Archiviato in: di passaggio, sentimenti | Tag: amiche vere, buoni propositi, fatica, follia, lavori in corso, pensieri
Amici, stasera torno a casa.
e pochi lo sanno.
Torno soprattutto per vendicare.
…Un’amica che anche ieri mi ha scritto mi manchi, e io non ero lì per accompagnarla in una di quelle missioni suicide di cui ogni tanto abbiamo bisogno.
…Un’amica che non sa la verità, perché nessuno gliel’ha spiegata. e sentirla ingenua, e cavalerizza contro perfidi mulini a vento, mi fa arrabbiare.
…Un’amica per cui Questo non è il suo mondo, ma forse non fa abbastanza per capire gli altri, di universi.
…Un ragazzo che mi ha urlato Cristo santo, stupiscimi, una volta! Stupido, sapessi. io prendo un treno per stupirti, stavolta. Ma non mi va, non mi va proprio, di dover pensare di nuovo da capo a cosa dire, cosa fare. Non mi va. io voglio poter dire tutto, voglio contare sempre e comunque sull’affinità intellettuale che dovrebbe unire gli spiriti come noi. Se non posso farlo, non voglio.
…Un’amica che ha bisogno di sentirsi bellissima, proprio ora, che un ex fidanzato crudele la tenta con malizia e perfidia.
Torno per voi, credetemi, e torno cattivissima.
Piesse. Amore grande, ti ho preso in prestito questa canzone. so che capirai.
Archiviato in: stupidity | Tag: lavori in corso, pensieri, statistiche alla mano, to do list, vita
Gag migliore: svegliarsi alle 6 per trascinare le tue amiche da jimmy choo e scoprire che ci sono solo cose bruttissime. ma farlo tutte insieme, ridendo.
Serata migliore: difficile scegliere. L’ultima di Milano, con Otti,Ale e Maxino. in giro per una città che d’un tratto mi apparteneva da sempre. Senza la voglia di andare a letto, quasi a sfidare il tempo che per forza doveva passare.
Concerto migliore: Sarah Jane Morris, un caldo settembre, una piazza a lume di candela.
Dj set migliore: quello del Circo Nero, con il mio fotografo di cuori.
Album migliore: Mellon collie and the infinite sadness, scoperto grazie a un consiglio di un ragazzo a cui avevo spezzato il cuore.
Libro migliore: appena letto, “Che la festa cominci”, Niccolò Ammaniti. per il ricordo di un’assurda festa safari a cui ho partecipato davvero.
Giornata più brutta: Luglio. il nonno Ivo è venuto a sussurrarmi che se ne stava andando.
Serata più brutta: Un addio al nubilato, in Duna, un incontro che è finito con una bufera di vento. Lì ho sentito veramente il rumore del mio cuore che si rompeva. e forse, lì, ho perso le istruzioni per riaggiustarlo.
Giornata più bella: forse, il comple della Posse. un giugno caldo di incontri. noi tutte insieme e felici, con quella foto in cui Luigi sembra un fotomontaggio. e poi rimanere sveglia fino all’alba, e sentire il rumore degli spazzini, rivestirsi in fretta, ridendo piano.
Bresca migliore: Troppe, davvero. Forse, quelle in Duna, appunto, o forse qualche zingarata allo Snoopy. me le ricordo tutte, con un sorriso confuso. Anzi no: la migliore al Meccanò, con il mio amore grande. mamma mia che malone. e quanto divertimento.
Soddisfazione più grande: Sentirsi dire “thank you” da direttori Christie’s sparsi per il mondo, con secoli di esperienza, perché tu hai risolto loro qualche piccolo grande problema.
Delusione più grande: Dover partire da Milano. non riuscire a farmi assumere dove volevo rimanere. e, anche, una telefonata verità, l’aver scoperto di essere stata per un uomo “una qualunque”.
Bazza migliore: i vip pass per Artefiera. e mangiare comodamente adagiata su una Barcelona bianca.
Miglior incontro/conoscenza: Matte, su tutti. il mio fidanzato per corrispondenza, che mai avrei creduto di amare tanto. e poi, al secondo posto, Padre Maronno, di certo. e le mille cose stupide fatte a Milano insieme.
