate delle buone idee di Thelma e Louise!
ieri sera, schiacciate dall’afa e innervosite da un temporale, le vostre amate hanno abbandonato sogni marittimi e se ne sono rimaste a vedere, come dice Vasco, Cosa succede in città.

Qui di seguito uno stringato resoconto degli eventi che furono:
- Louise arriva con le pizze a Villa Pierino, avendo il buon gusto di comprarle là dove lavora una a cui ha rubato il fidanzato che ci prepara delle gustose pizze cotto e diossina
- io e mio padre abbiamo l’ideona di apparecchiare in giardino. risultato: una nuvola nera carica di bestemmie (di mia nonna) ci inzuppa le pizze.
- io vengo assalita da perfidi mosquitos e chiedo di andare nella cueva ed essere nominata o mandata sull’ultima spiaggia
- dopo aver implorato invano le nostre cosce di smettere di sudare, ci rinunciamo ed usciamo lamentando il caldazzo e i piedi gonfi che stringono nelle ballerine moda
- dopo una breve ricognizione, constatiamo il vuoto siderale in città, e ci rifugiamo nel locale di un amante di Louise per rifocillarci un po’
-litigo col cameriere partenopeo che è renitente a farci accomodare nel divano presidenziale dicendo che “in queste sere così non sai mai quanta gente possa arrivare”. Vecchio, dai, al massimo si ferma un pullman di vecchie di ritorno dalla tombola o di pellegrini di Santiago.
- ordiniamo un gasatone per cominciare in maniera sana la serata
- veniamo subito accusate da un amico di essere Un po’ acide. noi? solo perché siamo sedute come due Cerberi all’entrata del locale e freddiamo con una sentenza tutte le coppiette che entrano? naaaa.
- vista la fauna del locale, salutiamo e ce ne andiamo nel nostro posto di malaffare preferito. Lì almeno io ho il mio cameriere che mi molesta e Louise si appassiona a un barista nuovo con una situazione sentimentale ” a puzzle” ( ama pezzi di donne diverse, forse?).
- arrivano le nostre amiche nel pieno della loro voglia di vivere e, venute a conoscenza dei nostri programmi, si defilano in minuti due
- colpita dalla setona, bevo una bottiglia di acqua cassata alla goccia e faccio i rutti per due ore
- un mio fidanzato mi dice che non si può presentare perché è a una sagra, e io sento di amarlo tantissimo. passeremo la vecchiaia a vincere delle piante al gioco dei tappi
- ci  dirigiamo verso il sancta sanctorum del trash cittadino: la discoteca in serata Anni 80
- nell’ordine: il Nazista, il Cameriere Montanaro e un sacco di paura di incontrare i Carrabbibieri, terzi nella triade delle apparizioni più temute
- vengo impezzata da un libraio di provincia, che mi dice che venerdì al concerto mi bacerà (paura). tale uomo ci ferma imponendo su di noi le mani come Giucas Casella e gridando Vi Copro con il mio corpo! peccato che noi capiamo Vi compro con il mio corpo! e gli ridiamo in faccia per dieci minuti
- Louise viene interrogata da un assistente di filosofia a tradimento
- il nostro ultimo (ora ex) desiderio sessuale che balla con Un Treno per Yuma e il Velino, tutti in cerchio, YMCA
- gli uomini con le ciabatte, quelli che non si capacitano della nostra bellezza, Guido e i suoi amici direttamente from Montecchio
- la pioggia e l’effetto serra
- i vodkabenzina
- la necessità di andare a bere l’ultimo da Bob
- noi che inseguiamo Marmotta con il barista figo, e lui che nell’unica occasione in cui dovrebbe impezzarci, ci snobba
- le birracce gelate nella notte e i discorsi sul perché siamo così strane

top three.
al terzo posto, una mia ex collega di pub che si avvicina a me, mi tocca la pancia, mi guarda sorridendo e mi dice Ah non sei incinta.
No, però con un solo sguardo posso garantirti la sterilità, tua e delle tue prossime tre generazioni.
al secondo posto, io e Louise ferme alle 3 di mattina a un semaforo.
lei “vecchia, non ti affianchi a quella macchina di tamarri perché hai paura?”
io, provocata, mi affianco a una terribile Peugeout da cui sporge un braccio tatuato.
nella macchina piena di uomini imbarazzanti, il guidatore ci guarda ed emette un unico suono “Vale?”.
ingrano la marcia in velocità, e Louise riconosce in quel tatuaggio un suo vecchio flirt. ottimo.
infine, al primo posto, uno scambio di sms atto ad assicurarci una sana dose di bevute gratis il prossimo inverno.
in cui, in un colpo solo, riesco a sentire le seguenti frasi:

ci sono i controlli.
la mia casa è impraticabile.
la macchina è calda.

alle quali affermazioni segue, per addolcire, questo pensiero della buonanotte:

però ci voleva un piacevole diversivo.

