Archiviato in: stupidity, thelma & Louise | Tag: amiche vere, Firenze, mondanità, non capodanni, premonizioni, serate tranquille
Da una settimana io e Louise facciamo un countdown per il weekend.
Mica per altro, solo che abbiamo deciso che sarà un fine settimana favoloso.
In breve:
venerdì
Quale miglior modo di cominciare il we con una tragica conferenza in galleria? fino alle 20.30 sarò a farmi rimbambire. ma poi, poi scendono le mie amichette! serata smalto sui piedi, chiacchere, e cupcakes con la glassa rosa. Un po’ Grease, un po’ Club delle Buone Idee. Tale serata sarà ovviamente riservata solo a donne (dentro e/o fuori).
sabato
7.00 – levataccia all’alba. missione: Jimmy Choo per H&M. Dobbiamo avere quelle scarpe e borsette. Dobbiamo. Perciò faremo di tutto per essere nelle 160 prime disperate ad entrare, avendo così diritto al bracciale del potere. il mondo dei sandali fetish sarà finalmente nostro.
10.00 – io lavoro (sigh), le altre si annullano in beauty farm. vita ingiusta.
19.30 – incredibile. un Aperitivo tacco 12. Io amo questa città. e la mia palestra posh che mi propone questi eventi futili e desiderabili. forti dei nostri sandali nuovi, andiamo a farci male già in aperitivo.
22.00 – stimato ritorno a casa. bidet in fretta e furia. reinserimento dei sandali (già tolti perché comunque faranno malissimo). inserimento in abit succinto e scollato. perché ragazze, stasera tavolaccio. e tavolaccio significa Tutte le puttanazze al completo, tutte giovani, tutte cariche. tutte pronte a mondanizzarsi. non so quante ne usciranno vive (io per prima, io soprattutto, visti i funesti presagi e le altrettanto funeste presenze). ma comunque, ragazze, avremo fatto del gran gas (cit).
domenica
colazione col papà, solito colorito verde e occhiale scuro importante. pranzo ancora da definire, ma aperitivo già definito. uh mama. le nostre amiche d’un tratto giovanissime hanno rintracciato un altro luogo mondano con festa annessa, non possiamo fare altro che andare a timbrare il cartellino.
lunedì
fortuna che ho il giorno libero. penso che farò un day hospital in una clinica di disintossicazione.
Archiviato in: fashion, stupidity | Tag: commesse acide, fashion, Firenze, mondanità, oggetti del desiderio, principesse, privacy, regali
Ieri sono andata da Vuitton per comperare un regalo divino di laurea.
Conoscendo la scontrosità verso le donne etero dei commessi, mi sono portata dietro uno dei miei amori diversamente etero per rabbonire la servitù. Niente, questa frociona è stata cattiva lo stesso, dicendo al mio amore grande che No, non può portare una 44, stizzito perché la stessa cintura al mio amore era larga, e a lui stretta. nano truccato che non sei altro!
Finito l’aquisto, mi chiede se voglio inserire i miei dati nella newsletter.
compilo tutto il modulino da brava scolaretta, glielo consegno, inserisce i dati e si blocca.
“Tu ci sei già, schedata“.
ohibò, penso. forse che anche il portamonete finto comprato in Egitto desse questo diritto?
“Ehm, boh”. Simulando l’espressione di una che non può ricordarsi di tutti i posti in cui ha comprato qualcosa.
“Sì sì. non ci possono essere due con il tuo nome, cognome, indirizzo. hai comperato a Bologna!”
Mi sovviene che sì, una volta comprai per commissione una borsetta per un’amica. mi avevano schedato allora.
“Hai comperato una neverfull!”
OMMIODIO.
Lei.
Questa è una crudeltà che non mi merito.
Trattengo una lacrima mentre afferro il pacchetto e corro via.
Piesse.
Per chi non lo sapesse, quella borsa mi fu regalata da uno spasimante, un paio di anni fa.
Dopo una settimana mi disse che accettandola avevo d’ufficio accettato di essere la sua fidanzata.