Decisione migliore: Mollare un lavoro sicuro per andare a Milano, a seguire un sogno.
Acquisto migliore:non è un acquisto, bensì un regalo. l’aifon, detto affettuosamente zavaj. Mittente: ovviamente, il papà, il mio pusher di tecnologia ![]()
Propositi 2010: avere una priorità. e, per la prima volta, non importa che sia la carriera.
Un film che descriva il 2009: 500 days of summer. anche solo per la colonna sonora, anche solo per quel modo assurdo di vedere le storie d’amore.
3 canzoni che hanno segnato il 2009: “Dreams – Cramberries”. Era la conclusione della mail più bella del 2009. ma forse, più bella di sempre. e poi, “Freur – Doot Doot”, una canzone incredibile, da brividi. Mi ha fatto da colonna sonora ai pensieri più intensi.e infine, “Just can’t get enough – Depeche mode”, la canzone del buonumore dell’estate.
Cos’hai imparato da quest’anno?: ho imparato che milano, d’estate, è bellissima. e che firenze, se torni dopo mesi come un amante traditore, non te la fa pagare, ti accoglie volentieri. ho anche imparato che la cosa peggiore che può accadere, è lasciare andare le persone senza poterle salvare.
La gag del terrore peggiore: l’americano ubriaco che suona alla nostra porta alle due di notte dicendo “Aprite questo negozio!”
Ipse dixit: “la parola d’ordine è Apocalisse”.
Cos’hai perso: neanche un cellulare, stranamente. ci tenevo a dirlo, arrivata a fine anno
Cos’hai trovato: ho ri -trovato un paio di amiche, perse nelle loro storie da fidanzate rassegnate, a tratti. e le ho ritrovate bellissime, come me le ricordavo.
La grezza più terribile: smettere di limonare con uno dicendogli “scusa,vado a vomitare!” (lo so, è del 2008, ma eravamo alla fine!)
Sms che avresti dovuto mandare: uno in più ai miei genitori, con un semplice ti voglio bene.
Frase dell’anno su msn/facebook: “Vieni a ballare in Pujia!” ripetuto per tutto il mese di Agosto.
Foto dell’anno:
Archiviato in: miscellanea | Tag: buone idee, lavori in corso, pensieri, principesse, serate di beneficienza, sorpresissime, to do list
Cari lettori,
volevo informarvi velocemente che da lunedì partirà ufficialmente la settimana della bontà.
In tale settimana, ho deciso di fare le seguenti cose, sempre e unicamente con il sorriso sulle labbra:
1. andrò in palestra con il mio amore grande, e gli ubbidirò. farò da brava almeno 12 vasche prima di ricordargli che ho i bronchi piccoli e non respiro.
2. cercherò di essere meno stronza da ufficio con la stagista. Alla fine, voglio darle una possibilità. di salvarsi, intendo.
3. passerò tutta la settimana a organizzare una serie di eventi di compleanno per un ragazzo che – ho deciso – se lo merita. di avere una sorpresa tutta per sé, almeno. perché io sono una piccola principessina, e il Re e la Regina miei genitori mi hanno cresciuto a suon di sorpresissime. però c’è chi quel sussulto non l’ha mai neppure provato, quell’istante in cui dici Cazzo, mi era sfuggito qualcosa… e da lunedì prossimo, una persona in più lo avrà.
4. cercherò di non prenotare in due ristoranti costosissimi all’interno di un’unica settimana, mi limiterò a uno
5. sabato prometto di non fare la puttanazza. promessissimo. e prometto di non girare più di tre locali, a meno che non venga per l’ennesima volta deportata da amiche impazzite
6. spenderò i soldi bene. niente saldi, compero il biglietto per NY (in attesa del mio benefattore ufficiale)
7. Darò la soddisfazione di portare alla Fata un ragazzo. che verrà addestrato per essere il mio fidanzatino perfetto, perché in fondo – a parte non esserlo – lo sarebbe. ovviamente verrà costretto a tale comportamento, in caso contrario gli riempirò la casa di orribili origami con delle lucine dentro.
8. la smetto di lamentarmi. per un pochino. poi ricomincio, non crediate.
