Archiviato in: di passaggio, sentimenti | Tag: flusso di coscienza, marinai, paure, sentimenti, vita, wind of changes
in questi giorni mi è capitato di sentir parlare di cambiamenti.
cambiamenti di lavoro.
mi hanno chiesto di rimanere al lavoro, e di tornare a quello vecchio.
mi hanno entrambi detto rimani per favore, per favore torna.cambiamenti di città.
sono tornata a Firenze in una notte magica, in cui il mio amore grande mi ha regalato un pezzetto di luna. e ho desiderato tantissimo tornare giù, rituffarmi in quel divano e chiudermi in un abbraccio di amici sinceri.
poi però penso a Milano, a quanto c’è qui, a quanto ancora da scoprire.
cambiamenti di umore.
le mie più care amiche sono tristi, per motivi diversi, forse tutte per lo stesso. perché valgono tanto e a volte se lo dimenticano, si fanno trascinare dalle maree invece di cavalcarle. e io vorrei essere lì per dire loro ehi principesse, devo venire lì a ricordarvi chi siete?
cambiamenti di rotta.
di marinai che non si possono voltare indietro, e in sere in cui combattono la solitudine del viaggio con una botte di whisky, si rotolano sotto cieli di stelle inquiete, come loro. a loro va la mia buonanotte, tranquilla, che porti loro la serenità che solo certe albe danno. perchè i turbamenti a volte non servono, basta semplicemente continuare il cammino e ricordarsi dei porti sicuri, quelli che, ovunque andrete, saprete ritrovare nelle notti di luna piena.
Archiviato in: stupidity | Tag: Milano, paure, questa casa non è un albergo, scarpette abbandonate, x files
ecco, nella fattispecie in questa versione della fiaba io sono i Tre orsetti.
ieri rientrando a Milano – con tre fidi amici al seguito – fiera di mostrare a loro la mia reggia nuova, entro in casa al grido di Taaa – da – aaaa e noto che, sebbene tutto sia apparentemente tranquillo e silenzioso, il mio sguardo affinato da anni e anni di Trova le differenze nota un piccolo, insignificante, particolare fuori dal comune.
un paio di scarpe da donna.
Portando io il 30 di scarpe, noto con disgusto che sono un drammatico esempio di campionario numero 37 (e mezzo), pure carine, ma di certo non mie.
ohibò, penso, di fronte agli sguardi allibiti dei miei amici.
…o è arrivata una coinquilina, non ha spostato niente, ma si è magicamente preoccupata di parcheggiare le scarpe sotto il tavolo.
… o c’è seduta la Donna Invisibile, che però ha rubato le scarpe a una comune mortale.
…o c’è un pericoloso maniaco feticista che cerca di mettermi paura.
…o c’è un amante distratto che non si accorse del mio piedino di fata e mi ha fatto recapitare scarpe che non porterò.
no, amici lettori, peggio.
prima di chiamare la polizia ho la brillante idea di contattare il mio coinquilino della scorsa settimana, alias il mio fidanzato pro forma che mi serve per avere la green card e vivere in quell’apartamento posh.
e gli chiedo, preoccupata:
“Scusa sai mica perchè ci sono scarpe da ragazza, qui?”
e la risposta, inquietante, è stata:
“uh, sì, se le sarà dimenticata *** uscendo”.
ora, lascia stare che donne estranee frequentano quelle mura, non è casa solo mia.
ma donne che escono scalze mi fanno sinceramente paura.
Archiviato in: stupidity | Tag: grasso è bello, kitsch, non sono grassa sono soft, volantinaggio
l’altra sera in discoteca mi ha fermato un ragazzo.
“Ciao! sto regalando dei trattamenti omaggio! ti interessa?”
io perplessa come ogni brava consumatrice lo guardo torvo.
“Sì, dai, è gratis e puoi usarlo in tutta Italia, mi dai il numero e poi ti chiamano”
ora, io capisco uno che ti impezza per avere il tuo numero, ma mi immagino che non sia così organizzato da portarsi dietro anche una carpetta da presentatore tv per segnare i contatti.
decido quindi di dargli fiducia.
“Bah, perchè no? fammi vedere il volantino, dai”
Me lo consegna. e lì, su di un brutto volantino greige, si consuma il dramma di un’esistenza intera.
Trattamenti gratuiti anti adiposità.

Saluti dalla vostra Edna.