Io, che non ero interessata ad essere acquistata per così poco (non è neppure pelle vera, diavolo!), rifeci il pacchetto e gliela riconsegnai.
La sogno ancora, nelle notti di luna piena.
Girl power.
Sob.

Archiviato in: stupidity | Tag: cose da sapere, fatica, Firenze, mondanità, serate, unto e bisunto
non so, mi trovo in uno di quegli strani sabati sera a casa.
Ero in realtà partita con slancio mondanissimo, cena tutti fritti con il divino Tommy a casa dello scapolo d’oro di Firenze ma poi, durante la serata, una serie di raccomandazioni mi sono venute a galla d’un colpo:
1 – mai frequentare feste in cui tutti fanno lo stesso mestiere o studiano la stessa materia. nella fattispecie, ho avuto interessanti scambi su medicinali e vermi solitari (entrambi gli argomenti – lo ammetto – mi interessano)
2- mai ingozzarsi di fritto senza sincerarsi di avere qualcosa di gasatone accanto. il Martini Bianco sarà chic ma abbinato a un coccolo fritto è solo incompatibile e basta
3- mai mangiare una melanzana che ribolle senza successo nell’unto da venti minuti, specialmente quando hai visto buttare liquidi a caso nella pastella, e subito dopo la melanzana hai visto impanare e friggere una bustina del tè
4- mai avere la presunzione che lo scapolo d’oro sia single in eterno. lui è sempre un pochino fidanzato, non troppo, specialmente con tragiche ragazzine secche avvolte in maxitshirt di jersey
5- mai dimenticare che sei con un essere divino che capisce la tua insofferenza – fisica e mentale – e ti riporta veloce a casa
6 – mai rifare l’errore, per educazione, di lasciare lì la doggy bag di ciambellone che ti offrono ai saluti finali. domani, quando avrò gettato via tutto l’unto dal mio corpo, mi verrà la famona e avrò tanta voglia di qualcosa di spugnoso ed assorbente
Morale della favola: Lunedì in palestra ho l’appuntamento per il wellness check, in cui comunque sarò bocciata perché grassoccia. almeno che ci vada piena di cose unte e fritte
Archiviato in: stupidity, thelma & Louise | Tag: inaugurazioni, mondanità, non capodanni, party, sciabola per champagne, serate, Thelma e Louise
Amici, ci sono, eh.
solo che in questa settimana ho fatto un po’ di cosucce, sapete, due traslochi, cambiato lavoro, ripreso in mano e in cuore una città che aveva abbandonato…ecco, mi ero un attimo persa con gli aggiornamenti. Ma visto che è domenica, c’è un caldo improbabile, e io sono a faticare sul pc per un lavoro che devo ancora cominciare, ho deciso che potevo prendermi una pausa.
caffè, musica, e qualche istantanea per voi.
Venerdì la mia natura schifosamente mondana ha avuto la meglio, sono andata all’inaugurazione del locale della Modena Che Conta.
non ho resistito, ho affrontato sudore, gente, imbarazzo e terrore (e terrone, anche), armata della mia Louise e dello staff di Puttanazze quasi al completo. qui di seguito qualche dettaglio in più.
- delirio organizzativo medio modenese “facciamo il tavolo, facciamo la lista, facciamo una doccia”, una serie di chiamate ai caposquadra della nostra serata improbabile. morale: decido io appoggiata da Louise, tanto lo dicono tutti che sono una maledetta volitiva decisionista, almeno che abbiano un motivo per calunniarmi.
- io e Louise che partiamo ovviamente in orario, e arriviamo ovviamente da sole
- il nostro chic bar da calice di vino, al quale ho telefonato per prenotare un tavolo. il tipo mi ha risposto “oh, bisogna vedere se siamo ancora aperti alle 22″. che non si lavori troppo, mi raccomando.
- fatti tre passi, veniamo coinvolte nella rumba di un tragico addio al celibato CON SPOSA PRESENTE. ma perché ? forse perché lo sposo è vestito come l’Ispettore Callaghan.
- un piastrellista (razza da noi notoriamente amata) ci blocca per offrirci da bere. senza pensarci, decidiamo all’unisono di dargli il danno massimo chiedendo due biberon di champagne.
