It's not easy being a princess – Confessioni di una principessa.


arrivi e partenze.
29 Marzo 2009, 15:27
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ultime ore a casa. tuta, film, papà, pc nuovo. e voglia di correre per i corridoi.
fra poco ripartirò lasciandomi alle spalle il primo weekend di ritorno a casa.
vado verso una stanzina che chiamo già casa, a voce bassa.

questo weekend è stato strano, quasi di passaggio.
in molti istanti mi sono sentita distratta, triste, un po’ fuori fase. non so bene perché. credo sia un problema di alienazione, uno di quei concetti difficili con cui parli solo con poche anime perse come te.
mi è capitato di farlo, un paio di volte, in questi giorni.
e mi sono sentita un po’ meno sola.

vado via portandomi alcune cose meravigliose, con me.
me le appunto qui per non dimenticarle.

1. un pranzo con un’amica che si è seduta e mi ha detto “che bello essere qui con te, che capisci e mi sostieni”. beh, io mi sento davvero importante. per poche, splendide persone.
2. una compleanno a cui non volevo mancare. sono arrivata, stanca e in ritardo, ma con un fiore bianco.  i fidanzati sono sempre perdonati, se hanno dei fiori :)
3. una serata spassosissima, ieri. un’uscita a quattro demenziale, con due coppie improbabili. ma momenti di sano divertimento.
4. una gara di ballo anni Settanta/Ottanta. e, signori, io quando ballo ballo davvero. ho perso litri di liquidi e oggi sono fiacchissima, ma ieri ero una stella danzante.
5. un regalo del mio papà. un pc nuovo nuovo, tutto per me. da persona grande, e seria. con un orologio fatto a pupazzetto sul desktop, per ricordami di essere anche un po’ bambina.
6. un pranzo dalla mamma. che mi ha comperato una camicina e mi ha prodotto tanto cibo. per farmi sentire sempre un po’ a casa.
7. un incontro venerdì sera. con un ragazzo che un tempo mi piacque tanto. che mi ha detto una cosa bellissima, assurda, improbabile. e, anche se certe emozioni col tempo hanno un’eco molto più flebile, fanno comunque vibrare certe corde nascoste.
8. questo preciso istante. in cui mi si è fermato un istante il cuore. e, tornando a battere, l’ho trovato un po’ più caldo.



i tre scrigni.
29 Marzo 2009, 14:53
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qualche sera fa, uscita strana.
mi sono imposta di lasciar perdere il divano, almeno una sera.
sono uscita strana e mi sono trovata in una serata ancora più strana.
protagonisti, un ragazzo e tre ragazze.
il contorno non importa, solo comparse.
ma le tre ragazze, loro importano eccome. importano per lui.

una è una storia recente, che brucia ancora.
le sue parole sottili come le lunghe gambe, gli occhi celesti velati di amarezza.

la seconda è una ragazza del passato, ora di nuovo nel presente.
parole gentili ma apprensive, occhi scuri velati di speranza.

la terza, infine.
lei ha il colore del cielo inglese e il profumo dei tulipani.
occhi grigi velati di pensieri.
lei è stata forse un’occasione che entrambi hanno scelto di perdere.
o una promessa che non hanno ancora deciso di mantenere.
lei, che si fa abbracciare solo dalla brezza della notte,
e che ha voglia di mettere in circolo il suo amore.



il cielo in una stanza.
22 Marzo 2009, 17:55
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stamattina sono andata a salutare la terra.
al cimitero monumentale, a camminare tra le tombe di gente che fu. in preda a un’ansia diffusa, l’ansia di non riuscirci. ho fatto un cambiamento troppo grosso e ora ho paura, forse è ora che lo ammetta. prima quando avevo una giornata di lavoro difficile, tornavo a casa e piangevo abbacciata a Michel, sul divano. e il mondo non mi faceva più paura. ora torno dopo otto ore frenetiche e trovo una cotoletta e un minestrone, ad aspettarmi. mi rinchiudo nella stanzetta, mi trascino le porte della vita dietro alle spalle e mi spengo.
mi sono seduta a pensare alla paura. e ho deciso che non mi sarei alzata da quella panchina finchè non mi fosse passata. sono rimasta lì a contare i miei respiri, per un po’.
e poi mi sono detta Basta.
Basta, Elena, basta.
stai frignando per la cosa che più volevi al mondo, non puoi avere la pretesa di trovarla già pronta e cotta. le cene migliori sono state quelle che ti hanno fatto sudare tra il supermercato e la cucina, mica quelle precotte. gli amori migliori te li sei conquistata a suon di lacrime, mica sono stati facili. ora hai il tuo futuro radioso davanti e stai qui a crogiolarti. basta.