Secondo me ci voleva più che altro un detersivo, per pulire la casa e controllare che la macchina fosse a posto :)

Buon Non Ferragosto, sorella.




Girls just want to have fun.

oppressa nell’afa del mezzo giorno,
ho voglia di scrivere poche cose casuali.

ho passato due giorni con le mie amiche migliori, a giocare a fare ancora le bambine….senza pensarci troppo su, soltanto noi, lo champagne e un sole abbacinante.
ho nuotato in una piscina di mille colori, in una notte illuminata solo da candele e fuochi d’artificio. e, in qualche istante, mi sono sentita un po’ sola, punzecchiata da un desiderio di innamorarmi di un’idea nuova.

in tutto questo, ho fatto anche cose molto più assurde, tipo avvolgere Louise sbronza miagolante e fradicia in una cerata come Laura Palmer e portarla a casa con il nostro Zio Marty, del quale siamo gli Angeli un po’ sgarruppati, vedere la trasformazione di Luigi da lampada alogena a aragosta, tentare di salvare dall’alcolismo un ragazzo rimbambendolo di Fagolosi, acqua Guizza gassata e chiacchiere, tentare di rimbambirne un altro a suon di mojito per poi commettere su di lui violenza, scavare un intero cocomero per farne una deliziosa bomba di sangria.

e in tutto questo, ho voglia di chiudere con una piccola perla.

Posse (in una camera): “ragazze io prima di dormire leggo un po’”.
Louise (nell’altra): “Leggi? ma ti sei portata un libro?”
Posse: “no no, prima di dormire leggo gli sms“.




Mid summer party.

Carri lettori,

vi scrivo ancora un po’assonnata, con il sedere bello tonico dalla biciclettata di ieri notte, una tazzina di caffè nel tentativo di farmi risalire la pressione.
Lo so, lo so, vi sto un po’ trascurando, ma abbiate pietà. sudo. sono un po’ fiacca. mi sono presa una settimana di vacanza mediatica, da martedì prossimo sarò di nuovo per una settimana al lavoro a divertirmi tantissimo, e vi aggiornerò sui miei ultimi fatti.
per ora vi dico solo: mi preparo ad un weekend davvero difficilissimo. Mi trasferisco con Louise due giorni dalla Posse, nel tentativo di organizzare l’ennesima festa del secolo. e tutto mi dice che ci riusciremo.
è tutto davvero perfetto. ci siamo dimenticati solo un piccolo particolare relativamente alla listga invitati (vero socia?), ma, come si dice, faremo come si può.

Buona mezza estate, lettori.

Ps. I Love You.



Just can’t get enough.

un mio lettore mi ha chiesto Principessa, come mai nei tuoi post c’è sempre un po’ di melanconia? tale osservazione è vera, e lo sarebbe anche per il post che sto per compilare. che dovrebbe finire con un ritorno, sotto la pioggia, con un’ingrata radio che passa Mad world.
invece non lo sarà, perché prima di quella pioggia, e subito dopo, quando l’aria si faceva calma di nuovo, ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare…

..il team delle puttanazze al completo in una tragica pizzeria casual
…i camerieri che si menano per venire a prendere l’ordine
…Luigi che capisce perfettamente il dress code “serata casual” e si presenta con sandali di pelle di schiavo e jeans da un milione di dollari
…la Silviette che ci confida di un nuovo spasimante timida timida
…il team che decide e definisce i particolari della prossima missione. titolo provvisorio: Caccia al borlengo.
..
.Louise che ci delizia con un racconto spettacolare fatto di cene in hotel, pigiamini, mutande lise e malattie improbabili.
…Luigi che dispensa perle di saggezza sottovoce. i tre del tavolo di fianco per sentire meglio si tagliano le orecchie e le gettano direttamente sul nostro tavolo
…la Paolita che arriva trafelata in Pandaccia con tre bambini del centro estivo ancora nel baule
…The Holy Father Maronno che intrattiene piacevoli conversazioni e diabolici piani criminali con Louise
…le passeggiate nel parchetto parlando di amori siriani e vacanze turche
…Marty che arriva rotolando dal bagno di casa
…le anatrine e gli altri improbabili abitanti del parco
…le tavole di consultazione per vedere le stelle
…un vecchio amato amante che fa improbabili piani su un nostro futuro, ormai soltanto suo
…Dj Cat e visone morto
…gli amici di Marty che lo incontrano con noi tre e gli chiedono Ma sono a pagamento, loro tre? no barbone, noi non abbiamo prezzo. forse forse con una Mastercard nera.
…i mojito party che schivi saggiamente (soprattutto dopo aver scoperto chi aveva accettato l’invito)
…le feste in via Lunga e Larga, i racconti del terrore di Louise, Mj from Chichego
…la skoda parcheggiata in un campo (profughi)
…il tendone da circo e le scimmiette da alcool
…la sauna e le crisi di isteria collettiva al bancone
…l’amico Gianni che fa fila per i nostri vodkalemon non sapendo che poi verrà crudelmente scaricato
…Louise che mi indica un suo vecchio flirt, e io che le rispondo è anche un mio vecchio flirt.
…Father M. e i suoi amici con cui partono esilaranti siparietti
…Louise e la sua passione per i robbosi
…l’angolo dei progetti intelligenti: beach volley, laser game, serata lacustre. non ne faremo nessuno, probabilmente. ma solo al pensiero ci divertivamo già tantissimo
…Louise che parte a cercare tabacco nei campi di cotone
…tre ragazze sole in di fianco a un casolare del terrore, e la saggia idea di farsi riaccompagnare
…una Polo per sei e un Serpente che mostra la lingua a Louise

