It's not easy being a princess – Confessioni di una principessa.


I can’t wait for Saturday to begin.

Da una settimana io e Louise facciamo un countdown per il weekend.
Mica per altro, solo che abbiamo deciso che sarà un fine settimana favoloso.
In breve:
venerdì
Quale miglior modo di cominciare il we con una tragica conferenza in galleria? fino alle 20.30 sarò a farmi rimbambire. ma poi, poi scendono le mie amichette! serata smalto sui piedi, chiacchere, e cupcakes con la glassa rosa. Un po’ Grease, un po’ Club delle Buone Idee. Tale serata sarà ovviamente riservata solo a donne (dentro e/o fuori).
sabato
7.00 – levataccia all’alba. missione: Jimmy Choo per H&M. Dobbiamo avere quelle scarpe e borsette. Dobbiamo. Perciò faremo di tutto per essere nelle 160 prime disperate ad entrare, avendo così diritto al bracciale del potere. il mondo dei sandali fetish sarà finalmente nostro.
10.00 – io lavoro (sigh), le altre si annullano in beauty farm. vita ingiusta.
19.30 – incredibile. un Aperitivo tacco 12. Io amo questa città. e la mia palestra posh che mi propone questi eventi futili e desiderabili. forti dei nostri sandali nuovi, andiamo a farci male già in aperitivo.
22.00 – stimato ritorno a casa. bidet in fretta e furia. reinserimento dei sandali (già tolti perché comunque faranno malissimo). inserimento in abit succinto e scollato. perché ragazze, stasera tavolaccio. e tavolaccio significa Tutte le puttanazze al completo, tutte giovani, tutte cariche. tutte pronte a mondanizzarsi. non so quante ne usciranno vive (io per prima, io soprattutto, visti i funesti presagi e le altrettanto funeste presenze). ma comunque, ragazze, avremo fatto del gran gas (cit).
domenica
colazione col papà, solito colorito verde e occhiale scuro importante. pranzo ancora da definire, ma aperitivo già definito. uh mama. le nostre amiche d’un tratto giovanissime hanno rintracciato un altro luogo mondano con festa annessa, non possiamo fare altro che andare a timbrare il cartellino.
lunedì
fortuna che ho il giorno libero. penso che farò un day hospital in una clinica di disintossicazione.

 

 



It was a stormy night.
9 Novembre 2009, 09:46
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Ieri ho cominciato la giornata sbagliando clamorosamente nel puntare la sveglia, e mettendola a mezzanotte invece che a mezzogiorno. risultato: mi sono svegliata all’una, in stato confusionale, nel pieno di una giornata buia e tempestosa.
Io e il mio amore grande ci ritroviamo da soli, in casa, e decidiamo di improvvisare una gita.
Io, lui, un ipod pieno di canzoni, una guida rossa.
E poi Siena, fantastica, misteriosa. Chiusa per turno, quasi, turisti scoraggiati dal tempo e serrande calate.
Un duomo maestoso, un progetto folle. un cielo tempestato di stelle racchiuso tra le pareti di marmo.
Una mostra elegante, di quelle che mi fanno tornare con una fitta la voglia di studiare ancora.
Di immergermi di nuovo nelle avventure di gatti, santi, madonne.
Camminiamo veloci in un’atmosfera spettrale, quasi vampiresca, e ogni angolo è una sorpresa, una minaccia.
Soprattutto, i maledetti gnomi prillatori colpiscono ancora e ogni stradina è in salita, e riporta alla Piazza del Campo.
Torniamo indietro a notte fonda (le 18), e lì una nuova sorpresa.
Perché i fidanzati gay, purtroppo, sanno sempre come farti impazzire, e sentire una principessa.
Una cena delicata, avvolta in mezzo agli affreschi. Impagabile, anche con Karen McKlusky seduta accanto a noi.
E tante parole, sintonizzate sulla stessa frequenza del mondo.

On air, la mia canzone del giorno.



Giudizi universali.