oggi pomeriggio sono andata a salutare il cielo.
al planetario, perché mi piace. stare lì ad aspettare leggendo un libro, vedere l’eccitazione dei bambini. pensare che poi forse stavolta non ti entusiasmerai così tanto, e invece appena calano le luci senti già i brividi. e capire che certe cose non smetterano mai, di emozioarti. avrai sempre un meraviglioso nodo allo stomaco. le stelle, come certe persone, come certi momenti, sono sempre diverse e bellissime. non te ne puoi stancare.
e oggi, mentre calavano le luci, una canzone ha accompagnato le stelle. e a me è venuto da piangere, un po’.
e da sorridere, un po’. perché la felicità, anche quando te la dimentichi, poi ti frega e ti sorprende. e ha un delizioso modo di stupirti, sempre e comunque.

on air, un cielo di stelle e una canzone sussurrata, al cuore.



tra terra e cielo.
22 Marzo 2009, 09:54
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dopo una settimana, eccomi qui. otto giorni fa, a quest’ora, ero su di una macchina carica di valigie e paure. ora, una stanza illuminata, una tazza di te, un paio di indirizzi da visitare.
un lavoro nuovo, terrorizzante, eccitante. un paio di amici rivisti, il primo ritorno, di sera, in una Milano non così fredda. un weekend passato da sola in mezzo a tanta, tanta gente.
ho ricevuto i primi due, importanti visitatori. ho imparato a non perdermi, a non perdere me stessa.
e oggi, due viaggi.
uno a vedere la terra, al cimitero monumentale.
l’altro, a brillare col cielo, al planetario.
e in mezzo, tutta me stessa.



maledetti traslochi, maledette metropoli.
16 Marzo 2009, 20:15
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Giorno due a Milano.
o meglio, primo risveglio metropolitano.
ieri una serie di disgrazie si è abbattuta sulla vostra beniamina, le chiavi non aprivano la porta del suo castello quindi si è improvvisata in una domenica meneghina all by herself.
mi sono guardata una mostra, comperato un libro e soprattutto, mi sono dedicata a una delle mie passioni nerd, il planetario. e mi sono emozionata davanti a tutte quelle stelle, anche se finte.
oggi la mia casina ha ricevuto i primi due visitatori, un’amica lontana e un amico vicino…primo aperitivo, prima cena fuori. ho scoperto di abitare nel centro del mondo, e mi piace camminare per queste stradine…sono silenziose, eleganti, per nulla frenetiche. ho fatto spesa e ho curato le piante del mio balcone, mi sono un po’ coccolata e ho tentato di curarmi il fisico. insomma, ho cominciato a chiamarla casa.

poi, alla sera, in un letto così grande, mi sento un po’ sola. mi rigiro nella speranza di avere qualcuno da abbracciare. e sublimo con un cuscino fatto a panda.

Good Morning, Milan.



Il triangolo no, non l’avevo considerato.

Dunque, visto che mia moglie lavora oggi ( da brava moglie), anticipo io le notizie salienti circa il nostro venerdì sera.
trascinate dalla sottoscritta nell’ennesima missione di beneficenza,  finiamo catapultate in un locale di quelli che vorremo non dover frequentare, mai.
la comitiva risulta composta da una serie di personaggi di quelli che, visti all’orizzonte, scatenano nelle nostre menti i commenti più velenosi…ovviamente, dopo pochi istanti di telepatia scopriamo che sono nostri compagni di tavolo, e ingoiamo l’amaro boccone (quante volte lo facemmo, in gioventù). in particolare, ricordiamo il Premio Sosia, vinto per la categoria Donne dalla Vocalist in versione vecchia e polemica, per la categoria Maschi da Marmotta con i denti a posto.