…ecco, so che non capirete niente, di tutto questo.
e probabilmente, non capirete neppure che noi siamo davveri felici.

consiglio per i videoamatori: io volevo postarvi una versione stupenda, del gruppo The Saturdays. maledette incorporazioni bloccate da ingrati.andate a vederle, però.



Memorabilia. asta del 08/05, sessione prima.
10 Maggio 2009, 07:59
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Di seguito la lista dei lotti battuti in asta nella prima sessione.

*Louise che capisce male una frase e mi chiede: “Mimmo il pianista? chi è?”. la frase in questione, a onor di cronaca, era: “il mio bambino?”.

Stima: 1000 – 1500 €. Possibilità di farsi dedicare una sonata.

*Chiarina che mi dice: “in questa settimana ho prodotto dell’hummus!”. Ricky che non capisce e sconvolto la guarda e le dice: “hai prodotto humus? che schifo!”

Stima: 800 – 1000 €. incentivi governativi per chi usa l’humus per cucinare.

*lo spogliarellista con macchina da paparazzo che impazzisce e produce foto (sfuocate) e filmini (hard)

Stima: 500 – 700 € a fotografia

*il giovane ragazzo di fronte a me che timido mi chiede: “scusa, tu che sei un’esperta d’arte…dovrei andare per lavoro a Reggio Calabria, mi diresti per favore che oggetti sono i Bronzi di Riace? no, perché così quando li vedo li riconosco”. Due tazzine, vecchio, sono due tazzine. di vetro, eh.

Stima: 10 – 15 €. in omaggio nella confezione un’enciclopedia e un paio di tazzine con scritto “ricordo di Riace”.

*il Feone dj. impagabile. carichissimo e pronto a far ballare le dieci misere persone presenti alla festa. lui comunque si diverte e alla fine chiede di fare il dj (armato) a vita.

Stima: 500,000 € con possibilità di strip dinamico.

* Luigi di buonumore, con un vestito verde da Ivana Trump che si allunga fino ai piedi come quelli delle Barbie (ma lei ovviamente lo porta giro inguine)

Stima: dipende dal ristorante (se lo fate scegliere a lei o lo scegliete voi).

* la festeggiata che mangia. ride. si diverte. e forse, per qualche ora, si sente pure un po’ amata.

Stima: 1 €. perché in realtà per farla felice non servono i soldi, serve l’affetto.

*il locale mondano che ci aspetta. perché le signorine come noi mica resistono, a un’inaugurazione.

Stima: gratis, viste le convenzioni prese da Louise con il buttafuori.

*chuck norris in campagna elettorale. ora, non poteva che candidarsi per la Lega, uno che è il sosia di Chuck(y). viene, saluta, si mangia una cofana di tortelloni e se ne va dicendo che deve “fare delle firme”.

Stima: 25 € che finge di non dover pagare a cena.

*il mio barista del cuore, di quelli con cui ti diverti a parlare di niente. che dopo ti invita a fare la lotta in macchina. tu rifiuti gentilmente, chiedendoti se sotto quella giacca ci sia nascosta ancora la felpa, però lo ringrazi per averti fatto sorridere con questa immagine greco-romana-sessuale.

Stima: 7 € per un vodkalemon. però poi me ne dà tre omaggio.

* lo Zio Beppe e i vecchi (in senso anagrafico) amici, quelli che vedi sempre volentieri anche se poi mica avete tanto in comune.

Stima: 65 – 70 €. come l’età medie dei tre

*l’ultimo nell’ultimo bar, con il freddo, traballante e stanca sui miei sandali preferiti. gli ultimi inseguitori della notte che si salutano con una birra, noi che facciamo i soliti progetti delle 4 di mattina.

Stima: 30 – 40 €. di antibiotici il giorno dopo, e di antivomito.

top lot: Louise che balla Maracaibo con lo spogliarellista. in un siparietto trash che forse neppure i Vanzina avrebbero il coraggio di imbastire. lei accaldata e imbarazzata, lui probabilmente nei suoi Five minutes of glory.

Stima: non ha prezzo.