- dal nulla, un tizio ci chiede Ma voi siete di San Michele? omadonna,no. no abiti verdi, no San Michele, no party.
- attendiamo le nostre amichette per un compleanno dolce e improvvisato
- partenza intelligente per la discoteca circa tre ore prima. risultato: zero fila all’ingresso. peccato che i nostri compagni di tavolo arrivino alle 2, trovandoci terribilmente disidratate.
- tavolo presidenziale, noi ci mimetizziamo come gatte tra i rivestimenti leopardati delle poltrone. lì accanto, il luogo dove nacque l’amore tra Louise e Giuseppe
- la solita fauna demente, Max B., Giorgio, il nazista, gente che fa gli auguri di compleanno a Louise (a caso)
- il nostro Pierre che quando arriva ci guarda sconvolto e in preda ad estasi mistica mi chiede Posso assumervi tutte per l’intera stagione?
- Chry che in vista del nostro giorno dopo è già lì a bere tantissimo
- MDA che ci incontra e inorridito grida Nuo, Nuo, Nuo, loro non le possiamo fermare!
- i muri sudati, e noi di più
- i nostri Amici di Serie A, che sono venuti a divertirsi tantissimo. o almeno a fumare, tantissimo
- i Belli belli belli del nostro liceo, inseguiti da noi piccole provinciali per anni e ora al nostro tavolo. insomma, sono sempre piccole soddisfazioni
- lo champagnaccio da inaugurazione, servito in flute rigorosamente caldicce
- la bottigliaccia di Havana, che peggiorerà gli incubi notturni già brutti del venerdì post disco
- l’sms del taxi già preparato in anticipo, per evitare erroracci grammaticali
- noi che usciamo, il taxi che non arriva, il Cuggino di Louise che ne ferma uno a caso, Louise che ci si butta dentro. scene d’azione che neanche Steven Seagal può sostenere.
- il radiotaxi che ascolta gli annunci e la mia vocina registrata che squittisce. il taxista cupo si gira e dice Siete voi vero, queste?
- un frescone che chiama il taxi dicendo come indirizzo Snoopy. chissà se lo è andato a prendere a casa di Schulz.
- noi che arriviamo a casa mia e colte da famona andiamo a mendicare cibo da Alberga
- il vecchio e sempre fine Alberga che tira gnocchini credo del ‘52 abbandonati in giro per il forno bestemmiando contro gli antichi dei
- la tappa all’Obi e io che ho la buona idea di addentare una piadina con la cipolla (chissà poi perché, a me fa schifo la cipolla)
- la nanna, finalmente, con il pensiero tranquillizzante dell’antiacido di Pharma come colazione per il giorno dopo.
è iniziata la stagione, ragazzi.
Piesse. ora che ho finito, vado a risvegliare le dodici scimmiette
che dormono beate sul tappeto di camera mia, ancora da venerdì.
Archiviato in: stupidity | Tag: brutti uomini in brutte mutande, Milano, mondanità, party, serate di beneficienza
Ieri sera sono stata ad uno degli eventi più divini dell’ultimo secolo, la Milano Vogue Night. il paradiso della mondanità, altrimenti detto: un red carpet nel Quadrilatero della Moda, i negozi con djset e deliri di champagne e cocktails per tutti.
torno a casa ebbra e fiera di aver incontrato Massimo Boldi vestito da Sceriffo del West e una Anna Molinari ormai ahimé mummificata, mi corico dopo aver fatto una valigia casuale senza che la mia coinquilina sia ancora ritornata a casa.
Mi alzo stamattina dopo una serie di incubi terribili (io che prendevo un tram su di un ponte in una Londra piovosa, cinque studentesse delle medie a cui facevo lezioni di vita con Cioè come libro di testo),vado in bagno, mi vesto, vedo la porta della coinquilina chiusa (quindi presente), entro in cucina per dedicarmi al solito rito fette biscottate-marmellata-tg5-pc del mattino e in mezzo ad una confusione da accampati senza tetto (scarpe, borse, valigie, sembrava Malpensa), noto un piccolo particolare in più.
