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mio nonno sta molto male. dopo giorni, ora forse bisogna avere il coraggio di dirlo.
prima di entrare in una sala da cui non so neppure se uscirà mai, mi ha detto due cose.
la prima è stata: “Quando ieri ho detto al dottore che forse era meglio operarmi, stavo solo facendo una battuta”.
la seconda invece: “Al mondo c’è sempre qualcosa da imparare”.
che dire, dico io.
e mi rispondo: nellla vita non bisogna mai smettere di divertirsi e stupirsi.
e tutto il resto, francamente, ora non mi interessa.
voglio rimanere ancora con il fiato sospeso, per un altro po’.
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dunque, è tempo immemorabile che non scrivo.
ma questi giorni hanno avuto un ritmo che neppure io riesco a sostenere.
e stamattina, dopo essermi alzata tardi, stiracchiandomi come un micio, mi sono finalmente concessa di rallentare un po’. di bere una tazza di tè senza doverlo per forza mettere a raffreddare fuori dalla finestra, di rimanere in tuta e felpone senza dover per forza avere relazioni sociali. ho tempo di pensare a cosa fare domani, al mio viaggio di decompressione.
andrò a vedere tanti cimiteri e farò tante foto, e poi voglio mettere di buonumore le mie amiche. ne hanno bisogno, e io ne ho voglia. racconterò loro un po’ di miei avventure fantastiche.
parlerò loro dell’immensa tristezza che si percepisce di notte sulla terrazza Michelangelo, quando guardi una città che sai che non rivivrai per un po’. e vedi le luci di cose un tempo ignote, e nuove strade da percorrere.
parlerò loro della dolce euforia di una serata con i tuoi amici fidati, quelli che ti fanno sentire sempre una principessa…dell’ebbrezza e del sentirsi amati comunque, di un amore che supera l’amore tra uomo e donna, e che ti rende semplicemente bellissima.
parlerò loro di come è strano camminare per una metropoli sottoterra, uscire ed essere travolta da persone che corrono. e del fascino che risiede nell’essere circondata di persone nuove, nel potersi inventare storie e miti su di loro. parlerò della sensazione di soddisfazione che hai quando trovi una casa e pensi Ok sono pronta per ricominciare di nuovo, e del calore che ti riesce a dare un pranzo con una persona amica da poco ma vicina nel cuore. di quelle che ti assicurano che sarai meno sola, da quel giorno in quella nuova vita.
parlerò loro di un pomeriggio pieno di quadri, con un amico da poco amico ma così vicino al cuore. di quanto sia incredibile riuscire a ridere così bene, e a sentirsi tranquilli e sereni. così, senza sapere nulla delle puntate successive.
e da lunedì, tornerò qui e ricomincerò con un nuovo pezzetto di vita.
ma, fino a quel momento, lasciatemi raccontare qualche favola ancora.
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mi sono appena messa a piangere…
e, dopo troppe lacrime, queste sono lacrime di felicità.
on air,
una canzone che magari non significa niente…ma che era qui con me.
l’amore ha bisogno di follia
già troppa questa malinconia che se ci prende non va più via.
ODDIO.
Sono stata invitata a un party di beneficienza in cui è richiesto l’abito lungo.
io al massimo ho un abito che mi sta lungo.
e ora che mi metto? paura.
speriamo che mi vada bene come a questa fortunella