la serata procede apparentemente piatta, ci risvegliamo dal torpore soltanto al tintinnio delle caraffe di bira sgasata, quando d’un tratto mia moglie si affoga con un pezzo di salsiccia e lancia un grido strozzato Ommiodio!.
e, all’orizzonte, un suo amante doloroso. con una compagnia ancora più dolorosa, direi (ma, dico, ci seguite? ci seguite? o sono i miei abiti verdi che attirano l’attenzione?).
lo scontro è inevitabile….dopo tre caraffe di bira, d’altronde, la pipì diventa una questione internazionale. passiamo accanto a loro circospette e lui l’agguanta, stringendola con braccia possenti verso di lui ( a proposito, Esci da questo gilet! ), mentre io rimango muta e di cera pericolosamente accanto a colui che poco tempo fa mi collegò per l’ennesima volta alla festa del peccato. Lui mi guarda nascosto goffamente dietro al suo ascot con stampa broccato, poi con falsissima casualità mi rivolge un oh, ciao!. brutto essere velenoso, mi hai visto da circa otto ore, non fingere indifferenza! so cosa hai fatto, o meglio, lo sai tu. saluto con educazione, e intanto mia moglie si affretta a darmi la colpa per la nostra presenza lì mettendomi di fronte all’ex amante.
il dialogo surreale che ne consegue è:

lui “Ah, ciao, io mi chiamo ****”. (dai che lo so, come ti chiami, sei stato oggetto di mille discorsi).
io “Ah, piacere, io Elena”. (sì, facciamo finta di non conoscerci, uscivo con un tuo collega di depravazione).
e lui “Ah, sì Elena ****” (pronunciando il mio cognome con la prontezza di un concorrente di Sarabanda).
io “Come mai conosci il mio cognome?” (ussignur, e chi sei, Giorgio l’investigatore?)
lui “Ehm…no….sai…è un cognome che si ricorda bene“.

dunque, i casi sono due.
o sei fan proprio proprio di un giocatore del Torino di ottocentomila anni fa che portava lo stesso mio cognome, o non mi dici il vero. forse che siamo su di una qualche lista? e non parlo di liste della spesa. né di liste in discoteca.

comunque, vecchio, tu non starai bene, io credo.
Perché tu saprai il mio cognome, ma io potrò sempre canticchiarti una canzoncina.



ricette del giorno.
12 Marzo 2009, 20:39
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c’è un sole sfrontato, stamattina.
mi acceca dal finestrino mentre tento di dormire.
nel cuore spero che questo piccolo viaggio sia l’ultimo, così rapido.
il prossimo sarà di nuovo con una valigia, mentre mi trascino goffa verso una nuova vita.
se ci penso, mi si spezza il fiato.
di nuovo un’altra città, questa volta grandissima e maliziosa.
di nuovo pochi amici, serate racchiusa in una casa piccina piccina, ma tutta per me.
e poi il lavoro, il mio lavoro dei sogni.
una paura fottuta di non essere all’altezza, di non essere abbastanza.

metterò tutto questo in valigia:
- molti sorrisi sinceri, qualcuno un po’ meno
- qualche lacrima, non troppe. un cl o forse più.
- tutti i sogni che ci stanno
- un kg di follia
- 250 gr di razionalità
- saggezza q.b.



wind of changes.
11 Marzo 2009, 18:16
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in questi due giorni ho passato del tempo con due ragazze che non vedevo da parecchio.

Bionda una, mora l’altra. un unico nome, Valentina.
la prima mi ha regalato una serata inaspettata…una serata che era nata con un’attesa diversa, una serata inventata sul momento. io che mi butto in autostrada e parto, poi mi ritrovo con lei a parlare davanti a un aperitivo. rilassato, tranquillo. lei bellissima e sempre dolce, mi fa sentire meno pure il dolore che tengo nascosto in un angolino di cuore.
la seconda, oggi, un caffè improvvisato e tanti, tanti progetti…una ragazza sorridente, felice, se vuoi sconsiderata. ma in una maniera stupenda, incosciente come solo chi crede nei sogni sa essere. e poi un racconto di una piccola fiaba d’amore, vedere che c’è chi trova il coraggio di scrollarsi dalle spalle la polvere e riporre un po’ di fiducia nell’incredibile.