Un brutto uomo in (brutte) mutandine che dorme sul mio divano.
Ecco, io ieri di certo non ero lucidissima, però:
1 – io non ce l’ho messo, quello
2 – ieri non c’era, quello
3 – ha delle mutande imbarazzanti e dorme rannicchiato come una mummia di gatto, quello.
4 – temo che sia Rhys Ifans, quello. direttamente da Notting Hill.
Morale della favola: sono fuggita lasciando delle mutandine grigie lise su di un brutto corpo a dormire nella mia casina.

Archiviato in: stupidity, thelma & Louise | Tag: le ragazze serie non ci sono più, mondanità, non Ferragosto, party, premonizioni, principesse, serate di beneficienza, Thelma e Louise
Cari lettori,
dopo forse troppo tempo a grande richiesta tornano le serate delle buone idee di Thelma e Louise!
ieri sera, schiacciate dall’afa e innervosite da un temporale, le vostre amate hanno abbandonato sogni marittimi e se ne sono rimaste a vedere, come dice Vasco, Cosa succede in città.
Qui di seguito uno stringato resoconto degli eventi che furono:
- Louise arriva con le pizze a Villa Pierino, avendo il buon gusto di comprarle là dove lavora una a cui ha rubato il fidanzato che ci prepara delle gustose pizze cotto e diossina
- io e mio padre abbiamo l’ideona di apparecchiare in giardino. risultato: una nuvola nera carica di bestemmie (di mia nonna) ci inzuppa le pizze.
- io vengo assalita da perfidi mosquitos e chiedo di andare nella cueva ed essere nominata o mandata sull’ultima spiaggia
- dopo aver implorato invano le nostre cosce di smettere di sudare, ci rinunciamo ed usciamo lamentando il caldazzo e i piedi gonfi che stringono nelle ballerine moda
- dopo una breve ricognizione, constatiamo il vuoto siderale in città, e ci rifugiamo nel locale di un amante di Louise per rifocillarci un po’
-litigo col cameriere partenopeo che è renitente a farci accomodare nel divano presidenziale dicendo che “in queste sere così non sai mai quanta gente possa arrivare”. Vecchio, dai, al massimo si ferma un pullman di vecchie di ritorno dalla tombola o di pellegrini di Santiago.
- ordiniamo un gasatone per cominciare in maniera sana la serata
- veniamo subito accusate da un amico di essere Un po’ acide. noi? solo perché siamo sedute come due Cerberi all’entrata del locale e freddiamo con una sentenza tutte le coppiette che entrano? naaaa.
- vista la fauna del locale, salutiamo e ce ne andiamo nel nostro posto di malaffare preferito. Lì almeno io ho il mio cameriere che mi molesta e Louise si appassiona a un barista nuovo con una situazione sentimentale ” a puzzle” ( ama pezzi di donne diverse, forse?).
- arrivano le nostre amiche nel pieno della loro voglia di vivere e, venute a conoscenza dei nostri programmi, si defilano in minuti due
- colpita dalla setona, bevo una bottiglia di acqua cassata alla goccia e faccio i rutti per due ore
- un mio fidanzato mi dice che non si può presentare perché è a una sagra, e io sento di amarlo tantissimo. passeremo la vecchiaia a vincere delle piante al gioco dei tappi
- ci dirigiamo verso il sancta sanctorum del trash cittadino: la discoteca in serata Anni 80
- nell’ordine: il Nazista, il Cameriere Montanaro e un sacco di paura di incontrare i Carrabbibieri, terzi nella triade delle apparizioni più temute
- vengo impezzata da un libraio di provincia, che mi dice che venerdì al concerto mi bacerà (paura). tale uomo ci ferma imponendo su di noi le mani come Giucas Casella e gridando Vi Copro con il mio corpo! peccato che noi capiamo Vi compro con il mio corpo! e gli ridiamo in faccia per dieci minuti
- Louise viene interrogata da un assistente di filosofia a tradimento
- il nostro ultimo (ora ex) desiderio sessuale che balla con Un Treno per Yuma e il Velino, tutti in cerchio, YMCA
- gli uomini con le ciabatte, quelli che non si capacitano della nostra bellezza, Guido e i suoi amici direttamente from Montecchio
- la pioggia e l’effetto serra
- i vodkabenzina
- la necessità di andare a bere l’ultimo da Bob
- noi che inseguiamo Marmotta con il barista figo, e lui che nell’unica occasione in cui dovrebbe impezzarci, ci snobba
- le birracce gelate nella notte e i discorsi sul perché siamo così strane
top three.
