Molly Bloom’s roses.

O and the sea the sea crimson sometimes like fire and the glorious sunsets and the figtrees in the Alameda gardens yes and all the queer little streets and the pink and blue and yellow houses and the rosegardens and the jessamine and geraniums and cactuses and Gibraltar as a girl where I was a Flower of the mountain yes when I put the rose in my hair like the Andalusian girls used or shall I wear a red yes and how he kissed me under the Moorish wall and I thought well as well him as another and then I asked him with my eyes to ask again yes and then he asked me would I yes to say yes my mountain flower and first I put my arms around him yes and drew him down to me so he could feel my breasts all perfume yes and his heart was going like mad and yes I said yes I will Yes.
James Joyce, Ulysses

Ci sono cose che, non sai perché, ma ti rimangono in mente per sempre.
io mi ricordo perfettamente questo finale di discorso assurdo, e mi  è sempre sembrato di sentire il profumo di quella rosa che Molly si mette all’orecchio, mentre lui la fa roteare stringendola forte.
Intorno a loro solo il caldo, avvolgente, di un’estate che d’un tratto diventa spagnola.

affacciata al davanzale, oggi c’è così caldo che latitano pure i gatti.
saranno in qualche angolo buio a muovere a tempo la loro codina furba.
guardo la luce innaturale che biancheggia la città,
penso a come mi piacerebbe fare una passeggiata in un parco, stasera.
accanto a qualcuno che mi appunta un fiore, delicatamente, tra i capelli.

ho voglia di dare un senso a questo flusso di coscienza.

sotto questo sole, bello pedalare.

solo per dirvi che Le puttanazze sono tornate.

e l’hanno fatto, a sopresa, in un caldo lunedì di luglio.
in memoria dei loro fantastici lunedì tranquilli, quelli passati nel loro locale assurdo preferito, a rimbambirsi di bolle e di discorsi assurdi e bellissimi.
nell’ordine, vi lascio con queste istantanee…
…io e Louise che arriviamo in bici (e magicamente, ce ne torniamo pure a casa)
…io che non mi fido e ci troviamo con ben due lucchetti antiscippo
…lo spray pen al peperoncino che a breve accecherà qualcuna di noi nel delirio bacchico del venerdì sera
…Alle che ci vede e si illumina, poi corre a mettere in fresco delle bolle
…il gasatone dei bei vecchi tempi
…Tore & Pier che vengono a farci la guardia (da dietro)
…il mio candidato fidanzato numero 1, trovato dalla fata grazie a un pomeriggio passato a fare tortellini. risultato: un dio greco dimensioni Billy libreria dell’Ikea, di una tonicità che lascia a bocca aperta pure Luigi, che mi chiede “Ma è tutto per te, lui?”. si scusa molto quando il display gli si illumina e vedo la faccina della sua fidanzata (che a breve lascerà, amando me).
…il mio candidato fidanzato numero 2, trovato dai coniugi Vaccari. risultato: uno che lascia un torneo di calcetto a metà per venire a non bere niente, solo a farmi compagnia. dolce, carino, probabilmente morirà in un agguato gay la prossima settimana, altrimenti potrebbe essere il candidato giusto.
…il mio candidato fidanzato numero 3, arrivato dopo aver partecipato (in una serie di vicende pornosoft) al gonfiaggio delle bici con me e la Posse. risultato: un uomo distrutto dal dolore e dal desiderio, che ci scorta vivacemente in macchina lungo la ciclabile.
…la Posse che rompe una collana Maori in mezzo alla ghiaia e sta china un’ora a raccogliere di tutto.
…Luigi che se ne va senza pagare, la Posse che ha 90 cent. risultato: io e Louise, due bottiglie di vino. una storia già scritta.
…io che parcheggio quatta quatta le bici dietro casa, la Flavia mi sente e non potendo credere di avere una padrona così sportiva, comincia furiosamente ad abbaiare credendomi un ladro.