e ieri, guidando nella notte romagnola, stelle fioche come me, due messaggi, due amiche. amiche vere, che rimangono sveglie preoccupate e speranzose. e che sono pronte a ricordarti che tu, poi, sei perfetta così. anche con le tue idee e i tuoi progetti strampalati.  e con i tuoi incontri casuali, brevi, intensi, stupendi.

on air, una canzone da cantare in un pioppeto.



terzo tempo : Carmen?
8 Marzo 2009, 22:02
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partiamo dalla fine.
perché poi ripenso a questi giorni e recupero i file mancanti, danneggiati probabilmente dalle scemenze e dalla tequila.

oggi mi sono alzata inebriata dal profumo dei fiori.
sommersa dagli auguri, e da un cielo sempre più blu.
pranzo con i parenti e due vestiti, da vamp e da zarina.

e poi.
e poi..

le pagelle.
voto 10 : Louise, che mi ha regalato una giornata per me. più radiosa di un sole di giugno, abbiamo passato una splendida serata da fidanzate. niente da capire, lei c’è e sorride sempre. e questo è impagabile.

voto 9: Bubi. che mi ha lanciato un regalo bellissimo nel mio giardino, ed è fuggito in silenzio spavaldo . poi però è tornato, e ha sopportato un giro all’argine con servizio fotografico. e una mascherina con le piume.

voto 8: mio babbo. che diligentemente si è segnato la targa di quello psicopatico che aveva lanciato un regalo nel mio giardino.

voto 10: al nonno, che comunque ci prova. a guarire, a riprendersi.

voto 8: alla mamma. che mi fa ancora le torte da minorenne. e io ne sono felicissima.

voto 10: allo zio produci vestiti e al suo fido topolino.

voto 2: alla pizzeriaccia in cui ci hanno dato 9 euro di moneta di resto. e tre mimose.

voto 1/2: alla cameriera ispanica che guardandoci stupita ci chiede: “Carmen? tu eres Carmen?” No, vecchia, non mi chiamo come la protagonista di una soap messicana. tranquilla.

voto 1: ai tifosi che ci hanno impedito un aperitivo tranquillo blocando il traffico modenese.

voto 10 e lode: semplicemente, a me.

Perché essere felici, per una vita intera
sarebbe quasi insopportabile.
Mario Venuti e Carmen Consoli, Mai come ieri



manic monday.
2 Marzo 2009, 13:00
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dunque, è un po’ di giorni che non so come iniziare un post.

Perché in questo weekend sono successe cose strane, piccole cose, nessuna abbastanza grande forse per meritarsi un post.
però oggi ho ricevuto una mail di un mio amato lettore, che sostiene di leggere al mattino il mio blog con costanza per tenersi aggiornato.
e sabato un altro amato lettore mi ha ricordato che c’è chi legge senza farsi vedere, ma c’è, e ti segue.

quindi mi è venuta voglia di aggiornarvi un po’,su cose casuali.

venerdì sono andata in discoteca da sola. Così, per darmi un tono, sono entrata, ho preso una birra, ho fatto due giri e sono uscita. ho salutato un po’ di ragazzi. meno ragazze, in effetti. mi sono preoccupata e arrabbiata. ma solo perché ero preoccupata.

sabato pomeriggio mi sono fatta coccolare da un amico fidato. a suon di spritz, shopping e pettegolezzi. ho attaccato locandine per una festa dell’imbarazzo che avrà luogo il prossimo we. ho rivisto il mio bellissimo amore Michel, e l’ho baciato fino a consumarlo. alla sera ho partecipato a un compleanno in cui non c’entravo niente. e ho incontrato tre ragazzi, tutti e tre speciali, in modi diversi. uno è un fidanzato di me bambina, camicina uguale e sorriso timido. uno che ti guarderà sempre con gli occhi fatti a cuore, credo. a cui ho voluto proprio bene, un bene vero e puro.
il secondo è un mio futuro marito, promesso da una coppia di miei amici.e mi ha fatto tanto ridere. magari per un motivo scemo, ma ho riso tanto.  il terzo sa già tutto. non ho bisogno di dirgli niente. a parte che, per la settimana, gli mando un po’ di stelline.