al terzo posto, una mia ex collega di pub che si avvicina a me, mi tocca la pancia, mi guarda sorridendo e mi dice Ah non sei incinta.
No, però con un solo sguardo posso garantirti la sterilità, tua e delle tue prossime tre generazioni.
al secondo posto, io e Louise ferme alle 3 di mattina a un semaforo.
lei “vecchia, non ti affianchi a quella macchina di tamarri perché hai paura?”
io, provocata, mi affianco a una terribile Peugeout da cui sporge un braccio tatuato.
nella macchina piena di uomini imbarazzanti, il guidatore ci guarda ed emette un unico suono “Vale?”.
ingrano la marcia in velocità, e Louise riconosce in quel tatuaggio un suo vecchio flirt. ottimo.
infine, al primo posto, uno scambio di sms atto ad assicurarci una sana dose di bevute gratis il prossimo inverno.
in cui, in un colpo solo, riesco a sentire le seguenti frasi:
ci sono i controlli.
la mia casa è impraticabile.
la macchina è calda.
alle quali affermazioni segue, per addolcire, questo pensiero della buonanotte:
però ci voleva un piacevole diversivo.
Secondo me ci voleva più che altro un detersivo, per pulire la casa e controllare che la macchina fosse a posto
Buon Non Ferragosto, sorella.
Archiviato in: fashion, miscellanea, thelma & Louise | Tag: amiche vere, mid summer party, mondanità, party, principesse, Thelma e Louise
oppressa nell’afa del mezzo giorno,
ho voglia di scrivere poche cose casuali.ho passato due giorni con le mie amiche migliori, a giocare a fare ancora le bambine….senza pensarci troppo su, soltanto noi, lo champagne e un sole abbacinante.
ho nuotato in una piscina di mille colori, in una notte illuminata solo da candele e fuochi d’artificio. e, in qualche istante, mi sono sentita un po’ sola, punzecchiata da un desiderio di innamorarmi di un’idea nuova.
in tutto questo, ho fatto anche cose molto più assurde, tipo avvolgere Louise sbronza miagolante e fradicia in una cerata come Laura Palmer e portarla a casa con il nostro Zio Marty, del quale siamo gli Angeli un po’ sgarruppati, vedere la trasformazione di Luigi da lampada alogena a aragosta, tentare di salvare dall’alcolismo un ragazzo rimbambendolo di Fagolosi, acqua Guizza gassata e chiacchiere, tentare di rimbambirne un altro a suon di mojito per poi commettere su di lui violenza, scavare un intero cocomero per farne una deliziosa bomba di sangria.
e in tutto questo, ho voglia di chiudere con una piccola perla.
Posse (in una camera): “ragazze io prima di dormire leggo un po’”.
Louise (nell’altra): “Leggi? ma ti sei portata un libro?”
Posse: “no no, prima di dormire leggo gli sms“.
Archiviato in: di passaggio, thelma & Louise | Tag: amiche vere, feste in piscina, lavori in corso, marinai, mondanità, party, premonizioni, serate, Thelma e Louise
Carri lettori,
vi scrivo ancora un po’assonnata, con il sedere bello tonico dalla biciclettata di ieri notte, una tazzina di caffè nel tentativo di farmi risalire la pressione.
Lo so, lo so, vi sto un po’ trascurando, ma abbiate pietà. sudo. sono un po’ fiacca. mi sono presa una settimana di vacanza mediatica, da martedì prossimo sarò di nuovo per una settimana al lavoro a divertirmi tantissimo, e vi aggiornerò sui miei ultimi fatti.
per ora vi dico solo: mi preparo ad un weekend davvero difficilissimo. Mi trasferisco con Louise due giorni dalla Posse, nel tentativo di organizzare l’ennesima festa del secolo. e tutto mi dice che ci riusciremo.