…le mie amiche meravigliose, Louise, Luigi e la Posse. e io che mi sento incredibilmente felice. in una sera altrimenti triste.

big fish.

non scriverò post su mio nonno, non penso.
perchè oggi, gli ho già detto tutto.
però sono felice, davvero.
è stata una festa meravigliosa, lui si sarebbe divertito tanto.
era pieno di gente assiepata ovunque, incuranti del caldo, pronti a fare un brindisi insieme a lui.
e io, stretta nelle mie meravigliose amiche, sono sicura di aver intravisto, tra tutta quella gente, persino le tue gemelle siamesi coreane, il gigante e la bambina che rubava le scarpe.

ciao, nonno.

per ora, solo questo.

Stop all the clocks, cut off the telephone,
Prevent he dog from barking with a juicy bone,
Silence the pianos and with muffled drum
Bring out the coffin, let the mourners come.
Let aeroplanes circle moaning overhead
Scribbling on the sky the message He Is Dead,
Put crêpe bows round the white necks of the public doves,
Let the traffic policemen wear black cotton gloves.
He was my North, my South, my East and West,
My working week and my Sunday rest,
My noon, my midnight, my talk, my song;
I thought that love would last for ever: I was wrong.
The stars are not wanted now: put out every one;
Pack up the moon and dismantle the sun;
Pour away the ocean and sweep up the wood;
For nothing now can ever come to any good.

W.H.Auden, Funeral blues

giochi preziosi.

Sono uscita con lui, l’altra sera. Un po’ per caso, ci siamo trovati a pensare quante cose erano passate dalla nostra ultima (unica?) uscita.
noi che siamo compagni di blog, noi che siamo menti particolari, a raccontarci dei nostri amori impossibili, delle nostre vite cinematografiche.
poi, al ritorno, mentre le nostre strade prendevano direzioni opposte, salutandoci con una promessa di un autunno da passare insieme, ci penso su. A volte hai davvero voglia di uscire con qualcuno che ti conosce poco, per poter essere come sei. Libera, sbruffona, dolce, imperfetta.
hai voglia di sentire che suono fa una canzone che ti piace, cantata da una voce nuova.

statistiche alla mano.

dunque, brevemente.
è da troppo poco tempo che ho scoperto la funzione “statistiche del blog”.
insomma, ogni giorno passano in media 40 persone.
il che, considerando che quelli che commentano saranno 5, mi fa sorridere.
c’è un nutrito gruppo di dolci maniaci silenziosi.
quel che è peggio, è il poter anche vedere quali parole gli utenti utilizzano per trovare il mio blog.
vi riporto le 4 migliori, che per ora mi hanno regalato le emozioni più durature.

4: sciabola per champagne
usata ben in 1 tag, è rimasta nel cuore. mi immagino gli enologi che cercano strumenti scientifici e si trovano un blog delirante, bello.

3:  cosa fare stasera
ecco, questa non la capisco. cioè, google mi ritiene davvero un’alternativa per una serata un po’ loffia? tipo quando alla tv c’è solo Il ritorno di Conan (giusto ora su rete4), o uno speciale del Treno dei Desideri, unito a una soap con Romina Mondello? beh, in effetti.

2: cognome di elena sarabanda
beh, questo è il mio preferito. a me pensare a Sarabanda fa venire in mente l’Uomo Gatto, la cieca pignola, una serie innumerevole di handicappati, e purtroppo Papi. oppure Vecchioni che canta Corri cavallo corri ti prego, e sinceramente continuo a essere perplessa. divertita, ma perplessa.

1: ragazze maiale
forse dovrei prestare maggiore attenzione ai tag casuali che inserisco nei post. O_O

padri premurosi.