Morale della favola: Ogni tanto, le prede le risparmio. Se ho già mangiato, ecco.
Archiviato in: di passaggio, sentimenti | Tag: antichi dei, buoni propositi, dialoghi di una vita fa, lavori in corso, maledizioni, pensieri, premonizioni

Poi arriva un giorno / che le persone non le odi più.
E ti viene una voglia immensa di sapere che fanno, dove sono.
E davvero, non ti ricordi neppure più il sapore dei vostri baci bambini, di quanto avete condiviso insieme. Ti viene solo in mente che hai quasi trent’anni e lui pochi meno, e ti ci metti a chiacchierare, distrattamente, in chat. in un sabato pomeriggio in cui lui dovrebbe pulire casa, e tu lavorare.
Già, perché lui ha una casa, una ragazza. una convivenza importante, un lavoro nuovo. e tu queste cose nemmeno le sapevi. pensavi fosse ancora quel bambino strano, invece lo ritrovi maturo e sereno. e gentile, questo te lo ricordavi di lui.
E lo sai che tocca prima o poi anche a te, smascherarti. così appena lui ti chiede Ma tu ce l’hai un lui? Sei pronta, le solite risposte, i soliti pronti Al momento no / i buoni propositi / sono giovane / bla / bla.
Solo che ti atterra aggiungendo …o il tuo lui è il tuo lavoro? E lì, rimani un attimo interdetta.
Eh.
Che dire.
Mi è tornato in mente un giorno di tantissime estati fa, un ragazzo conosciuto poco dopo questo. Un litigio fatto sulla torre di un castello. e lui, ferito, che mi dice, tranquillo Avrai una carriera fantastica, E. ma solo quella. e nessuno con cui gioirne, accanto.
Il 2010 mi servirà anche per dimostrarvi che avevate torto marcio, entrambi.
(Spero).
Archiviato in: di passaggio, sentimenti | Tag: bildungsroman, flusso di coscienza, lavori in corso, pensieri, sentimenti, vita
Storse il nasino all’ennesimo messaggio preconfezionato.
Un altro di quei ragazzi che ti cercano solo per le seconde serate, e solo dalla domenica in poi perché il sabato hanno le fidanzate di serie A.
Pensò che l’indomani non avrebbe avuto voglia di traballare su scarpe troppo alte, in mezzo a gente troppo concentrata sulle prime impressioni. e che avrebbe lasciato alle altre la mondanità e le bollicine dello champagne, una volta tanto le piaceva cambiare idea.
Preferiva una corte dei miracoli di amici diversi, fidati. e una serata in cui ubriacarsi di risate, e di imperfezioni. Sperava nell’incontro di uno sguardo, di quelli che si soffermano sul sorriso un istante in più del dovuto. e pensava che forse, a metà della notte, avrebbe fatto un salto anche nel solito club, soltanto per la gioia di strappare un’espressione di stupore a chi non sperava più, ormai, di incontrarla lì.
E poi ritornò con il pensiero a quella mail, poche ore prima. piena di amarezza, e lei quell’amarezza se la meritava tutta. Pensò a quanto a volte avesse bisogno di essere imperfetta, e ingiusta, con gli altri. a come fosse terribilmente gelosa di ogni cosa che le ruotava intorno. e a quando, spiegando alla sua amica del cuore cosa fosse per lei il vero amore, si ricordò di una volta in cui ricevette una telefonata da lontano, e aveva voglia di fermare la gente per strada per fare sentire loro il suo cuore che impazziva in petto.
Sembra un’eternita fa, come le aveva scritto in un’altra mail un ragazzo bellissimo, con cui uscì una volta a cena. le aveva anche scritto Sai quando parlavamo del sogno di incontrare la persona perfetta? io ora ce l’ho, e lei si era sentita terribilmente sola, anzi, spaiata.
Si sentiva solo a metà.
Archiviato in: di passaggio, music | Tag: canzone del giorno, Firenze, lavori in corso, sentimenti
Questa canzone è per te, amore grande.
Per tutti gli aperitivi passati a parlare di cose che non capiremo mai.
Archiviato in: di passaggio | Tag: canzone del giorno, fatica, lavori in corso, marinai, stelline
Armi abbassate, non mi va più.