è tutto davvero perfetto. ci siamo dimenticati solo un piccolo particolare relativamente alla listga invitati (vero socia?), ma, come si dice, faremo come si può.
Buona mezza estate, lettori.
Ps. I Love You.
Archiviato in: stupidity | Tag: diversamente seri, feste a tema, mondanità, safari, serate
dopo un venerdì carino ma un po’ sottotono causa improvvisa quarantena di Louise, sabato vengo riportata in vita da una proposta delirante: una festa a tema.
chi mi conosce ben sa quanto questo genere di attività mi piaccia, risvegliando in me la parte più demente e fanciullesca; tale effetto però non funziona su nessuna delle altre mie amiche (a parte la già citata Louise, che purtroppo voleva venire vestita da maiale, ma dopo aver scoperto che i maiali nella savana non ci sono è stata esclusa dall’evento). perciò vengo scaricata da tutte le mie compagne di giochi e parto con due uomini rispettabili destinazione festa safari.
qui di seguito i miei appunti di viaggio:
- io entro subito nella parte e vado a comperare un cappello da esploratore, una pistola a pallini e tre serpenti di gomma
- esco con la spiacevole sensazione di essere come al solito l’unica en travesti
- Frank capisce benissimo il tema della serata e si veste da Jack Sparrow
- Alle non viene avvertito del tema della serata e si veste da uno che doveva andare da un’altra parte
- partiamo carichissimi e senza sapere bene dove dobbiamo andare
- durante il viaggio, ricevo in anteprima i Racconti del terrore greco relativi alla loro vacanza a Mykonos. sento cose che noi umani non vorremmo mai sentire, e ricevo minacce di future serate col tavolaccio.
- arriviamo a Faenza e vediamo gente vestita da Dr. Livingstone in giro in bicicletta
- la festa in questione è in una villa fantastica! e sono tutti travestiti. mi innamoro subito di un Masai con il mascherone di legno e di un generale di ventura napoleonico.
- io e Alle spariamo felici sulla folla i nostri pallini: unico momento di tensione, quando io sparo ad un arabo – che probabilmente è un arabo vero – e lui si guarda intorno cattivissimo pronto a farsi esplodere.
- i miei due accompagnatori entrano subito nella pericolosa spirale del VodkaBirra. ragazzi, non è buono, diamine! è il tipico cocktail che rovina due cose buone.
- scatta il goal della serata: entrare in villa e rompere un vaso Ming.
- Alle ha una visione premonitrice e si immagina una vecchia assassina su di una sedia a dondolo, che lo apostrofa dicendo Ti aspettavo, Alessandro.
- Jack Sparrow perde il fegato ma soprattutto la testa e comincia a molestare qualsiasi cosa gli capiti a tiro.
- conosco due francesi che lavorano per Chanel, scopro che non hanno sconti sulle borsette, li scarico con freddezza.
- passo il resto della serata ad inseguire i miei amici entrati in un mood O mi accoppio o muoio. non è facile, credetemi, soprattutto quando finisci le munizioni nella pistola. alla prossima festa mi porterò tre caricatori.
- alle 4 decido che è proprio ora di andare, prevedendo ore difficilissime sulla via del ritorno. minaccio gli altri e sbattendo forte forte gli occhioni convinco Alle. Frank lo convinciamo con una verga di bamboo.
- ovviamente, sono la più sobria e quindi la guidatrice ad interim. buttiamo Frank nel baule e mi metto alla guida, felice di poter prendere in allegria tutti gli autovelox dell’autostrada senza sentirmi troppo in colpa.
- mettiamo 20 € di benzina e subito dopo capiamo di essere stati troppo generosi. decidiamo quindi che come minimo dovremo continuare fino a Parma, per poi tornare indietro col serbatoio vuoto.