Non amo molto lavorare il sabato mattina, ovviamente.
Per strada camminano tutti più piano, e anche io vorrei indugiare un po’di più tra le coperte. invece solita sveglia, solito orario. Sì, sì, lo so che poi io lunedì dormirò e voi no, però il sabato mattina (specie se non ti sei disfatto il venerdì notte) è un momento che mi mette sempre di buonumore, vorrei godermelo un po’ di più.

Settimana intensa, questa, di cose dette e non dette…almeno due, preziose, non scritte. Perché ho sempre voglia di raccontare tutto, ma ogni tanto qualche segreto me lo coltivo pure io, lo tengo per giustificare i sorrisi immotivati. Sono riuscita a fare un paio di cose a cui tenevo molto. Basta così. Ho parlato tanto con una persona che evidentemente non si è ancora disintossicata da me, e io da lui. Ci rimaniamo sempre un po’ impiastricciati, uno con l’altra, e questo non può funzionare. Ho creato un club nuovo, segretissimo, per me e le mie amiche. in cui dare libero sfogo alle bestie di Satana che sono in noi. Se ci scoprono, come minimo ci denunciano al Tribunale dell’Aja.
Ho consolato un amico dolce e distrutto, consumato da un amore che è un po’ disperazione, un po’ speranza, ma soprattutto tanta amarezza. Spero che abbia capito quanto io tenga a lui, lo spero davvero.

E se tutto questo non è abbastanza, stasera glielo dimostrerò ampliando ulteriormente i confini della mia vergogna personale, e andando a un terribile Fluo Party

giudicare tantissimo.



In quei giorni.
4 Novembre 2009, 11:55
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Ieri sono andata in palestra pervasa da spirito di grande faticatrice.
Arrivo tutta equipaggiata (una volta tanto non mi sono dimenticata niente, sono carica, sono in forma, ho persino una playlist con Shakira, Paris Hilton, Madonna ed altre trashate monoritmiche), entro in spogliatoio per cambiarmi, e lì, lui.

 

Un vecchio nudo che si asciuga i capelli.

Ora, a parte che mi devi spiegare perché ti devi asciugare i capelli nudo nato, questo proprio non mi è chiaro, e fortuna che eri di spalle e ti ho visto solo le chiappe e non il canuto sbrindellone, ma a parte questo…

perché sei qui?

Lui mi dice serafico E’quello degli homini!, io ovviamente non capisco più niente, mi giro su me stessa, mi schianto contro l’armadietto, chiudo gli occhi per non vedere, esco correndo alla cieca e gridando Scusi scusi scusi!, al quale ho come risposta un malizioso A me mica mi dispiace, signorina.
Mi ritrovo fuori in corridoio e veramente per un attimo non so più chi sono e cosa sto facendo (a parte aver appena spiato un vecchio), poi vedo che si avvicina il giovane trainer che mi aveva visto passare.
con il migliore sorriso, mi dice Posso aiutarti? e io, veramente mortificata, gli chiedo dove sia lo spogliatoio delle donne, pensando a questo punto che sia meglio fare la parte di quella che è qui per la prima volta. Lui mi spiega gentilmente che è al piano di sotto, di fianco alla piscina, e allora io esasperata lo guardo, rossa di vergogna, e gli dico Sì ma come dire, io mi sono sempre cambiata qui…
e lui, con un sorriso davvero beffardo, mi spiega l’arcano mistero.

Sai, è che questo spogliatoio, essendo il più ambito, è in multiproprietà. voi potete usarlo 4 giorni alla settimana, ma il martedì e il giovedì è degli uomini. Mi dispiace per l’inconveniente, se ti vedevo passare ti fermavo per dirtelo!

Ora, brutto ammasso di muscoli spaiato di cervello, a parte che te e il tuo collega mi avete visto passare perché non vi fareste sfuggire una ragazza dal campo visivo neanche con un solo occhio cieco, e poi Ma siete scemi?!, non c’è scritto da nessuna parte, è una cosa che si impara con l’esperienza, o ogni giorno quando arrivo devo controllare sul calendario se è Uno di quei giorni?

detto questo, sono scesa a cambiarmi e ho fatto tutto l’allenamento nascosta sotto l’asciugamano per la vergogna :(




Bag Cemetery.