Archiviato in: sentimenti, thelma & Louise | Tag: Amori Grandi, Firenze, gite, marinai, mondanità, principesse, sentimenti, stelline, Thelma e Louise, viaggi
Primo : Rane Fritte (dalla bocca larga)
venerdì sono arrivata di corsa, come al solito, e ho avuto ben cinque minuti per prepararmi…ho trascinato la mia fidanzata a una cena pittoresca in un ristorantino à coté du Mercatone Uno, in cui abbiamo amabilmente conversato togliendoci le gambine mollicce di una rana fritta dagli incisivi.
a seguire compleanno della nostra piccola figlia, tavolaccio mignon (e mignott) con la compagnia dei biciclettari cocainomani, che sono arrivati al volo canticchiando Sotto questo sole, bello pedalare. Memorabilia: La Silviette che arriva in Ferrari e uno che le chiede Scusa posso metterti incinta?, Leo modena che muore di invidia e le porta a parcheggiare di fronte a una telecamera montata da lui, Louise colpita da una funesta doccia di vodkaredbull e da un ancora più funesto massaggio plantare, un giovin ragazzo che viene DA SOLO per stare un po’ in compagnia, due miei antichi amori che vogliono portarmi contemporaneamente sulla canna della bici.
Secondo : Ostriche e Champagne
sabato le nostre eroine, abbandonate da una serie di amicizie piene di vitalità, partono in modalità gita (set completo telepass, navigatore, cartina, borraccia di acqua cassata) direzione Compleanno Amore Grande. Memorabilia: Le Sacerdotesse di fronte alla stazione che paiono due zingare, Thelma che citofona al Signor Telepass, il caffè nell’autogrill in cui Louise rischiò uno stupro, una serata da Beautiful, l’inferno fatto ad harem di uomini splendidi e gay, Louise che getta le sue ovaie contro Santa Maria Novella, io che non me ne voglio più andare. il ritorno, e discorsi profondi come la notte e splendenti come le stelle. e un pezzo di luna tutto per me.
Dessert: Torta di Compleanno
oggi è il compleanno del mio Nonno Big Fish. e nessuno pareva ricordarsene, io sì. e quando gli ho chiesto se sapesse che giorno era oggi, mi ha risposto Lo so da ieri, che giorno è oggi.
Dai, nonno, che forse forse ce la fai. ci freghi anche stavolta e l’anno prossimo raccogliamo le albicocche insieme.
Contorno: chissà…
Pesci (19 febbraio – 20 marzo)
Nelle prossime settimane avrai più probabilità del solito di raggiungere un delizioso frutto proibito. Naturalmente, puoi lasciarlo dov’è. Puoi fare finta di non vederlo e concentrarti su frutti meno proibiti ma abbastanza gustosi. Oppure puoi avvicinarti furtivamente per vedere se è meno nocivo per la tua salute mentale di quanto lo fosse in passato. Non so qual è la decisione migliore, Pesci. Ti consiglio, però, di non rinunciare alle tue difese e ai tuoi impegni per lanciarti in maniera irresponsabile sul frutto proibito.
Archiviato in: stupidity | Tag: Milano, mondanità, ricordiamoci anche della Charlie's, serate tranquille, Si chiama Michele!, sushi & zanzare
ieri è venuta a trovarmi una mia amichetta, dopo un sacco di tempo che non ci vedevamo. di quelle amichette che non vedi spesso, ma che ti fanno ridere a distanza. e poi, entrambe abbiamo una splendida relazione con altre due amichette sconclusionate come noi. insomma, un torbido gineceo.
nel tentativo di organizzarle una serata carina, questo in sintesi ciò che accadde.
- usciamo vestite come due adolescenti pronte per l’MTV day e ci troviamo a cena con due uomini in giacca e cravatta
-entriamo in un tabacchino sui navigli e incontriamo un bagnino
-vediamo un sit in di stuoie
-lei guarda il cielo cupo e io lo vendo come il colore del tramonto milanese. poi mi parla di quella brutta storia del buon karma e intuisco che non staremo bene
-ci danno il compito di scegliere un posto per la cena e noi scegliamo una birra per l’aperitivo e un tavolo in pendenza
-vediamo la mitica chiatta con il dj set e progettiamo di lanciarci sopra
- decidiamo per un sushi e guadagnamo il tavolo rotondo con il piatto girevole che mi fa tanto Indiana Jones e il tempio maledetto
il buffet giapponese e le zanzare milanesi
- il micro pub e la barista che se ne va per mezz’ora
-Vale che ha l’insana idea di andare in bagno, e io ho la sana idea di scortarla
-le feste di compleanno estemporanee e i tunka che suonano la pianolina Bompiani sul bancone
-le due gocce d’acqua che si tramutano ben presto nella Tempesta Perfetta
-il Confine tra due mondi ( e due birre)
-i Cubalibre sottocosto di cui preferiamo non fidarci
-l’ultimo tram e le piacevoli persone che lo animano
-i progetti del terrore: la cena dei ciechi e il tram vestite anni Trenta
- i racconti di serate assurde
ecco, qui vorrei aprire una piccola parentesi. perché quel maledetto karma ieri ha mietuto l’ennesima vittima. raccontavo di una gag imbarazzante e non riuscivo a ricordarmi un nome. ho persino mandato un sms (inutile) a Luigi ma nemmeno lei. e poi, d’un tratto, il lampo:
Michele.