- facciamo pausa in autogrill per fare colazione. un cappuccino, un panino allo speck e taaaanta acqua cassata. Frank continua a essere chiuso in macchina privo di vita, temiamo che i vecchini di fianco ai quali abbiamo parcheggiato ci denuncino per sequestro di persona o abbandono di cane.
- continuo a chiedermi perché ci fosse una famiglia con tanto di bambini e suocera in autogrill alle 5.30 e perchè il cane della pubblicità contro l’abbandono sia così brutto e poco simpatico.
- scopro che esistono persone quasi più ciniche e cattive di me, e me ne compiaccio
- ritorno a casa con la ferma decisione di preparare le pesche al limone per il giorno dopo Così mi metto avanti.
per concludere, dialogo delle 5.45.
io: “ma c’è l’alba, Alle!”
lui: “che bello!”
io: “è la nostra prima alba insieme, pensa”
lui: “che romantica…sai già però cosa ti succederà alla prossima alba insieme”.
(per sapere cosa mi succederà, contattatemi privatamente. no perditempo).

Archiviato in: stupidity | Tag: buone idee, CapoDario, feste a tema, mondanità, non capodanni, serate
Mia dolce Louise,
dal momento che tu sei lontana, e il solo pensiero mi offusca la mente e mi riempie gli occhi di lacrime, vorrei almeno in queste pagine lasciarti qualche sorridente istantanea della serata di ieri sera, in cui ti assicuro ho sentito forte il peso della tua mancanza.
vorrei che tu sapessi che…
…ieri pomeriggio siamo stati a fare un aperitivo tranquillo ingozzandoci in uno dei nostri luoghi del peccato, e come sempre mi sono innamorata del barista.
…giovedì ci siamo probabilmente persi la festa del secolo, il CapoDario, ossia una di quelle serate in cui Dario decide di divertirsi tantissimo e si sbronza clamorosamente. ho sentito racconti di esibizionisti, di una cravatta accartocciata, di una gomma dell’acqua usata come nei campi di concentramento. e Dario me lo raccontava bevendo una Fanta, per darti un’idea. qualche ora dopo l’ho ovviamente visto tittare del rum di periferia alla festa.
…non sono stata io ad avere la Buona idea della serata, bensì Bo. ha parlato con noncuranza di una festa a Sorbara, senza darci troppo peso. ma io, io di quella festa più tardi me ne sarei ricordata. e questo avrebbe segnato l’inizio della fine.
…dopo una pizzata liceale, sono ripartita alla volta della città e sono passata ai Giardini a prendere Marty. non mi chiedere cosa c’entri Marty con Alle e Marci, secondo me il Pernilla non ce l’ha neppure, la CocaCola senza Bacardi dentro. comunque, era lì con il solito amico canuto, che per l’occasione aveva comperato una fidanzata sorrentina con la gonna a sbuffo e le perle finte legate come un cappio da impiccato al collo.
…ho rivisto Ali di Gabbiano. per un attimo mi è presa la malinconia di quel garage buio tutto pieno di pois, e quel bagno in cui mai facemmo la pipì sobrie. altri tempi, vecchia mia.
…preso Marty (a cui presto arriverà il regalo più bello del mondo), andiamo alle Piscine. e c’è pure la fila. insomma, in una piazza di spacciatori puoi scegliere se fare la fila con minorenni sbronze o con cassiere della Conad sovraetà. ovviamente scegliamo la prima. non ci fanno entrare perchè siamo anziane, però, ma fortunatamente uno di noi ha l’aggancio minorenne dentro il locale e saltiamo amabilmente la fila. passiamo per la cassa “categorie protette”, anziani donne incinta.
…Ricky arriva su un’audi fiammante. e penso. mondo ingiusto, quando gli abbiamo chiesto di essere solo amiche? esci da questa amicizia.
…dentro la piscina di sono venti minorenni, il tuo compagno di demenze di Fb che finge di fare il dj, due in piscina che giocano a Giochi senza Frontiere, della birra calda.