Ieri sono andata da Vuitton per comperare un regalo divino di laurea.
Conoscendo la scontrosità verso le donne etero dei commessi, mi sono portata dietro uno dei miei amori diversamente etero per rabbonire la servitù. Niente, questa frociona è stata cattiva lo stesso, dicendo al mio amore grande che No, non può portare una 44, stizzito perché la stessa cintura al mio amore era larga, e a lui stretta. nano truccato che non sei altro!

Finito l’aquisto, mi chiede se voglio inserire i miei dati nella newsletter.
compilo tutto il modulino da brava scolaretta, glielo consegno, inserisce i dati e si blocca.
“Tu ci sei già, schedata“.
ohibò, penso. forse che anche il portamonete finto comprato in Egitto desse questo diritto?
“Ehm, boh”. Simulando l’espressione di una che non può ricordarsi di tutti i posti in cui ha comprato qualcosa.
“Sì sì. non ci possono essere due con il tuo nome, cognome, indirizzo. hai comperato a Bologna!”
Mi sovviene che sì, una volta comprai per commissione una borsetta per un’amica. mi avevano schedato allora.
“Hai comperato una neverfull!”

OMMIODIO.
Lei.
Questa è una crudeltà che non mi merito.
Trattengo una lacrima mentre afferro il pacchetto e corro via.

Piesse.
Per chi non lo sapesse, quella borsa mi fu regalata da uno spasimante, un paio di anni fa.
Dopo una settimana mi disse che accettandola avevo d’ufficio accettato di essere la sua fidanzata.
Io, che non ero interessata ad essere acquistata per così poco (non è neppure pelle vera, diavolo!), rifeci il pacchetto e gliela riconsegnai.
La sogno ancora, nelle notti di luna piena.
Girl power.
Sob.

borse



Swimming pool.

Oggi ho cominciato ad andare in piscina.
Sono partita piena dei migliori propositi, costumino chic da palestra fica, occhialini fucsia da buonumore, salto il pranzo e mi accontento fiera di un pacchetto di Oro Saiwa finti della Coop, arrivo e mi preparo alla mia performance da sirena.

Fine.

Piesse. Ecco come si sono svolte davvero le cose:
- mi sono resa conto di aver perso la cuffia, me ne hanno prestato una Rossa, che in effetti tirava con il giocatore di polo sul mio costume. Peccato sembrassi un alettone della Ferrari, anche.
- mi fratturo l’alluce contro lo stipite dell’armadietto, ancora prima di partire. bene, così entro con un dito insanguinato che è in perfetto pendant con cuffia e costume.
- mi rendo conto di essere cieca senza lenti né occhiali. bene. cercherò il bagnino a tentoni.
- arrivo alla vasca, seleziono accuratamente la corsia in cui si tocca, tirando su di me le ire di un ciccione che stava nuotando beato nella stessa corsia. entro in acqua, è caldina, molto bene. mi piace già.
- faccio MEZZA VASCA e sono in crisi respiratoria. non parliamo delle condizioni in cui sono arrivata in fondo.
- guardo l’orologio chiedendomi se sia già passata l’ora di nuoto che mi aveva imposto il mio amore grande, e sono passati sette minuti. praticamente, il tempo di una ceretta alle sopracciglia. solo con una percentuale di dolore ben più significativa.
- non so come – probabilmente la forza della vergogna e il bagnino che mi girava intorno come uno squalo – riesco a fare sei vasche. sto per uscire in fuga e vedo una simpatica tavoletta di gomma, rossa come tutto il resto. decido che forse farò meno fatica e le braccia non mi si sviteranno dal tronco, con quella.
- il ciccione in corsia con me fugge mentre sono distratta. in sostituzione, una disabile che nuota molto più spedita di me. benissimo.
- scatta finalmente la mezz’ora, decido che sono stata bravissima, me ne esco. mi concedo una doccia di minuti e minuti (almeno c’è caldo e non consumo la nostra energia bifasica, a casa), mi pettino, mi rivesto, me ne esco il tutto in un’ora.