Archiviato in: di passaggio, sentimenti | Tag: balli lenti, buoni propositi, canzone del giorno, cattivi pensieri, flusso di coscienza, lavori in corso, sentimenti, statistiche alla mano
Quando stavo con Ale, ci divertivamo a cambiare il genere ad alcune parole. per questo “patonzina” diventava “patonzino”, e i “pensierini” diventavano “le pensierine”.
Oggi, dopo aver ricevuto finalmente una sua mail da NY, dopo aver visto la prima foto “seria”della sua casa nuova, dopo aver constatato compiaciuta che sopra il mobile svetta il mio scatolone di regali natalizi, ho deciso di lasciarvi stanotte con una pensierina, tutta per voi.
Pensavo che è triste quando dici a una persona una cosa bella e lei ti risponde Capisco, pensavo che oggi io ho detto Capisco al capo che mi parlava di come era diverso vendere i quadri quando non c’era la crisi.
Pensavo che sarebbe bastato un ti capisco, ti sarebbe costato soltanto due lettere in più, ma cazzo avrebbe avuto un significato tutto diverso.
Pensavo che certe canzoni, tuttora che lo hai deciso, ti rimangono in sospeso finché non le regali alla persona per cui le hai create. e io non voglio avere cose in sospeso, nemmeno una canzone. Perciò te l’ho regalata oggi, magari non era il momento, magari l’hai posizionata nel momento migliore per lei.
Pensavo che in quest’ultima settimana ho lavorato troppo, ma mi sono sentita viva. non bella, stanca, non avevo voglia di vedere nessuno. Ma brava, ecco, quello sì.
Pensavo che è strano trovarsi a dare consigli di cuore a una persona che ti piaceva, un tempo, ma alla fine quando senti certi discorsi, quando vedi che qualcuno si fida di te, è più forte di ogni cosa, il voler tentare di renderlo felice. anche se questo ti costa dare consigli brillanti su una situazione per la quale non vorresti vedere un lieto fine, non quello almeno.
Pensavo che ricevere una mail in cui un amico lontano ti chiede Ma hai ancora quel blog che avevi anni fa? e potergli dire di sì, condividerlo con lui, mi rende profondamente felice. E che ogni volta che non scrivo per un po’ mi viene sempre il terrore di non avere più nulla di interessante da dire, poi qualcosa mi viene sempre.
Pensavo, dopo stasera, dopo l’ennesimo marining a vuoto, che sono un po’ satura di quei ragazzi che flirtano sporadicamente solo per dimostrarti che sì, apprezzano il fatto che a te loro piacciono molto. Però poi, dopo una serata insieme, non si ricordano più di te.
Pensavo anche che, davvero, a volte, dovrei prendermi meno sul serio.
E, per dimostrarvelo, stasera vi posto una canzone leggera, che ogni tanto il mio ipod mi sputa fuori tra le fatiche degli allenamenti.
Buonanotte,
e buoni pensieri.
Archiviato in: di passaggio, stupidity, thelma & Louise | Tag: buoni propositi, lavori in corso, mondanità, serate tranquille, Thelma e Louise, to do list
Questo weekend sarà ufficialmente censurato.
é giusto così, oggi convenivo con Louise che ci sono troppi lettori silenti che ci seguono, non possiamo rischiare rivelazioni apocalittiche.
Mi limiterò a le tre cose più spassose che mi voglio portare dietro, nelle prossime due settimane, lontane da questa parte di mondo.
1. un cane di porcellana gigante, e un uomo che sale le scale in mutande cerulee con i jeans calati
2. una serie di pericolosi deja vu, comprendenti un orecchino perso, una civetta sul comò, delle porte senza chiavi e una culatona per terra
3. una cena con una serie di raccontacci, sedute su un panchetto a fare rapporto, o in una tragica pizzeria casual, in cui il silenzio viene squarciato dall’annuncio della Chiarotti che a sorpresa è la prima testimonial dello scettro 2010.
e ora tutte a letto, con un sogno e un desiderio nuovi, e che non siano solo di sesso e scommesse, ma anche qualcosina di più speciale.