Prima ho chiamato mio padre per programmarlo e consegnare i miei preziosi sandali gioiello a Louise, nel caso che lei domani salga da me.
lui, tutto felice, mi dice: “Tutto pronto….c’è anche un regalino per te“.
evvai, la pochette in pendant che mi mancava!
“No, è un regalino utile“.
beh, posto che le pochette sono utilissime, il regalo in questione è uno spray al peperoncino.
Perché se sono vere almeno la metà delle storie che vi racconto su questo blog, di certo può tornarmi utile.
“Mi raccomando, però, usalo con estrema cautela. Sì, insomma, è fastidioso e pericoloso. Magari usalo tra una violenza e l’altra, così da essere sicura che ti stia proprio importunando, e non semplicemente corteggiando”.
come mi conosce, il mio babbo :)

cattività.

non so, in questi giorni mi sento un po’ in cattività.
a lavorare non mi diverto, ci sono stati troppi cambiamenti, ci sono troppi dispettosi in giro. mi manca la mia Lauretta, lei che si mette lì e mi aiuta comunque, che sia un cliente importante o una caccia al tesoro. e poi mi sono affezionata troppo, a poche persone, che però mi mancheranno. e a chi mi scrive Se mi lasci ti cancello vorrei solo dare un abbraccio e dire che no, io certe persone non le cancello, le custodiscono gelosamente nelle sottocartelle di questa vita confusa.

Il mio umore non è dei migliori, rimango a rimuginare coccolando il mio gatto (perché ormai sento che un pochino è mio, visto il rapporto morboso che ha con il mio davanzale), non dormo bene la notte. bevo troppi caffè e mi curo troppo poco, sono obiettivamente meno carina del previsto. e poi ho un pezzo di cuore confuso e un pezzo più grosso forse un po’ vuoto, che vorrei cominciare ad arredare.
due vasi di fiori, una finestra con le tende morbide e colorate.
e un grande letto, per rotolarmi quando non mi va di guardare fuori.

Te sta’ dentro che qua fuori è un brutto mondo.
(Freccia)

Amarsi a prescindere.

l’altra sera ho tentato un approccio con un’ombra del passato.
un ragazzo arrivato nel momento sbagliato, da cui sono fuggita.
però anche quando un rapporto finisce, le persone, quelle rimangono.
avevo voglia di parlare con lui, di infrangere la barriera di silenzio.
perché le barriere del suono le infrangono in troppi.
e gli ho parlato di noi, ma non ha voluto ascoltare.
mi ha detto, semplicemente, Se vuoi, parliamo d’altro.
e allora no, guarda, non mi interessano quei discorsi fatti giusto per fare.
è molto meno amaro fare finta di non averti incontrato.
Perché, come ti dissi, io non amo tutti i miei comportamenti.
però mi amo a prescindere.

Amused to death.

oggi è uno di quesi giorni in cui vorrei buttare via tutto.
in cui non so se valga la pena pagare questo prezzo per i sogni.
uno di quei giorni in cui tutto è maledettamente difficile.

Le gallerie del treno MilanoFirenze mi inghiottiscono per poi risputarmi fuori.
Lampi di luce resi vani da blocchi di buio.

E il pensiero di dover cambiare tutto di nuovo.
Di trovarti d’un tratto, a ventisei anni, a dire addio al lavoro dei tuoi sogni.
Perché sei la persona giusta, ma al momento sbagliato.
E questo fa terribilmente male, come quando succede con le storie d’amore.
Oggi è un giorno in cui vorrei un fidanzato che mi dicesse Resta qui.
E invece non ho nessuno, nessuno che mi fermi.
Ho due genitori speciali che mi dicono Qualsiasi cosa farai, sarà la cosa giusta.
Ho amici fantastici che oggi sono rimasti senza fiato davanti ad una mia sorpresa.
Ho un ragazzo carino che potrebbe essere il ragazzo che oggi al telefono mi ha detto Sono felice, se torni, un altro che mi ha chiesto dolcemente di rimanere.

Oggi, soprattutto, ho voglia di scrivere una vita nuova.

Ps. tra i tuoi ruoli, di certo c’è quello di avermi consigliato alcune tra le canzoni più giuste che conosco.
Oggi mi è tornata in mente questa.
Non mi piaceva, ti dissi, tu mi risposi di ascoltarla quando non ne potevo più.
Ora la capisco.