Esattamente un’ora di piscina, amore grande. Sii fiero di me!

sirenetta



Sette chili in sette giorni.
19 Ottobre 2009, 20:39
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Oggi – giusto per spezzare una giornata terribile, col rientro di entrambi i capi, soliti discorsi dell’assurdo, io che vengo sgridata perché nella mia lista di priorità il red carpet viene dopo le didascalie dei quadri (d’altronde, se stessi organizzando la Notte degli oscar sarebbe tutto più facile) – ho pensato di andarmene in palestra a fare il temibile Uelnes cek (leggasi come si pronuncia).

Sono stata accolta da un signorina finto cordiale che mi ha accompagnato alle Forche Caudine, qui nella veste di misura della massa grassa con successivi Test di preparazione atletica. Ora, io alle medie quando all’inizio dell’anno si facevano quei test mi davo malata per sicurezza per tutto settembre, accettando di buon grado di essere messa a tavolino nel gruppo dei paraplegici, o in alternativa mi inventavo allergie alle graminacee invernali (le famose graminacee conifere, quelle sempreverdi), quindi al solo pensiero di dovermi rimettere in discussione atletica già mi veniva da piangere.
Tutto questo, unito alla misurazione della mia ciccia, ecco, era proprio quello che ci voleva. Dall’agitazione mi è venuto anche un terribile brufolo sul viso, il secondo in 26 anni, proprio ora, così da farle pensare Si vede che ha una brutta alimentazione, le vengono pure i brufoli. Mannaggia.
La seguo mesta in mezzo a cinquantenni che ballano il flamenco, e mi infilo mogia sullo strumento di tortura adiposa.
Risultato: 0, 6 di grasso in più.
0.6, cazzo.
è una cifra che fa preoccupare soltanto sull’etilometro, e basta.
E io che già pensavo di dover chiedere gli ecoincentivi per la rottamazione.

Poi vabbè, nei test sono risultata brillantemente insufficiente, e ho provocato risolini dei due allenatori evidentemente appena usciti dall’ISEF che guardavano una ragazza affaticarsi mortalmente per spostare venti kg di pesi. Però intanto ho scoperto di dover soltanto togliere meno di un’unità di ciccia per essere ancora più perfetta.

Piesse. Ovviamente per fare bella figura mi sono impegnata oltre le mie capacità e domani avrò la mobilità di Frankenstein (Junior).
igor



Antidoti.
17 Ottobre 2009, 23:09
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non so, mi trovo in uno di quegli strani sabati sera a casa.
Ero in realtà partita con slancio mondanissimo, cena tutti fritti con il divino Tommy a casa dello scapolo d’oro di Firenze ma poi, durante la serata, una serie di raccomandazioni mi sono venute a galla d’un colpo:

1 – mai frequentare feste in cui tutti fanno lo stesso mestiere o studiano la stessa materia. nella fattispecie, ho avuto interessanti scambi su medicinali e vermi solitari (entrambi gli argomenti – lo ammetto – mi interessano)
2- mai ingozzarsi di fritto senza sincerarsi di avere qualcosa di gasatone accanto. il Martini Bianco sarà chic ma abbinato a un coccolo fritto è solo incompatibile e basta
3- mai mangiare una melanzana che ribolle senza successo nell’unto da venti minuti, specialmente quando hai visto buttare liquidi a caso nella pastella, e subito dopo la melanzana hai visto impanare e friggere una bustina del tè
4- mai avere la presunzione che lo scapolo d’oro sia single in eterno. lui è sempre un pochino fidanzato, non troppo, specialmente con tragiche ragazzine secche avvolte in maxitshirt di jersey
5- mai dimenticare che sei con un essere divino che capisce la tua insofferenza – fisica e mentale – e ti riporta veloce a casa
6 – mai rifare l’errore, per educazione, di lasciare lì la doggy bag di ciambellone che ti offrono ai saluti finali. domani, quando avrò gettato via tutto l’unto dal mio corpo, mi verrà la famona e avrò tanta voglia di qualcosa di spugnoso ed assorbente

Morale della favola: Lunedì in palestra ho l’appuntamento per il wellness check, in cui comunque sarò bocciata perché grassoccia. almeno che ci vada piena di cose unte e fritte :)



Cruciverbone.