ecco, e lì devo aver sbagliato qualcosa.
perché praticamente in contemporanea m’è morto il Michele Gecsone.
sarà un caso, o l’ennesima terribile coincidenza?
altro che cena al greco, qui minimo devo andare in pellegrinaggio a Neverland.
ps. Amica, che ridere. Facciamolo più spesso. però prendiamoci delle ferie, il giorno dopo.
pps. appena scopro come si uploadano le foto da questo cellulare spaziale, ti rovino con quella che ti ho fatto stamattina in tram
Archiviato in: di passaggio | Tag: flusso di coscienza, lieto fine, paure, pensieri, principesse, vita
mi è capitato di ricevere notizia dell’ennesimo mio conoscente che si è sposato.
la cosa non ha nulla di strano, in effetti, ho già più di un quarto di secolo ed è normale che le persone intorno a me comincino a definire il loro futuro.
sabato lo stavo giusto definendo a modo mio (comperando uno splendido paio di ballerine di Ferragamo indispensabili per la stagione autunnale), quando ho incontrato una vecchia amica di bambinezza, in giro a fare shopping col fidanzato (abilmente parcheggiato fuori dal negozio, con una sportina di un altro negozio perchè poi non sta bene farsi vedere con le sportine della concorrenza). Si sposerà a breve, lei, e probabilmente quelle ballerine verranno con me, al suo matrimonio.
però non so, rimango un’inguaribile acidella ma a me questi fidanzamenti un po’ abitudinari fanno paura.
mi fanno paura quasi quanto i tragici reportage di vacanze a Marsa Alam o a Sharm, come le pizzate con le suocere, o i rituali della settimana, domenica serie A e GP poi giro in centro, lunedì calcetto, martedì fidanzata, venerdì fuori con gli amici ad affogare in litri di Cocahavana una malinconia per qualcosa che non si può avere.
mi fanno tremendamente paura quei fidanzati che mi cercano il venerdì notte, e poi il sabato escono mesti con la fidanzata grigina.
Louise mi chiedeva Ma secondo te, dopo essere andati a letto con un’altra, con che occhi guardano la loro fidanzata mentre fanno l’amore? ma sono eccitati lo stesso? forse sì, forse no, penso sia più un riflesso automatico, cadenzato, un tergicristalli su di una macchina appannata.
e allora mi chiedo, ma queste principesse, il loro lieto fine, se lo immaginavano proprio così?

questa fotografa è un genio.
Archiviato in: music, stupidity | Tag: canzoni, festival del trash, kitsch, letture impegnate

leggendo stancamente Repubblica, tra uno scandalo politico e una delusione calcistica nazional popolare, ho trovato questo delizioso reportage sulle copertine di album più trash di tutti i tempi mai uscite in Russia.
e mi chiedo, sbigottita: come ho fatto a vivere fino ad ora senza queste perle canore? cioè, guardate i due qui sopra, che in realtà sono la stessa persona solo che quello di destra ha i baffi finti…ma la conchiglia me la danno in dotazione per sentire il disco?
non vedo l’ora di tornare a casa e cominciare un download impazzito di queste hits
Archiviato in: stupidity | Tag: lavoro, mariti perfetti, perle di saggezza, sentimenti
è appena venuto un vecchino, al lavoro.
e mi ha chiesto:
“Signorina, come andiamo a uomini?”
“ehm”
“e a soldi?”
“ehm di nuovo”
tento di deviare questa deprimente conversazione dicendo No vabbè però con la salute andiamo bene, quando poi mi scappa uno starnuto e mi accorgo di essere poco credibile.
quindi mi metto a parlare di traslochi e parcheggi a Milano, lamentandomi della difficoltà di usare una macchina in una metropoli.
lui mi guarda, sorride, e mi dice:
“vuole la soluzione? sposi uno ricco, vecchio e malaticcio. il resto andrà a posto da solo”.
mi prende l’impeto di chiedergli la mano, anche solo per riconoscenza, poi mi sembra un po’ troppo in forma e quindi lascio perdere.
Posso trovare di meglio, secondo me.
Archiviato in: sentimenti | Tag: coup de theatre, marinai, sentimenti, stelline, viaggi
Capitano Logan,
io ti amo.
amo un po’ te e un po’ nessuno, per la precisione.
o, se preferisci, ti amo in un modo tutto mio.
attendo con ansia un tuo manoscritto, recante notizia dei tuoi viaggi per mare, e delle tue imprese ai confini del tuo folle mondo.
sempre tua,
Betelgeuse