…capendo che la situazione degenera quando Dario al grido di Per un po’ mi sa che non bevo ordina un Vodkatonic, mi sovviene la Buona Idea: quella festa a Sorbara. Cano accetta a patto che dopo ci si fermi Al forno di Bomporto, ti prego di non dimenticare neppure questo particolare perché tornerà fuori.
…organizzazione macchine: Io, Dario e Marty vs Cano Orny e Bo. siamo una squadra fortissimi.
…arriviamo in mezzo al NULLA e troviamo solo una serie di filari di peri e meli con macchine parcheggiate e nessuno in giro. ovviamente, il pensiero corre veloce… sarà mica il famoso Luna Park dell’amore?
…una ragazza sola e scellerata si avvicina dicendoci: “Anche voi qui per la festa? a me hanno detto di scendere e seguire la musica”. sì, bella, però la festa poi te la fanno loro.
…Bo si tuffa dall’altra parte di un canale rischiando di pestare una nutria.
…attraversiamo un campo di alberi mostruosi in cui pesto cose buie e bagnaticce, stretta a Marty e bestemmiando in silenzio. d’un tratto, ci appare La Casa.
…il luogo della festa era una rimessa per trattori e botti d’aceto. come dire, Bo stesso ha avuto paura.
…c’era gente travestita da Halloween. chissà perché. sono stata calpestata da un marinaio con una ciambella salvagente. però è giusto che tu sappia: c’era Lollo vestito con un mix tra un’hawaiana e Jack Sparrow, più la matita agli occhi che da quella festa Anni Ottanta gli è sempre rimasta nel cuore. mi ha baciato e ho avuto un’impronta di un fiore disegnato col rimmel sulla guancia tutta sera.
…non avevano più bicchieri. ho bevuto tre shots di bira dentro i bicchierini da caffè.
…nel bagno ho visto un pennello da barba e del borotalco Roberts. sarà per quel brutto problema di cosce appiccicate?
…c’era un distributore di fumo finto che faceva tanto discoteca. credo poi ci fossero anche distributori di fumo vero con fattezze umane.
…ci siamo divertiti tantissimo finchè la situazione non è degenerata e Dario ha cominciato a mordermi la schiena parlando come Terminator e dicendo “Dario ha bisogno di…”. non era un kleenex, eh.
…usciamo dopo aver visto un ciccione con le braccia corte che sembrava Lucio Dalla mentre balla Attenti al lupo e torniamo a guadare la macchia per arrivare alla momo.
…vedo una stella cadente mentre marty vede una che sta facendo sesso orale in macchina.
…Marty sostiene che la suddetta fosse rumena o nera perché Certe cose le fanno solo loro. Lo smentisco troppo in fretta e me ne pento amaramente quando vedo Dario che tenta di mangiarmi di nuovo la schiena.
…decidiamo di avere l’ultima, grande buona idea e di andare a cercare un forno a Bomporto dove erano stati una notte (lucidi, di sicuro).
…sbagliamo strada e finiamo a fare scuola guida nella zona industriale di Bastiglia.
…arriviamo seguendo fiduciosi l’altro autista, perfettamente padrone della situazione e della strada, finchè lui non entra in una stradina e dice, accostando: “Voi lo sapete dov’è, vero?”
…chiediamo informazioni. a chi, alle 3.40 di mattina?! a uno che stava svuotando un baule di una macchina, quasi sicuramente non la sua. ci dà indicazioni che solo Cano ascolta. ovviamente, Cano non ascolta mai davvero le indicazioni stradali, lo scopriamo con orrore quando ci ritroviamo a Modena.
…andiamo a fae una colazione da sedicenni nella pasticceria dei tamarri.
…in tutto questo, io e Marty balliamo al ritmo del Lambada party, mentre Dario borbottando contro un inspiegabile bruciore di stomaco si tiene calda la pancia con la mia paperina di peluche chiamandola il suo panzerotto.
…dopo una serie indefinita di pizzette unte, mi trascino a casa. prima di rientrare guardo i miei sandalini sudici e penso che forse già che ci siamo potrei direttamente buttare via i piedi.
so che tu, Louise, capirai tutto.
e ti divertirai tantissimo a distanza.
Buon CapoDario, baby.