L’altra sera, dopo aver passato sei ore ripeto SEI all’Ikea con Justine Mattera, guidando una Panda Van che sembrava quella dello Sceriffo di Dallas, sono tornata a casa e volevo soltanto morire. in questa settimana, ho fatto davvero di tutto tranne il mio lavoro, mi sono improvvisata grafica, barman, ho montato gli scopini da cesso. insomma, un’artista completaa, se facessi Amici sarei di certo per il serale.
Comunque, torno a casa e gli altri mi trascinano a un tragico compleanno casual di una nostra amica, una cosa anche carina, piena di gente, le tipiche feste universitarie in casa.
Ecco, io però l’università l’ho finita due anni fa.
Stare a queste feste – benché i miei coinquilini abbiano tutti la mia età – mi fa sentire leggermente fuoriluogo, insomma, loro parlano di esami (e poi cavolo, tutti della stessa facoltà, potrei impazzire!), e io parlo con le patatine e i salatini.
Ma in realtà, quando ormai il peggio pensavamo fosse il fatto che il fidanzato della mia coinquilina fa l’assistente e alla festa c’erano dei suoi studenti, d’un tratto la tragedia ci ha tolto il fiato.
c’era un cruciverbone, lì in mezzo alla sala.
E lì, ho sperato con tutta me stessa due cose.
La prima
Che fosse un ricopiatissimo Bartezzaghi da Settimana Nimmistica, e non una prova di originalità delle padrone di casa (ovviamente, speranze svanite in nulla)
La seconda
Che qualcuno gridasse Ethernit, arrivasse la Bonaccorsi e l’Elia scoppiasse a piangere.

E probabilmente nessuno dei presenti era abbastanza anziano per ricordarsi di tutto ciò :)

piesse. tornando a casa, stretti in macchina, tra una dama (alcolica) e una principessa (vera), niente è più bello, attraversando l’Arno luccicante, di una canzone tra amici.



Patto con il diavolo.

il programma Vita migliore, ora che ho scaricato l’applicazione stipendio, gira alla grandissima.
In realtà non ho ancora un contratto, ma sono profondamente fiduciosa, visto il livello di necessità che la galleria mostra di avere nei miei confronti. oggi Justine Mattera mi ha adottato dicendomi anche “Quando verrai negli USA, il Texas sarà la tua casa!”.
ho perciò deciso di darmi un tono e di iscrivermi in palestra.
non in una palestra, bensì la palestra.
un paradiso high tech, con signorine profumate che regalano ampi sorrisi, una piscina fantastica a vetri che mi ricorda tanti film dell’orrore (c’è sempre la protagonista che nuota da solo e un assassino senza faccia che attenta alla di lei persona), un centro benessere e soprattutto una super convenzione legata al nome del mio titolare (tipo dico il suo nome e funziona come Apriti Sesamo!, arriva un comitato d’accoglienza che neanche da Tiffany se entri a fare razzia di braccialetti e orecchini).
oggi avevo il mio appuntamento con la responsabile reclute, una secca avvitata in un tubino con un trucco simile ai Kiss, che dopo un giro per quei posti fantastici mi ha portato in ufficio.
lì, le rivelazioni dell’orrore:
- il primo giorno ti fanno un check per vedere i tuoi difetti fisici. cazzo, mi bocciano ancora prima di cominciare.
- deve essere per me prioritario volermi più bene, e vivere per quello. con la testa annuivo e con la mente pensavo ai tavolacci del sabato sera.
- il mensile costa come una Panda…per i comuni mortali, io in vista della convenzione spendo come uno specchietto (della Porsche).

finito l’interrogatorio, mi ha guardato negli occhi e mi ha chiesto:
Ma tu, tu, quanto saresti disposta a spendere per il tuo corpo?
ecco, come dire.
io so quando posso chiedere, al massimo :)